A metà dell'Ottocento Grado era un paese di pescatori, raggiungibile solo per laguna e con una sola fonte d'acqua dolce. In mezzo secolo diventò una delle spiagge più eleganti dell'Impero austro-ungarico: all'inizio c'è la vacanza di uno scrittore, poi arrivarono i medici, i bambini malati e infine i villeggianti.
L'isola prima dei bagnanti
Dopo la fine del patriarcato, nel 1451, Grado aveva perso il ruolo che aveva avuto per secoli ed era tornata un villaggio di pescatori sotto Venezia. Con il trattato di Campoformido del 1797 passò all'Austria, ma per decenni non cambiò molto: l'acqua da bere veniva da una cisterna nel campo dei Patriarchi o dalle foci del Natissa, e l'unico carro dell'isola era quello dei funerali.
Eppure già a metà dell'Ottocento lungo la spiaggia c'erano i casotti, le cabine dove ci si spogliava per il bagno. Il mare di Grado aveva qualche frequentatore prima ancora che qualcuno pensasse di farne una stazione balneare.
Le due settimane di Ippolito Nievo
Nell'estate del 1856 Ippolito Nievo, l'autore delle Confessioni di un italiano, passò circa due settimane a Grado con l'amico Cesare Colonia. Partiti da Venezia, attraversarono Treviso, Udine e Palmanova e ci misero quasi un giorno intero ad arrivare. Da quella vacanza nacque il racconto Le maghe di Grado, dedicato alle bagnanti del casotto numero 5.
Nievo, che si lasciava alle spalle un amore infelice per Matilde, conobbe Antonietta Appolloni e le due figlie del conte Cassis Faraone, e le ritrasse mentre facevano il bagno quasi vestite, con cappelli di paglia per non perdere la pelle bianca. L'isola non lo conquistò: la trovò povera e la spiaggia squallida, e dal primo alloggio dovette scappare per colpa di «molesti animaletti notturni», finendo a casa di un falegname in piazza, vicino al farmacista con cui divideva pasti e pettegolezzi. Lo colpì invece il gradese, una parlata a metà fra veneto e friulano che gli sembrò una specie di toscano del nord. E il ricordo rimase buono: agli amici Nievo descriveva Grado come «una primizia del paradiso», e nel racconto prometteva a chi ci fosse andato di tornarne «edificati della piacevolezza del soggiorno, della commodità dei bagni, e della cortesia degli abitatori».
Barellai e l'Ospizio marino
La svolta arrivò dalla medicina. Nella seconda metà dell'Ottocento i medici cominciarono a considerare l'acqua di mare e la sabbia come cure vere e proprie, e il pediatra fiorentino Giuseppe Barellai, che a Viareggio aveva già aperto il primo ospizio marino italiano, durante un viaggio notò il clima di Grado: aria salmastra, mare molto salato, sabbia fine, spiaggia esposta a sud. Suggerì di costruire sull'isola un ospizio per i bambini poveri colpiti da scrofolosi e rachitismo, gli «scrovoleri» come li chiamavano a Grado.

L'Ospizio marino, il primo dell'Impero, aprì nel 1873 con 13 piccoli ospiti, grazie al sostegno del Comune di Gorizia e di benefattori privati, fra cui l'ex imperatore Ferdinando, Francesco Giuseppe e l'avvocato goriziano Paolo de Bizzarro. Nel 1884 i bambini erano 67 e nel 1900 più di 200, arrivati da Gorizia, da Trieste e dalle regioni dell'Italia unita. I genitori venivano a trovarli, e con loro cominciò il turismo: i rapporti sulle guarigioni, inviati alla Luogotenenza del Litorale fra il 1873 e il 1884, fecero il resto.
1892, la stazione di cura dell'Impero
Il viaggio, però, era ancora un'impresa: da Vienna o dall'Ungheria si prendeva il treno fino a Ronchi, poi la carrozza fino ad Aquileia e infine un vaporetto che Giuseppe Caprin descrisse nel 1890 come un mezzo «che sbuffa come un cavallaccio da fatica». Nel 1876 il generale austriaco Wimpfel portò sull'isola il primo telegrafo, e intorno al 1880 sorsero i primi alberghi, come il Cervo d'oro, il Grignaschi e l'Hotel de la Ville.
Il 25 giugno 1892 una legge di Francesco Giuseppe riconobbe Grado come stazione di cura ufficiale e vi istituì un'azienda per promuoverla. Nello stesso anno si aprì il primo stabilimento d'Europa per le sabbiature, e negli stessi anni il Comune fece costruire su progetto dell'ingegner Benussi il primo stabilimento balneare civico, in legno, con un pontile che portava dalla spiaggia al mare e le tende a strisce che si vedono nei manifesti dei Dudovich.
Alberghi, ville e villeggianti illustri
Nel 1896 Giacomo Fonzari, il proprietario del vaporetto, aprì il primo grande albergo gradese, con 100 posti letto. Il 5 aprile 1900 fu inaugurato il primo pozzo artesiano, profondo 217 metri, che finalmente diede acqua potabile a tutti. Fra il 1900 e il 1902 il barone Leonardo Bianchi fece costruire alle spalle della spiaggia le cinque Ville Bianchi in stile Liberty, rimaste il simbolo della località.
Seguirono lo Zipser del medico Guido Zipser e, nel 1903, il Fortino dei coniugi viennesi Emma e Joseph Maria Auchentaller, progettato da Julius Mayreder e decorato dallo stesso Auchentaller, pittore fra i fondatori della Secessione. Nel 1905 il medico polacco Maurizio Oransz aprì l'Hotel-Pensione «Alla Salute», con impianti per l'idroterapia, e da Praga e da Vienna il treno arrivava ormai fino alla stazione di Belvedere, da dove un battello portava sull'isola. Nel 1907 lo stabilimento bagni diventò autonomo dal Comune.
All'inizio del Novecento a Grado passarono Sigmund Freud, Luigi Pirandello e Adele Bloch-Bauer, la signora viennese ritratta da Klimt. Alla vigilia della prima guerra mondiale l'isola contava 26 alberghi e pensioni e 114 stanze private, ed era fra le prime località balneari dell'Impero con Abbazia, Portorose, Parenzo, Laurana, Lussino e Brioni. La guerra spazzò via quel mondo; nel 1918 Grado passò all'Italia.
Domande frequenti
Che cosa scrisse Ippolito Nievo su Grado?
Il racconto Le maghe di Grado, nato da una vacanza di circa due settimane nell'estate del 1856 con l'amico Cesare Colonia.
Quando Grado diventò stazione di cura?
Il 25 giugno 1892, con una legge dell'imperatore Francesco Giuseppe; nello stesso anno aprì il primo stabilimento d'Europa per le sabbiature.
Chi fondò l'Ospizio marino di Grado?
Il pediatra fiorentino Giuseppe Barellai, che lo propose per curare i bambini poveri; aprì nel 1873 e fu il primo dell'Impero.