A Salcano, in sloveno Solkan, pochi chilometri a nord di Gorizia, la ferrovia supera l'Isonzo con un solo arco di pietra che si apre per 85 metri sopra l'acqua color smeraldo. Il ponte sta ai piedi del monte Sabotino, e dal 1947 si trova in Slovenia.
Un ponte per la Transalpina
Il ponte serviva alla ferrovia Jesenice-Trieste, l'ultimo pezzo della Transalpina: la linea che l'Impero austro-ungarico costruì come seconda via fra il porto di Trieste e il resto dell'Impero, in alternativa alla Meridionale, e che entrò in funzione nel 1906. Il progetto era di Rudolf Jaussner, i lavori li diresse Leopold Orley fra il 1904 e il 1905, e le imprese erano la Redlich & Berger e la GB Sard & Lenassi.
La difficoltà non era solo la lunghezza dell'arco. I binari entravano e uscivano di sbieco rispetto all'asse del ponte, e gli ingegneri dovettero fare i conti con le forze che questo scaricava sulla struttura.
La centina e i 4.533 blocchi
Per reggere l'arco mentre lo si costruiva, nell'alveo del fiume fu alzato un pilastro centrale su cui poggiava un'enorme centina di legno, ramificata come un albero, anch'essa studiata prima nei dettagli. Sopra si posarono 4.533 blocchi di pietra scolpiti, 1.960 metri cubi in tutto. Il ponte fu finito nel 1905.
Wikipedia lo mette al primo posto per lunghezza fra i ponti ad arcata unica di pietra tagliata, e il portale turistico ufficiale della Valle del Vipava lo chiama il ponte ferroviario di pietra più grande del mondo.

Distrutto nel 1916, rifatto uguale
Durante la Sesta battaglia dell'Isonzo, nel 1916, le truppe austriache in ritirata lo fecero saltare. Per un periodo il passaggio fu garantito da una travata di ferro, che avrebbe potuto restare: costava meno e funzionava. Ma dopo la guerra la zona era diventata italiana, e rifare il ponte in pietra era anche un modo di mostrare che gli italiani sapevano fare quanto gli austriaci. Così, negli anni del fascismo, lo si ricostruì secondo il progetto originale.
La differenza si vede negli archetti che collegano il piano dei binari al grande arco: il primo ponte ne aveva cinque per lato, quello nuovo quattro. L'ingegnere Ferruccio Businari descrisse i lavori in una memoria pubblicata nel 1928.
Dopo il confine
Nel 1947 Gorizia perse Salcano e altre frazioni, che passarono sotto l'amministrazione jugoslava, e il ponte le seguì. Nel 1985 è stato dichiarato monumento tecnico e posto sotto tutela. I treni lo attraversano ancora, e d'estate, nei fine settimana, ci passa anche un treno storico con la locomotiva a vapore.
Accanto, nella seconda metà del Novecento, è stato costruito un ponte stradale per la strada fra Nova Gorica e il Collio sloveno, disegnato per richiamare quello ferroviario: d'estate lo si usa per il bungee jumping, l'unico posto in Slovenia dove si pratica. Dal 2022 c'è anche un ponte per le biciclette, sulla ciclovia che unisce Gorizia e Nova Gorica lungo l'Isonzo.
Domande frequenti
Dove si trova il ponte di Salcano?
A Salcano, in sloveno Solkan, frazione di Nova Gorica, pochi chilometri a nord di Gorizia, ai piedi del monte Sabotino, sulla linea ferroviaria Transalpina.
Quanto è lungo l'arco del ponte di Salcano?
L'arco unico misura 85 metri; Wikipedia lo indica come il ponte ad arcata unica in pietra tagliata più lungo del mondo.
Perché il ponte di Salcano fu ricostruito in pietra?
Dopo la distruzione del 1916 bastava una travata di ferro, più economica, ma la zona era diventata italiana e il ponte in pietra doveva dimostrare la stessa abilità tecnica degli austriaci.