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Zahre, cioè lacrima: a Sauris una lingua che conserva il tedesco del Duecento, fra case blockbau e maschere del Carnevale

A Sauris, isola germanofona della Carnia, si parla il saurano, che conserva il tedesco del Duecento: case blockbau, Canti della Stella e maschere del Carnevale.

Sauris, in saurano Zahre, è un'isola linguistica germanofona della Carnia, in Val Lumiei: la popolazione è trilingue e parla italiano, friulano e il dialetto tedesco locale detto saurano, che conserva molti tratti del tedesco parlato nel XIII secolo, quando la comunità fu fondata.

Due soldati tedeschi e il primo documento del 1280

A Sauris si narra ancora che il paese fu fondato da due soldati «tedeschi»: un racconto leggendario che fa capire come la comunità abbia mantenuto la consapevolezza che i propri antenati venivano da nord. Verso la metà del XIII secolo vi si insediò un gruppo di famiglie di contadini e allevatori provenienti dall'attuale zona di confine tra la Carinzia e il Tirolo, dalla Lesachtal e dalla Pusteria.

Il primo documento, risalente al 1280, e i successivi dei primi decenni del Trecento testimoniano una comunità distribuita nei due paesi di Sauris di Sotto, Dörf, e Sauris di Sopra, Plotzn, cui si aggiunsero Lateis, La Maina e Velt. Sembra che il toponimo derivi da un prelatino «savira», «corso d'acqua»; Zahre invece sembra che conservi il significato proprio di «zahre», cioè lacrima.

Il tedesco del Duecento, con i pantaloni friulani

Il saurano è un dialetto del gruppo bavarese meridionale, al quale appartengono i dialetti del Tirolo e della Carinzia: staccati dalla terra d'origine, i discendenti continuarono a parlare la lingua degli avi mentre in Austria e in Germania il tedesco si evolveva. Per questo ha conservato molti tratti del Mittelhochdeutsch, e per i linguisti è una miniera da cui estrarre reperti fossili della storia della lingua tedesca.

I visitatori che arrivano da Austria e Germania non sono in grado di capire perfettamente la parlata saurana, perché i contatti con friulano-carnico, italiano e cadorino hanno lasciato dei segni: accanto a parole prettamente saurane come khitl, pfaht, roukhe, huet, ce ne sono altre prese dal friulano, come vargessas, i pantaloni, gucia, la maglia, e mudandas.

Dal catechismo del 1850 al vocabolario di Denison

Fino alla metà dell'Ottocento il saurano ha avuto soltanto una tradizione orale: verso il 1850 monsignor Giorgio Plozzer, parroco di Sauris, elaborò una traduzione del catechismo latino ad uso dei bambini del luogo, che parlavano esclusivamente saurano. Dal 1965 viene inoltre pubblicato un bollettino parrocchiale, «De Zahre reidet», Sauris parla, nel quale trovano spesso spazio articoli in lingua locale.

I toponimi sono prevalentemente in lingua saurana, e le mattonelle con i numeri civici sugli edifici riportano anche il nome di casato, lo hausnome. Nel 2008 è stato pubblicato il vocabolario «Zahrer Wörterbuch», frutto del lungo lavoro del professor Norman Denison, e le nuove regole ortografiche hanno portato alla grammatica «Learn de zahrar sproche» di Francesca Cattarin.

Case blockbau e maschere del Carnevale

I piani superiori delle case sono in tronchi squadrati e incastrati fra loro, con la tecnica del blockbau, e a partire dagli anni Ottanta molti rustici sopravvissuti al terremoto del 1976 furono recuperati nel Progetto Sauris. Alle preghiere si aggiungono i Canti della Stella, Stearnliedlan, alcuni dei quali risalenti al XVI secolo e tuttora eseguiti nel periodo natalizio.

Nel Carnevale, Der Zahrar Voschankh, ci sono le maschere belle e quelle brutte, scheana e scheintena schembln: l'unico che si mostra a volto scoperto è il Rölar, con il viso sporco di fuliggine e i campanacci legati alla cinta, che passa di casa in casa per richiamare le maschere; insieme a lui c'è il Kheirar, il Re del Carnevale, e il corteo va da Sauris di Sopra a Sauris di Sotto alla luce delle lanterne.

Domande frequenti

Che lingua si parla a Sauris?

Il saurano, de zahrar sproche, un dialetto tedesco del gruppo bavarese meridionale che conserva molti tratti del tedesco del XIII secolo; la popolazione è trilingue e parla anche italiano e friulano.

Che cosa vuol dire Zahre?

Zahre è il nome di Sauris nel locale idioma germanico: Zahre sembra che conservi il significato proprio di «zahre», cioè lacrima.

Che cos'è il blockbau delle case di Sauris?

È la tecnica con cui sono costruiti i piani superiori delle case: tronchi squadrati e incastrati fra loro agli angoli.