San Donato, patrono di Cividale del Friuli, si festeggia il 21 agosto, e da secoli la città lo onora con un palio. Tornato come rievocazione, per tre giorni riporta il centro nel Trecento: i cinque borghi si sfidano con l'arco, la balestra e la corsa, fra cortei, taverne e mercati.
Un palio del Trecento, voluto in perpetuo
Quando sia nato con precisione non si sa: si pensa che le radici arrivino almeno al XII secolo, e uno studio della Società Filologica Friulana lo fa risalire al 1128. La prima traccia scritta è del 1361, quando il camerario Oldorico annotò le spese per «lu palit», compresa la pulizia delle strade dove si correva. Nel 1365 c'era già un regolamento: il cavallo che aveva vinto non poteva più gareggiare, e così il vincitore della corsa a piedi.
Il 20 agosto 1368 la Magnifica Comunità di Cividale stabilì che il palio si corresse in perpetuo, a cavallo e a piedi, il giorno di San Donato, e la decisione fu confermata nel 1408. All'inizio si gareggiava con i cavalli, il «palit da chaval», e di corsa, il «palit da pit»; poi arrivarono il tiro con l'arco e la balestra e infine le armi da fuoco. La corsa dei cavalli andava dal campanile del Duomo fino alla pietra della corsa, un cippo oltre Gagliano che esiste ancora, e ai palii partecipavano anche concorrenti di Udine, Treviso, Venezia e Muggia.
Un damasco per chi vince, una porcellina per chi perde
Il premio, il palio vero e proprio, era un tessuto pregiato, e la città non badava a spese perché fosse all'altezza del suo prestigio: nel 1484 era di panno, altre volte di damasco cremisi o giallo. All'ultimo classificato toccava la porcellina, oppure uno sparviere o un gallo.
Cividale, allora capitale del patriarcato di Aquileia, era piena di botteghe: c'erano una quarantina di officine del ferro e nel 1370 vi lavorava un fabbricante di balestre, Giovanni Balestriere. Le armi da fuoco vi si conoscevano presto, tanto che nel 1331 si combatté con gli «sclopi» sul Ponte del Diavolo; per questo il consiglio cittadino aggiunse al palio anche una gara di schioppo. Secondo la tradizione le gare si interruppero con l'occupazione napoleonica.

La rievocazione dal 2000
A far rinascere il palio fu l'Associazione per lo sviluppo degli Studi Storici ed Artistici di Cividale, con il sostegno del Comune, e dal 2000 lo porta avanti l'Associazione Palio di San Donato. La rievocazione è ambientata nella seconda metà del Trecento, quando governava il patriarca Marquardo von Randeck (1368-1382), che diede al suo Stato un nuovo ordinamento con le Constitutiones Patriae Forojulienses.
Si tiene nel fine settimana più vicino al 21 agosto, e per tre giorni il centro storico cambia aspetto: gli abitanti vestono abiti medievali, per terra c'è la paglia e sui muri le torce. Sfilano cortei con nobili, dame, armigeri e cavalieri, e le vie si riempiono di mercati, botteghe artigiane, taverne con piatti dal sapore antico, tamburini, sbandieratori, giocolieri e mangiafuoco. I figuranti del palio sfilano anche a gennaio, nel corteo che segue la Messa dello Spadone.
I borghi e le gare
La sfida è fra i cinque borghi storici dentro le mura, ciascuno con i colori e lo stemma di una famiglia nobile: Borgo Duomo con i de Portis, Borgo Brossana con i Formentini, Borgo San Domenico con i Canussio, Borgo San Pietro con i Boiani e Borgo di Ponte con i Conti. Ogni borgo schiera quattro campioni nel tiro con l'arco e con la balestra, e vince chi fa più punti sommando le prove di tiro e la corsa a piedi.
Le prove di tiro hanno nomi antichi: il tiro araldico, alla campana, alla pertica, alla feritoia, al targone, agli anelli e alla celata. Nella Tenzone della Celata, con la balestra manesca, si mira a un elmo d'acciaio montato su un cavaliere a grandezza naturale dentro una piccola torre, e ogni colpo a segno vale cinque punti. Il borgo vincitore porta a casa il gonfalone con l'immagine del Santo e lo custodisce nella sua chiesa per un anno.
Domande frequenti
Da quando si corre il Palio di San Donato?
La prima notizia scritta è del 1361, e nel 1368 la città stabilì che si ripetesse in perpetuo; la rievocazione è ripresa nel 2000.
Quali borghi partecipano al Palio?
Sono cinque, tutti dentro le mura: Duomo, Brossana, San Domenico, San Pietro e Ponte.
Che cosa vince il borgo che arriva primo?
Il palio, un gonfalone con la figura di San Donato, che resta nella chiesa del borgo vincitore; all'ultimo, per tradizione, spetta la porcellina.