Via Mercatovecchio è la strada porticata che va da piazza Libertà a piazza Marconi, ai piedi del colle del castello di Udine. La sua curva ricalca un antico fossato, e il suo nome ricorda il primo mercato della città, concesso dal patriarca Bertoldo di Andechs nel 1223.
Una strada nata da un fossato
Il tracciato curvilineo di via Mercatovecchio non è una scelta estetica, ma un vincolo topografico: la strada ricalca l'andamento del fossato che un tempo cingeva la base del colle del castello. Quel fosso, alimentato dalla roggia, proteggeva a ovest il primo abitato, raccolto sotto la collina lungo l'attuale vicolo Sottomonte.
Quando Udine crebbe verso ovest, il fossato fu spostato più in là, lungo le odierne via Sarpi e via Pelliccerie, e l'antico solco rimase libero per diventare strada. Correva così tra la prima e la seconda cerchia muraria della città, e intorno si formò un tessuto di lotti stretti e profondi, con la bottega al piano terra e la casa del mercante ai piani di sopra.
Il mercato dei patriarchi
Tra XII e XIII secolo la strada che portava da Aquileia verso le Alpi si avvicinò al colle, e quel tratto divenne il luogo degli scambi: come nelle città d'Oltralpe, il mercato si teneva lungo la via e non in una piazza. Nel 1223 il patriarca Bertoldo di Andechs concesse a Udine il diritto di tenervi il mercato, trasformando di fatto un camminamento difensivo nel principale snodo dei traffici della zona.
Il 12 marzo 1248 lo stesso patriarca fondò un secondo mercato nella piazza che porta il nome di Matteotti, e da quel giorno quello della strada divenne il «vecchio». La via restò comunque il cuore degli affari: all'inizio del Quattrocento vi lavoravano due banchi di cambio, e i fiorentini Vanni degli Onesti vi tenevano la sede della loro impresa di pannilana.
Quintane, palii e la Zobia Grassa
Nel corso dei secoli il selciato ha visto istituzioni come la Zecca patriarcale e la Cancelleria della Patria del Friuli, e ha fatto da palcoscenico agli eventi pubblici del patriarcato. Nel 1368, quando il patriarca Marquardo di Randeck accolse a Udine l'imperatore Carlo IV, in suo onore si corse una quintana, e fra gli ospiti c'era Francesco Petrarca.

Dalla metà del Trecento la strada ospitava anche il traguardo del palio di San Giorgio, la corsa dei cavalli che attraversava la città. L'episodio più drammatico risale però al giovedì grasso del 1511, la Crudel Zobia Grassa: lungo via Mercatovecchio si consumarono gli scontri, i saccheggi e le vendette fra gli Strumieri, la fazione aristocratica, e i Zamberlani, popolari e filoveneziani, guidati da Antonio Savorgnan.
I palazzi da piazza Libertà a piazza Marconi
La passeggiata comincia accanto alla Loggia del Lionello. All'angolo con la salita al castello c'è palazzo Tealdi, già dei bergamaschi Tealdi nel Quattrocento; di fronte, all'incrocio con via Rialto, sorge palazzo Sacchia, del Cinquecento, con quattro grandi arcate di portico sormontate da due trifore, finestre centinate e un terrazzino d'angolo. Nell'Ottocento al suo pianterreno aprì il Caffè Commercio, rinnovato nel 1855 dall'architetto Andrea Scala come Caffè Nuovo.
Seguono palazzo Zorzi, disegnato nel 1923 da Cesare Miani, con il leone di San Marco dipinto sopra gli archi, e palazzo Gaspardis Lacchin Del Fabbro, di forme neorinascimentali. Poi si incontra il palazzo del Monte di Pietà, nato per arginare l'usura: il primo nucleo, su progetto di Francesco Floreani, fu costruito fra il 1566 e il 1569, ampliato a metà Seicento e completato nel 1690. La facciata segue la curva della via con cinque arcate in bugnato e grandi trifore, e la cappella di Santa Maria del Monte ha gli affreschi dipinti da Giulio Quaglio nel 1694.
Più avanti, verso piazza Marconi, c'è casa Sabbadini, la cui facciata fu affrescata nel 1554 da Giovanni Battista Grassi: si riconosce ancora un Giove. All'angolo con vicolo Pulesi resta l'anello di pietra con la data «1554 adì 1° agosto», dove si fissava l'asta con il drappo rosso del traguardo; nell'Ottocento la casa ospitò l'albergo Torre di Londra, rifugio di diversi patrioti.
Sotto il selciato
Dopo circa due anni di lavori via Mercatovecchio è stata ripavimentata e resa pedonale, e il cantiere ha restituito una sorpresa. Nel luglio 2019, al centro della carreggiata, è emersa una struttura medievale lunga 20 metri e larga 6, segno che l'aspetto della strada è cambiato molto nel tempo; negli strati più profondi c'erano frammenti di ceramica romana del I secolo a.C. e del I secolo d.C.
Domande frequenti
Perché si chiama via Mercatovecchio?
Perché qui si teneva il primo mercato di Udine, concesso nel 1223. Quando nel 1248 il patriarca ne aprì uno nuovo nell'attuale piazza Matteotti, quello della strada divenne il mercato vecchio.
Perché via Mercatovecchio è curva?
Segue il percorso del fossato che circondava la base del colle del castello: spostato il fosso verso ovest, il suo tracciato è diventato la strada.
Che cosa si vede in via Mercatovecchio?
I portici e i palazzi storici: palazzo Sacchia, il palazzo del Monte di Pietà con la cappella affrescata da Giulio Quaglio e casa Sabbadini, con il Giove di Giovanni Battista Grassi e l'anello del palio.