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Trieste italiana e la questione dei confini: dal 1918 al Memorandum di Londra e agli accordi di Osimo

La questione dei confini di Trieste: l'irredentismo, il 1918, Fiume, il Territorio Libero del 1947, il Memorandum di Londra del 1954 e gli accordi di Osimo.

Per quasi sessant'anni il confine orientale d'Italia si è spostato intorno a Trieste: dalla fine dell'Austria nel 1918 al Territorio Libero del dopoguerra, fino alla firma di Osimo nel 1975. Ecco le tappe, con le date e i nomi di chi le ha decise.

L'Ottocento e l'irredentismo

Nella Trieste asburgica, che dal 1850 aveva uno statuto autonomo di città-provincia, la spinta verso l'Italia crebbe lentamente. Chi la voleva era soprattutto fra gli intellettuali, un po' meno fra gli impiegati, quasi per niente fra i grandi mercanti, gli imprenditori e l'aristocrazia; nella campagna intorno, abitata da piccoli proprietari e contadini sloveni, la questione interessava poco. Lo storico Tito Maniacco stima gli irredentisti in circa 5.000 su 250.000 abitanti, e il socialismo, legato alla socialdemocrazia austriaca, attirava portuali e operai in un'altra direzione.

Anche l'idea di dove passasse il confine cambiava. Nel 1860 Mazzini pensava all'Isonzo, grosso modo il vecchio limite fra Venezia e gli Asburgo; Carlo Alberto, nella prima guerra d'indipendenza, aveva guardato fin oltre Fiume; altri immaginavano un'Istria neutrale e Trieste città libera. I volontari triestini furono pochi nel 1848-49 e nel 1859, di più nel 1866, e il movimento prese davvero forza solo alla fine del secolo.

Il 1918 e la questione di Fiume

Trieste passò all'Italia il 3 novembre 1918. Alla Conferenza di pace di Parigi del 1919-1920 l'Italia ottenne il Trentino, l'Alto Adige, Trieste, l'Istria e Zara, ma rimase aperta la sorte di Fiume. Parlando di «vittoria mutilata», un gruppo di volontari guidati da Gabriele d'Annunzio marciò sulla città e vi installò un proprio governo; con il trattato di Rapallo Fiume fu dichiarata città libera, e d'Annunzio dovette andarsene.

Dal 1943 al Territorio Libero

Dopo l'armistizio del 1943 Trieste fu occupata dalla Germania e messa sotto il controllo diretto della «zona di operazione del litorale adriatico»; nel 1944 subì pesanti bombardamenti alleati. Il 1° maggio 1945 vi entrarono le forze del maresciallo Tito, che si ritirarono il 9 giugno sotto la pressione degli anglo-americani.

Il trattato di Parigi del febbraio 1947 diede alla Jugoslavia Pola, Fiume e la maggior parte dell'Istria, e creò il Territorio Libero di Trieste, con Trieste, Capodistria, Buie e l'Istria fino al fiume Quieto. Il territorio fu diviso in una zona A, sotto amministrazione alleata, e una zona B, sotto quella jugoslava. Lungo la linea di separazione non mancarono gli incidenti: nel 1948 fu limitata la circolazione dei treni fra Trieste e Sant'Antonio-Moccò perché i militari jugoslavi avevano più volte sparato raffiche di mitra contro i convogli.

Il Memorandum di Londra del 1954

Nel 1948 la Jugoslavia di Tito ruppe con l'Unione Sovietica, mentre l'Italia repubblicana si schierava con l'Occidente. L'8 ottobre 1953 gli ambasciatori di Stati Uniti e Gran Bretagna a Roma annunciarono che avrebbero lasciato la zona A affidandola all'Italia; Belgrado protestò e mandò 50 mila soldati al confine del Territorio Libero. A dicembre cominciarono i colloqui ad alto livello, e il nuovo governo italiano guidato da Scelba, con il ministro degli Esteri Piccioni, cercò un'intesa.

Il 5 ottobre 1954 i rappresentanti di Stati Uniti, Regno Unito, Italia e Jugoslavia firmarono a Londra il protocollo d'intesa chiamato Memorandum di Londra: la zona A passò all'amministrazione civile italiana, la zona B a quella jugoslava, senza che il testo parlasse di sovranità. Il 26 ottobre 1954 le truppe italiane entrarono in città.

Gli accordi di Osimo

La questione restò formalmente aperta per altri vent'anni. Il 10 novembre 1975 il ministro degli Esteri italiano Mariano Rumor e quello jugoslavo Miloš Minić firmarono il trattato di Osimo, che fissò in modo definitivo il confine fra i due Stati. Nel 1963, intanto, Trieste era diventata capoluogo della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.

Domande frequenti

Quando Trieste è diventata italiana?

Passò all'Italia il 3 novembre 1918; dopo la seconda guerra mondiale fu la capitale del Territorio Libero di Trieste e tornò sotto amministrazione italiana il 26 ottobre 1954.

Che cos'era il Territorio Libero di Trieste?

Fu creato dal trattato di Parigi del 1947 e comprendeva Trieste, Capodistria, Buie e l'Istria fino al Quieto, divise in una zona A amministrata dagli Alleati e una zona B amministrata dalla Jugoslavia.

Che cosa stabilirono gli accordi di Osimo?

Firmati il 10 novembre 1975 da Mariano Rumor e Miloš Minić, fissarono in via definitiva il confine fra Italia e Jugoslavia e chiusero la questione di Trieste.