Per più di mille anni la Chiesa di Aquileia ha cambiato casa: da Aquileia a Grado, poi a Cormons, a Cividale e infine a Udine. I suoi patriarchi furono vescovi e, per oltre tre secoli, anche principi del Friuli, finché nel 1751 il papa soppresse il patriarcato.
Le origini, prima dei patriarchi
La tradizione fa risalire la Chiesa aquileiese all'evangelista San Marco e al suo discepolo Ermacora, considerato il primo vescovo della città. Alla fine del IV secolo il vescovo Cromazio fece di Aquileia un centro di cultura religiosa: in città vivevano allora anche san Girolamo, che tradusse la Bibbia, e Tirannio Rufino. A Cromazio si deve pure l'ingrandimento dell'aula sud della basilica e la costruzione del battistero.
La fuga a Grado e le due sedi rivali
Quando nel 568 i Longobardi entrarono in Friuli, il vescovo Paolino lasciò Aquileia e si rifugiò a Grado, allora sotto Bisanzio, portando con sé il tesoro della chiesa e le reliquie dei santi: lì fu proclamato patriarca. Erano gli anni dello scisma dei Tre Capitoli, che divideva Aquileia da Roma.
Nel 606 i vescovi si spaccarono e i patriarchi diventarono due: quelli fedeli a Roma e a Costantinopoli ne elessero uno con sede a Grado, gli altri tennero il loro ad Aquileia, sotto la protezione longobarda. Lo scisma finì nel 699 con il sinodo di Pavia, ma le due sedi restarono separate, e fra loro la rivalità durò secoli. Il patriarca di Grado, dal XII secolo, andò ad abitare a Venezia presso San Pietro di Castello, e nel 1451 il suo titolo diventò anche nel nome quello di patriarca di Venezia.
Da Cormons a Cividale, fino a Poppone
La sede di Aquileia, per stare lontana dalle incursioni bizantine, si spostò prima a Cormons, più sicura e non lontana dalla vecchia città. Nella prima metà dell'VIII secolo il patriarca Callisto la portò a Cividale, capitale del ducato longobardo del Friuli, e il re Liutprando approvò il trasferimento. Dal periodo cividalese restano due monumenti famosi: l'altare di Pemmone e il tiburio di Callisto.

Nell'XI secolo il patriarca Poppone, eletto nel 1019 e vicino agli imperatori tedeschi, ridiede forza ad Aquileia: consacrò la nuova cattedrale il 13 luglio 1031 e circondò la città di mura nuove. Tentò anche di prendersi Grado, ma dovette rinunciare, fermato dalle armi di Venezia e da un sinodo papale.
Principi del Friuli dal 1077 al 1420
Nel 1077 l'imperatore Enrico IV diede ai patriarchi il Friuli come feudo: nacque così uno Stato insieme politico e religioso, in cui il patriarca era vassallo dell'imperatore per le terre e vescovo per l'anima. Il papa lo nominava, l'imperatore gli dava il territorio, e le due fedeltà non sempre andavano d'accordo.
Le terre erano divise in molti feudi e i nobili si contendevano il potere. Il Parlamento della Patria del Friuli, dove sedevano nobili, clero e comunità, rimase in vita per oltre sei secoli: fu convocato l'ultima volta nel 1805 e poco dopo Napoleone lo abolì. I conti di Gorizia erano gli avvocati del patriarca, cioè i suoi protettori armati, ma spesso gli fecero guerra; nel 1350 il patriarca Bertrando, novantenne, fu ucciso in una congiura del conte di Gorizia e del comune di Cividale. Il patriarca Marquardo di Randeck raccolse le leggi nelle Costituzioni della Patria del Friuli.
Nel XIII secolo il patriarca Bertoldo di Andechs-Merania lasciò Cividale per Udine, più al centro e più facile da difendere, e la città cominciò a crescere come capitale del Friuli. Nel 1420 Udine cadde in mano ai veneziani, e con il Friuli il patriarcato perse il potere temporale: Venezia lo lasciò esistere, ma lo affidò alle grandi famiglie della città.
Il 1751 e la fine del patriarcato
Le liti fra Venezia e l'Austria sulla nomina dei metropoliti resero il patriarcato un problema per entrambe. Il 6 luglio 1751 papa Benedetto XIV, con la bolla Iniuncta nobis, lo abolì e divise il suo territorio fra due nuove arcidiocesi: Udine per le terre veneziane, Gorizia per quelle imperiali, dove il primo arcivescovo fu Carlo Michele d'Attems.
L'ultimo patriarca, Daniele Dolfin, protestò senza successo. Dal 1752 fu il primo arcivescovo di Udine, ma poté conservare il titolo di patriarca fino alla morte.
Domande frequenti
Perché la sede dei patriarchi lasciò Aquileia?
Nel 568, con l'arrivo dei Longobardi, il vescovo Paolino fuggì a Grado. In seguito la sede di Aquileia passò a Cormons, a Cividale e infine a Udine.
Quando il patriarca di Aquileia governò il Friuli?
Dal 1077, quando l'imperatore Enrico IV gli diede il Friuli in feudo, fino al 1420, quando lo conquistò Venezia.
Chi soppresse il patriarcato di Aquileia?
Papa Benedetto XIV, con la bolla Iniuncta nobis del 6 luglio 1751, che creò al suo posto le arcidiocesi di Udine e di Gorizia.
Chi fu l'ultimo patriarca di Aquileia?
Daniele Dolfin, che diventò il primo arcivescovo di Udine e tenne il titolo di patriarca fino alla morte.