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La Risiera di San Sabba e il suo museo a Trieste

Il museo della Risiera di San Sabba a Trieste: il lager nazista con il forno crematorio, il memoriale di Romano Boico e il percorso fino ai Martiri.

Alla periferia di Trieste, nel rione di San Sabba, un grande recinto di cemento custodisce l'unico lager nazista d'Italia con un forno crematorio. La Risiera è monumento nazionale dal 1965 e museo civico dal 1975, e ogni anno la visitano più di 130.000 persone, soprattutto studenti.

Trieste dalle leggi razziali all'armistizio

Il 18 settembre 1938, da un palco fatto erigere in piazza Unità, Mussolini annunciò l'imminente promulgazione delle leggi razziali. La comunità ebraica di Trieste era grande: 5.025 persone nel 1931, quasi 7.000 nel 1938, l'85% di tutti gli ebrei della Venezia Giulia e di Zara. Dal 1940 cominciarono le aggressioni contro di loro.

Dopo l'armistizio i tedeschi presero il governo diretto delle province di Udine, Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Lubiana, riunite nella Zona d'operazioni del Litorale adriatico, l'OZAK: sulla carta era della Repubblica sociale, ma a comandare era l'alto commissario Friedrich Rainer, che era stato Gauleiter della Carinzia.

Da fabbrica di riso a Polizeihaftlager

Lo stabilimento nacque nel 1898 per pulire il riso, e ai primi del Novecento da qui partivano migliaia di sacchi verso il Mediterraneo. Dopo l'8 settembre 1943 i tedeschi lo usarono prima come prigione per i soldati italiani catturati, lo Stalag 339, poi, dalla fine di ottobre, come campo di detenzione di polizia, il Polizeihaftlager.

Aveva tre compiti: smistare verso i lager di Germania e Polonia i deportati ebrei e politici, conservare i beni rubati, imprigionare e uccidere ostaggi, partigiani e oppositori italiani, sloveni e croati. Dipendeva dal comandante delle SS e della polizia della zona, Odilo Globocnik, nato a Trieste, che aveva già diretto lo sterminio degli ebrei polacchi; lo comandava Joseph Oberhauser.

Il forno crematorio e le vittime

Dopo l'uso degli automezzi attrezzati per la gassazione, il 4 aprile 1944 entrò in funzione il forno crematorio, ricavato nell'antico essiccatoio e progettato da Erwin Lambert, alla base della ciminiera alta 40 metri. Quel giorno vi furono cremati una settantina di ostaggi fucilati il giorno prima a Villa Opicina. Le uccisioni avvenivano nel cortile.

Quante persone vi morirono non si sa con certezza, e le stime vanno da 2.000 a 5.000: ostaggi, antifascisti, partigiani, ebrei, sloveni, prigionieri politici triestini. La Risiera fu anche il campo di smistamento di oltre 8.000 deportati dalle province orientali verso Dachau, Auschwitz e Mauthausen: dei circa 1.450 ebrei deportati dal Litorale, solo una ventina fece ritorno. Il 20 gennaio 1944 vi finirono anche gli anziani e i malati della casa di riposo ebraica, la «Pia Casa Asilo Gentilomo».

La Risiera di San Sabba e il suo museo a Trieste - Storia in Friuli Venezia Giulia

Nella notte tra il 29 e il 30 aprile 1945 i nazisti in fuga fecero saltare con l'esplosivo la ciminiera e gli edifici del crematorio, per cancellare le prove.

Il processo di Trieste

Il processo ai responsabili si aprì a Trieste il 16 febbraio 1976, dopo trent'anni di istruttoria, e si chiuse il 29 aprile 1976: la Corte d'Assise condannò all'ergastolo, in contumacia, il solo Oberhauser, che non scontò mai la pena, perché gli accordi italo-tedeschi permettevano l'estradizione solo per i crimini commessi dopo il 1948. Visse libero facendo il cameriere di birreria a Monaco di Baviera, e morì il 22 novembre 1979.

Il memoriale di Romano Boico

Dopo la guerra negli stessi edifici furono accolti i profughi italiani dell'esodo giuliano-dalmata, e le celle e il cortile diventarono meta dei triestini, che nel punto della ciminiera sistemarono una croce e alcune lapidi. Il 15 aprile 1965 il presidente Giuseppe Saragat la dichiarò monumento nazionale, «unico esempio di lager nazista in Italia».

L'aspetto attuale è opera dell'architetto triestino Romano Boico (1910-1985), che vinse il concorso del Comune e trasformò la Risiera fra il 1972 e il 1975. Boico conservò solo una piccola parte degli edifici originali e chiuse tutto dentro alte mura di cemento armato, dal gusto brutalista: si entra da un corridoio profondo e stretto fra pareti altissime, dove l'unico sollievo è il cielo in alto. Il memoriale fu inaugurato il 24 aprile 1975.

Il percorso di visita

Sotto il portico d'ingresso, a sinistra, c'è la Cella della morte, dove si ammassavano i prigionieri che aspettavano di essere uccisi o smistati. Oltre l'arco, al pianterreno di un edificio di tre piani, restano quasi intatte le diciassette celle costruite nella primavera del 1944: vi si chiudevano fino a sei prigionieri, soprattutto partigiani e politici, e sui muri sopravvive qualche scritta.

Poi viene la Sala delle Croci, un fabbricato di quattro piani dove stavano soprattutto gli ebrei destinati alla deportazione; il nome viene dai pilastri e dalle travi di legno che reggevano i piani superiori, tolti da Boico. Nel cortile una lastra d'acciaio segna il luogo del crematorio, una lapide in quattro lingue dice «Ceneri delle vittime», e un'alta stele, la Pietà, si alza dove c'era il camino e ricorda il fumo che ne saliva a spirale.

Al pianterreno dell'edificio centrale, dove un tempo erano la mensa e la cucina, la Sala del Museo racconta la storia con fotografie, documenti e testimonianze; rinnovata nel 2016, nel 2018 ha avuto una menzione d'onore al Compasso d'Oro. L'ultima tappa è la Sala delle Commemorazioni, ex sala macchine che Boico trasformò in una cappella laica: dal 22 giugno 1975 ospita il bronzo I Martiri di Marcello Mascherini, diventato il simbolo della Risiera.

Domande frequenti

Perché la Risiera di San Sabba è unica in Italia?

È l'unico campo nazista in Italia che ebbe un forno crematorio, messo in funzione il 4 aprile 1944.

Quante persone morirono nella Risiera di San Sabba?

Le stime vanno da 2.000 a 5.000 persone; più di 8.000 deportati passarono di lì diretti ad altri campi.

Chi era il comandante della Risiera?

Joseph Oberhauser, condannato all'ergastolo in contumacia nel 1976: non scontò mai la pena e morì a Monaco di Baviera nel 1979.

Chi ha progettato il memoriale della Risiera?

L'architetto triestino Romano Boico, che trasformò il lager in museo e memoriale fra il 1972 e il 1975.

Che cosa si vede nella Risiera di San Sabba?

La Cella della morte, le diciassette celle, la Sala delle Croci, il cortile con la lastra del crematorio e la Pietà, la Sala del Museo e la Sala delle Commemorazioni con I Martiri di Mascherini.