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Miniera di Cludinico: il carbone di Creta d'Oro e il villaggio dei minatori

La miniera di carbone di Cludinico, a Ovaro in Val Degano: un secolo e mezzo di gallerie, l'A.Ca.I., la strage del 1945, la chiusura del 1957 e il museo.

Cludinico è una piccola frazione di Ovaro, in Val Degano, a circa 700 metri di quota fra i boschi della Carnia. Per circa un secolo e mezzo, sotto le sue case, si è scavato carbone, fino a una rete di gallerie che nelle stime più alte arriva a 150 chilometri.

Un carbone nato in una laguna

Il carbone di Cludinico è un litantrace magro antracitoso, chiamato anche «antracite carnica». Si trova in lenti spesse da pochi centimetri fino a un metro e mezzo, alla base dei calcari scuri e delle marne della formazione della Val Degano, nel Triassico superiore, fra 225 e 215 milioni di anni fa.

Allora qui c'era una laguna bassa che a tratti restava all'asciutto. Nelle fasi di emersione si accumulava materia vegetale, poi trasformata in carbone; quando l'acqua tornava si depositavano sabbie di delta e sedimenti di mare poco profondo. È il più importante giacimento di carbone del Friuli Venezia Giulia.

Rio Malon, Vareton e Creta d'Oro

Col nome di miniera di Cludinico si indicano in realtà più siti. Le prime tracce di scavo risalgono alla fine del Settecento, ma la prima vera miniera fu quella di Rio Malon, all'inizio dell'Ottocento, sul pendio verso l'omonimo rio. Poi vennero Vareton, vicino al Rio Furioso a nord del paese, e Creta d'Oro, sotto l'abitato, la più importante, raggiungibile con un sentiero verso il fondovalle.

Fra il 1853 e il 1865 la Società Veneta Montanistica ricavò dal Vareton 2.500 tonnellate; nel 1870 subentrò la ditta Ciani di Tolmezzo, che arrivò a 30 tonnellate al giorno. Nel 1876 nuove ricerche trovarono il bacino di Creta d'Oro, e nel 1881 le due miniere furono riunite in una sola concessione, con una centrale termoelettrica, una pompa per tirar fuori l'acqua e un argano elettrico. La lontananza dai mercati e le infiltrazioni del Degano portarono però a lunghe pause, e le società si succedettero una dopo l'altra.

Miniera di Cludinico: il carbone di Creta d'Oro e il villaggio dei minatori - Storia in Friuli Venezia Giulia

Guerre e autarchia

La prima guerra mondiale rilanciò la miniera e portò la ferrovia a scartamento ridotto Villa Santina-Comeglians. Dopo Caporetto la zona finì in mano nemica, e fra il 1917 e il 1918 furono gli austriaci a scavare.

La svolta arrivò con le sanzioni del 1935 per la guerra d'Etiopia. Per trovare carbone in Italia lo Stato creò nel 1936 l'Azienda Carboni Italiani, l'A.Ca.I., che nel 1938 riaprì Creta d'Oro. In paese sorsero uffici, garage, magazzino, cabina elettrica, officina, falegnameria, mensa, dormitori e alloggi per gli operai: Cludinico diventò un villaggio minerario. Vi lavorarono fino a 1.500 persone venute da tutta Italia, gli uomini nelle gallerie, su tre turni che non si fermavano mai, e le donne a portare il minerale nelle gerle.

La strage del maggio 1945

Dopo l'8 settembre 1943 la miniera restò all'A.Ca.I. ma passò sotto controllo tedesco, con 3.000-4.000 tonnellate di carbone al mese. Il direttore, l'ingegner Rinaldo Cioni, partigiano del Comitato di Liberazione della Val di Gorto, riuscì a tenerla in funzione e insieme ad aiutare la Resistenza, dando rifornimenti e lavoro d'inverno a chi non poteva restare in montagna.

Fra l'1 e il 2 maggio 1945, dopo un attacco partigiano al presidio di Ovaro, i cosacchi in ritirata con l'esercito tedesco uccisero per rappresaglia 22 civili, fra cui alcuni minatori e lo stesso Cioni. La miniera si fermò fino a giugno.

La chiusura e il museo

Nel dopoguerra la produzione salì da circa 19.000 tonnellate nel 1945 a 23.154 nel 1948, poi il prezzo del carbone crollò e le fornaci che lo usavano per fare mattoni entrarono in crisi. Nel 1953 scadde la concessione all'A.Ca.I., e nel 1957 l'attività cessò: gli impianti furono smontati e gli edifici via via demoliti.

Del complesso restano all'ingresso del paese l'ex magazzino, l'ex cabina e l'officina. Il magazzino, acquistato dal Comune di Ovaro e restaurato con fondi europei, è diventato il Museo della ex miniera di Cludinico, inaugurato il 6 dicembre 2008: espone attrezzi, documenti e fotografie d'epoca, molti donati da ex minatori. Un tratto delle gallerie di Creta d'Oro è stato messo in sicurezza e si visita soltanto con una guida.

Domande frequenti

Dove si trova la miniera di Cludinico?

A Cludinico, frazione di Ovaro in Val Degano, in Carnia; la galleria visitabile è quella di Creta d'Oro, sotto il paese.

Quando chiuse la miniera di Cludinico?

L'attività estrattiva cessò nel 1957, dopo che nel 1953 era scaduta la concessione all'Azienda Carboni Italiani.

Chi era Rinaldo Cioni?

Il direttore della miniera e partigiano, fra i 22 civili uccisi dai cosacchi fra l'1 e il 2 maggio 1945 a Ovaro.