📜 Storia · 3 min di lettura

L'Ursus, il pontone-gru del porto di Trieste alla deriva nella bora del 2011

L'Ursus, pontone-gru alto 75 metri varato a Trieste nel 1914 e finito nel 1931: il lavoro nei cantieri, la dismissione e la notte di bora del 2011.

Fra i moli di Trieste si alza un traliccio d'acciaio alto 75 metri: è l'Ursus, un pontone-gru galleggiante, cioè una grande gru montata su uno scafo. Ha lavorato per decenni nei cantieri della città, e resta uno dei reperti più rari di archeologia industriale del golfo.

Un gigante dello Stabilimento Tecnico Triestino

L'idea di una gru galleggiante per i cantieri nacque nel 1911, quando Trieste era il porto dell'Impero austro-ungarico. Lo scafo fu impostato nell'aprile 1913 allo Stabilimento Tecnico Triestino, i cantieri che sarebbero poi diventati il Cantiere San Marco, e fu varato nel gennaio 1914. Pochi mesi dopo scoppiò la prima guerra mondiale, e il pontone rimase un guscio vuoto, senza motori e senza gru, usato come deposito di materiali anche dopo il passaggio di Trieste all'Italia.

Solo nel 1925 si decise di completarlo. La gru la costruì l'Officina Ponti e Gru di Trieste, e il pontone fu finito nel dicembre 1931 ai Cantieri Riuniti dell'Adriatico.

La gru è un traliccio di profili chiodati alto 75 metri con il braccio alzato, e porta tre ganci: da 50 tonnellate in punta, da 150 a circa due terzi del braccio e uno da 10 che scorre sotto. Serviva a mettere a posto sulle navi in allestimento le parti più grandi e pesanti: motori, cannoni, componenti di corazzate e di grandi transatlantici.

L'Ursus, il pontone-gru del porto di Trieste alla deriva nella bora del 2011 - Storia in Friuli Venezia Giulia

Dalla guerra alla dismissione

Finita la seconda guerra mondiale, l'Ursus fu impiegato per ripulire i fondali dell'Alto Adriatico, sollevando relitti e aiutando lo sminamento che doveva riaprire le rotte ai mercantili. Poi tornò al lavoro nei cantieri per altri decenni, finché nel 1994 fu dismesso.

Il Ministero dei Beni Culturali lo ha posto sotto tutela come testimonianza storica. Da mezzo d'opera è diventato anche un palcoscenico: durante manifestazioni sul mare come Mare Nordest dal suo traliccio si sono lanciati i tuffatori dei tuffi da grandi altezze, da 27 metri sopra l'acqua del porto. L'Ursus è stato anche una delle location della serie televisiva La Porta Rossa, prima di essere sostituito dal Faro della Vittoria.

La notte di bora del 2011

Fra l'1 e il 2 marzo 2011 su Trieste soffiò una delle bore più forti mai misurate, con raffiche misurate fino a 163 chilometri orari. Nella notte il vento ruppe gli ormeggi che tenevano l'Ursus legato al molo: il pontone uscì dal porto e rimase alla deriva nel golfo fino al mattino, quando tre rimorchiatori riuscirono a riagganciarlo e a riportarlo al suo posto.

Un futuro da museo

L'Ursus sta nell'area del Porto Vecchio, il porto franco voluto da Carlo VI d'Asburgo nel 1719, i cui moli e magazzini sono stati a lungo abbandonati e dal 2016 sono passati dal Demanio al Comune. Per il pontone sono stati studiati progetti di recupero, con ascensori panoramici e terrazze di osservazione, per trasformare i suoi quasi 800 metri quadrati in uno spazio espositivo.

Domande frequenti

Che cos'è l'Ursus di Trieste?

Un pontone-gru galleggiante alto 75 metri, varato dallo Stabilimento Tecnico Triestino nel 1914, completato nel 1931 e usato per decenni nei cantieri navali.

Quando l'Ursus finì alla deriva?

Nella notte fra l'1 e il 2 marzo 2011, quando la bora ruppe gli ormeggi; al mattino tre rimorchiatori lo riportarono al molo.

L'Ursus è ancora in funzione?

No: è stato dismesso nel 1994 ed è tutelato come reperto di archeologia industriale.