Nel XIII secolo la famiglia che dava il nome a Gorizia cambiò scala. Erano signori di un castello sul colle dell'Isonzo e protettori del patriarca di Aquileia; in poche generazioni misero le mani sul Tirolo, sposarono una regina vedova e diedero una moglie agli Asburgo.
Da dove venivano i conti
I conti di Gorizia, chiamati anche Mainardini perché il nome Mainardo tornava di padre in figlio, non erano nati sull'Isonzo. Le loro radici stavano nella Val Pusteria e nel Lurngau, attorno a Lienz, e probabilmente in una grande famiglia bavarese, gli Ariboni. Un «Meginardus de Guriza» compare già in un atto di Aquileia del 1064.
Il 21 maggio 1122, in un documento scritto a Cividale, Mainardo I non è più chiamato avvocato ma conte. La famiglia teneva infatti l'avvocazia del patriarcato di Aquileia: doveva difenderlo, ma nei fatti ne fu per secoli la rivale più scomoda. Con i beni sparsi fra Gorizia e il resto del Friuli, da Latisana a Belgrado e Codroipo, nessun altro feudatario del patriarca era forte quanto loro.
Una corte in viaggio, fra Lienz e Gorizia
La famiglia parlava tedesco e viveva soprattutto a Lienz, nel Tirolo orientale, che nel XIII secolo crebbe fino a diventare quasi una seconda capitale; lì nel 1240 la contessa Adelaide fondò un convento di domenicane. A Gorizia i conti tenevano il castello, dove la parte più antica è ancora il Palazzo dei Conti, del XIII secolo, con le sue bifore romaniche.
Per gli ospiti e per la caccia avevano altre case in città. Lo Schoenhaus, il palazzo che più tardi passò ai Lantieri, era la loro dimora di caccia, e lì alloggiava chi veniva per le battute e i tornei a cavallo. Chi visita il castello trova nel Museo del Medioevo Goriziano copie di armi bianche e di vecchi strumenti musicali, i segni di quella vita fra guerra e feste.
La moneta di Lienz
Battere moneta era il sogno di ogni signore, perché voleva dire comandare anche sui commerci. Già nel 1195 Mainardo II ed Engelberto III avevano cominciato a Lienz e a Latisana a imitare i denari del patriarcato, tanto che nel 1202 il patriarca Pellegrino fece dichiarare che i conti quel diritto non l'avevano. Nel 1232 Mainardo III, primo fra i conti, coniò a Lienz monete sul modello di quelle di Aquileia, senza chiedere il permesso a nessuno.

Anche Gorizia intanto cresceva: nel 1210 ottenne dall'imperatore il diritto a un mercato ogni settimana, segno che artigiani e mercanti vi trovavano spazio.
Le nozze con il Tirolo e la sconfitta di Greifenburg
Mainardo III, nato verso il 1200-05, fu il vero regista della svolta. Poco prima del 1237 sposò Adelaide, figlia del conte Alberto del Tirolo, che non aveva figli maschi. Quando il suocero morì, il 22 luglio 1253, il Tirolo passò ai due generi, e nel 1254 Mainardo e il cognato Gebardo di Hirschberg se lo spartirono: a lui toccò il sud, con Merano. Da allora il conte di Gorizia fu anche conte del Tirolo.
Fedele all'imperatore Federico II, fu mandato a governare la Stiria e la Carniola, e dal 1250 anche l'Austria, finché nel 1251 Ottocaro II di Boemia lo cacciò. Nel 1252 il nuovo patriarca, Gregorio da Montelongo, accettò di rispettare la pace già stretta con lui. Poi Mainardo provò a prendersi la Carinzia, con il suocero al fianco, ma l'8 settembre 1252 fu battuto e catturato a Greifenburg dagli Spanheim. La pace di Lieserhofen, il 27 dicembre, gli costò cara: denaro, alcune terre e i due figli, Mainardo e Alberto, consegnati come ostaggi e chiusi nella fortezza di Hohenwerfen fino al 1258. Quell'anno Mainardo III morì, e fu sepolto a Castel Tirolo.
Un conte diventato duca di Carinzia
Tornati liberi, i due fratelli si divisero l'eredità. Ad Alberto andarono i beni in Istria, in Friuli, in Carinzia e in Val Pusteria, e con essi Gorizia; a Mainardo, quarto con questo nome fra i conti di Gorizia e secondo fra quelli del Tirolo, le terre a ovest. Nel 1258 sposò Elisabetta di Baviera, vedova del re Corrado IV e madre di Corradino, l'ultimo degli Svevi.
Mainardo IV fu uno dei principi più importanti del suo tempo. Nel 1270 fu capitano del popolo a Trieste; a Merano fece coniare con maestri fiorentini i grossi aquilini e tirolini, le prime grandi monete d'argento dell'area tedesca. Si schierò con Rodolfo d'Asburgo contro Ottocaro di Boemia, e nel 1286 ne ebbe in premio il rango di principe dell'Impero e il ducato di Carinzia. Sua figlia Elisabetta sposò Alberto d'Asburgo: la famiglia nata sul colle dell'Isonzo era ormai imparentata con la casa che, due secoli dopo, ne avrebbe raccolto l'eredità.
Domande frequenti
Chi erano i conti di Gorizia?
Erano una dinastia di origine alpina, forse legata alla famiglia bavarese degli Ariboni, con beni fra la Val Pusteria, il Lurngau e l'Isonzo; tennero l'avvocazia del patriarcato di Aquileia e governarono Gorizia fino alla morte dell'ultimo conte, Leonardo, nel 1500.
Dove vivevano i conti di Gorizia?
Soprattutto a Lienz, nel Tirolo orientale; a Gorizia avevano il castello, con il Palazzo dei Conti del XIII secolo, e in città lo Schoenhaus, la loro dimora di caccia.
Come i conti di Gorizia ottennero il Tirolo?
Mainardo III sposò Adelaide, figlia di Alberto, ultimo conte del Tirolo; alla morte del suocero, nel 1253, ereditò con il cognato Gebardo di Hirschberg la contea, e nel 1254 ne ebbe la parte meridionale con Merano.