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I castelli di Trieste: San Giusto, Miramare e Duino

La storia dei tre castelli di Trieste: la fortezza di San Giusto costruita fra il 1468 e il 1636, Miramare di Massimiliano d'Asburgo e le due rocche di Duino.

Sulla costa di Trieste tre castelli raccontano tre epoche diverse. San Giusto, sul colle della città, è la fortezza con cui gli Asburgo tenevano d'occhio i triestini; Miramare è il sogno ottocentesco di un arciduca; Duino, sulla scogliera verso Monfalcone, ha due castelli, uno in rovina e uno ancora abitato.

Il colle di San Giusto prima del castello

Il colle di San Giusto è il più alto sulla riva del mare, e chi lo teneva controllava tutto il territorio intorno. Dalla fine dell'età del bronzo a tutta l'età del ferro, fino al 1000 a.C., in cima c'era un castelliere, un villaggio fortificato, da cui nacque l'abitato di Tergeste: il nome unisce la radice terg, mercato, e il suffisso veneto este, città.

Nei primi decenni del II secolo a.C. la città passò ai Romani, che misero sulla cima il centro del loro accampamento. Lassù sorsero il tempio della triade capitolina, con i Propilei di cui si vedono i resti sotto il campanile della cattedrale, e la Basilica civile del 133 d.C., accanto alla piazza del foro: le rovine, scavate negli anni Trenta, stanno ancora ai piedi del castello.

Dalla Casa del Capitano alla fortezza a tre bastioni

Nel 1382 Trieste, stremata dalle guerre con Venezia, si era data all'Austria, che la proteggeva con un capitano imperiale. Ma la città restava inquieta, e nel 1468 l'imperatore Federico III ordinò di costruire, a spese dei cittadini, una casa fortificata con torre in cima al colle, da cui il suo capitano potesse sorvegliarla. È la Casa del Capitano, finita nel 1471: due piani, il primo senza finestre sulla facciata e riservato a uffici e servizi, il secondo molto alto, con l'abitazione.

L'idea di una fortezza triangolare venne ai Veneziani, che tennero Trieste fra il 1508 e il 1509 e alzarono intorno alla torre il bastione Rotondo, detto anche Veneto. Partiti loro, i lavori andarono avanti piano. Sotto il capitano Giovanni de Hoyos, arrivato nel 1545, si costruì il bastione Lalio, dal nome del soprintendente Domenico de Lalio, con una forma poligonale adatta all'epoca dell'artiglieria: fu finito nel 1557, e una lapide del 1553 porta lo stemma di Hoyos con due teste di squalo. Il terzo, il bastione Fiorito, disegnato dall'architetto imperiale Giovanni Pietro de Pomis, chiuse la fortezza nel 1636.

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Caserma, prigione e poi museo

San Giusto non fu mai al centro di battaglie, e anche per questo è arrivato intatto fino a noi: già nel 1639 l'ingegnere Giovanni Pieroni lo giudicava del tutto inadatto a un assedio. I capitani vi abitarono fino al 1750, poi il castello diventò caserma e, nell'Ottocento, carcere per i prigionieri politici, chiusi nelle casematte dei bastioni. Nella notte del 9 luglio 1690 un fulmine colpì cinquanta barili di polvere nella polveriera del cortile, che saltò in aria.

Nel 1930 passò al Comune, e negli anni Trenta l'architetto Ferdinando Forlati lo liberò dalle aggiunte dei secoli successivi, riportando alla luce la torre della Casa del Capitano e abbassando di un metro il Cortile delle Milizie. Ospita il Civico Museo del Castello, con l'armeria, e dal 2001 sul bastione Lalio il Lapidario Tergestino, con le iscrizioni e le sculture della città romana.

Miramare, la residenza sul mare di Massimiliano

Nel 1855 l'arciduca Ferdinando Massimiliano d'Asburgo, sorpreso dalla bora, trovò riparo nella baia di Grignano e si innamorò del promontorio. L'anno dopo affidò il progetto all'ingegnere Carl Junker, nato in Bassa Austria nel 1827, che fra il 1856 e il 1860 costruì in pietra d'Istria un castello in stile eclettico, dove si mescolano spunti medievali, rinascimentali e orientali. Gli interni, con oltre venti stanze, furono arredati da Franz e Julius Hofmann e sono ancora quelli originali.

Massimiliano e Carlotta del Belgio vi abitarono dal Natale 1860 alla primavera del 1864, quando lui accettò la corona del Messico: fu catturato dai ribelli e fucilato nel 1867. Per volontà del suo testamento il castello andò allo Stato, e dal 1955 è museo; nel parco crescono ancora le due sequoie piantate dall'arciduca.

Duino, il castello vecchio e il castello nuovo

Sulla scogliera di Duino le rovine del Castello Vecchio, risalente al X secolo, stanno su uno sperone a picco sul mare. Nel 1389 Ugone di Duino, capitano di Trieste, fece costruire il castello nuovo sulle rovine di un avamposto romano, e alla sua morte Ramberto di Walsee lo finì nei primi decenni del XV secolo. Nel 1472 la signoria passò a Federico III, e dal 1514 ai capitani della famiglia Hofer.

Estinti gli Hofer nel 1587, le due figlie dell'ultimo sposarono, una dopo l'altra, il conte Raimondo della Torre di Valsassina, e il castello rimase a quella famiglia per oltre 250 anni. Nel 1875 Maria, figlia dell'ultima erede, lo portò in dote al principe Alessandro di Thurn und Taxis; i loro discendenti, italianizzati nel 1923 nel cognome Della Torre e Tasso, lo possiedono ancora. Nel parco si scende in un bunker della seconda guerra mondiale scavato nella roccia: una sala di 400 metri quadrati, a 18 metri di profondità, è diventato un piccolo museo con cimeli dell'epoca.

Domande frequenti

Quando fu costruito il castello di San Giusto?

Fra il 1468, quando Federico III ordinò la Casa del Capitano, e il 1636, quando fu completato il bastione Fiorito; in mezzo vennero il bastione Rotondo dei Veneziani e il bastione Lalio.

Chi progettò il castello di Miramare?

L'ingegnere austriaco Carl Junker, che lo costruì fra il 1856 e il 1860 per l'arciduca Massimiliano d'Asburgo.

Perché a Duino ci sono due castelli?

Il Castello Vecchio, del X secolo, è in rovina sulla scogliera; quello nuovo fu voluto nel 1389 da Ugone di Duino ed è ancora della famiglia Della Torre e Tasso.