Tempus est Jocundum è la rievocazione storica che ai primi di agosto riporta Gemona del Friuli al Trecento, quando la città era una dogana obbligata fra l'Adriatico e l'Europa centrale. Fra danze, cortei di dame e cavalieri, giullari e tavole imbandite, ricostruisce la vita sociale e commerciale del borgo.
Un nome dai Carmina Burana
La locuzione «Tempus est Jocundum», cioè «è tempo di gioia», viene dal codice dei Carmina Burana, la raccolta di canti medievali. A Gemona dà il nome a una rassegna che non vuole essere solo spettacolo: nelle vie del centro storico diventa un laboratorio di archeologia sperimentale e di filologia medievale.
La festa si apre con il corteo storico che parte dal Duomo di Santa Maria Assunta, e con l'Araldo che legge l'editto nella piazza del Municipio. Il Palazzo Boton, sede del municipio, e la sua loggia ospitano il banchetto nobiliare, apparecchiato secondo le usanze della tavola trecentesca.
Il Niederlech, il dazio che fece ricca Gemona
Al centro della rievocazione c'è un fatto storico preciso. A metà del Duecento il patriarca di Aquileia concesse a Gemona, per premiarne la fedeltà, il diritto del Niederlech, un privilegio di origine germanica: i mercanti che scendevano dall'Austria o salivano dal Veneto dovevano fermarsi in città, scaricare le merci, restarvi un giorno e pagare un dazio prima di ripartire.

Gemona stava là dove la pianura finisce e cominciano le montagne, e da lì passava per forza chi portava merci fra i porti dell'Adriatico e il Nord Europa. Proprio da quel pedaggio è venuta la ricchezza architettonica del borgo.
Il palio delle borgate e la dama vivente
Le borgate di Gemona si sfidano nel Palio del Niederlech, che richiama la vecchia gara fra mercanti con corse di carretti e prove di equilibrio, velocità e precisione. La prima e la seconda classificata si affrontano poi in una partita di dama vivente, su una grande damiera con i figuranti al posto delle pedine.
Chi vince elegge la propria Dama Castellana, la figura al centro del cerimoniale cittadino, che per un anno custodisce le chiavi della città.
Scriptorium, talleri e accampamento
Lo Scriptorium Foroiuliense mostra come nasceva un libro in epoca medievale: dalla preparazione della pergamena agli inchiostri, fino alla legatura dei codici, con cartai, miniatori e copisti al lavoro. Per tutta la festa, nelle taverne, si paga con il tallero di Gemona, la moneta della rievocazione, che si ottiene cambiando le banconote ai banchi di cambio.
Nei giardini del castello sorge l'accampamento militare, con tende e armerie ricostruite e dimostrazioni di scherma storica. La sera il campanile isolato del Duomo, una costruzione trecentesca, diventa lo schermo di uno spettacolo di luci e fuochi che racconta la resistenza e la rinascita della città.
Domande frequenti
Quando si svolge Tempus est Jocundum a Gemona?
La rievocazione si tiene ogni anno ai primi di agosto, nel centro storico di Gemona del Friuli.
Che cos'era il Niederlech di Gemona?
Era un privilegio concesso a Gemona dal patriarca di Aquileia a metà del Duecento: i mercanti di passaggio dovevano scaricare le merci in città, fermarsi un giorno e pagare un dazio.
Che cos'è la dama vivente di Tempus est Jocundum?
È la partita a dama con figuranti al posto delle pedine fra le due borgate migliori del palio: chi vince elegge la Dama Castellana.