Maria Teresa d'Asburgo regnò quarant'anni, dal 1740 al 1780, e fu una delle figure che tennero in piedi l'Europa del suo tempo; per Trieste fu decisiva. Sotto il regno di Maria Teresa la parabola crescente di Trieste raggiunse il picco massimo, e la città divenne un fiorente porto europeo.
Dalla dedizione del 1382 al porto franco
Nel 1382 Trieste si pose sotto la protezione degli Asburgo, dandosi al duca Leopoldo III. Fino a circa 250 anni fa era una cittadina di pescatori, arroccata sul colle di San Giusto, e il momento di cesura è il 1719, quando l'imperatore Carlo VI, padre di Maria Teresa, la dichiarò porto franco, dopo essersi reso garante nel 1717 della libera navigazione nell'Adriatico.
Il piano di Carlo si interruppe alla sua morte nel 1740, e gli seguì sul trono Maria Teresa: il padre Carlo VI lasciava un impero allo sfascio. Dovette prima combattere la guerra di successione austriaca, e solo quando finì, nel 1748, poté rimettere mano con energia ai progetti paterni.
Il porto e le franchigie
Nel 1749 assicurò alle merci l'esenzione da tutte le imposte, e negli anni 1749-1752, con due successive Risoluzioni sovrane, Maria Teresa ridisegnò i fondamenti istituzionali del porto franco. Venne decisa l'istituzione di una nuova Intendenza commerciale, che estendeva i propri poteri sul Litorale. Maria Teresa concesse immunità e franchigie e istituì una borsa di commercio, e le patenti furono rilasciate a greci, serbi, tedeschi, svizzeri, francesi e inglesi giunti a Trieste.
Maria Teresa ampliò il porto facendo costruire il molo San Carlo, del 1751-52, il molo Teresiano e il Canal Grande, e durante il suo regno vennero costruiti i magazzini del Porto Vecchio e la Dogana. Nel 1753 i bastimenti approdati in città erano 698, nel 1778 erano 5231, e nel 1776 fu promossa la prima compagnia di assicurazioni marittime.
Le saline e il Borgo Teresiano
Nel 1751 Maria Teresa fece iniziare gli abbattimenti delle mura medievali e gli scavi sulle vecchie saline, che furono interrate per ospitare gli edifici della nuova città. Fuori dall'antica cinta muraria sorse così il Borgo Teresiano, con una planimetria moderna e squadrata, voluto da Carlo VI e, dopo la sua morte, da Maria Teresa.
Fra il 1754 e il 1756 il veneziano Matteo Pirona scavò il Canal Grande, allargando e approfondendo il canale che raccoglieva l'acqua delle saline, così che le navi potessero portare le merci fin dentro la città. Nel 1771 fu fondata la parrocchia di Sant'Antonio, con la chiesa in fondo al Canale.
Le riforme e la città di molte lingue
Maria Teresa diede luogo a una serie di riforme in ambito scolastico, finanziario e sanitario: introdusse il catasto e il libro tavolare, imponendo le tasse anche alle terre dei nobili, e la scuola obbligatoria fino a 12 anni per maschi e femmine. Fa costruire un lazzaretto, un orfanotrofio, un acquedotto per assicurare acqua potabile a tutti, oltre a un ospedale, e tra le innovazioni sanitarie ci fu l'introduzione delle vaccinazioni obbligatorie. Nel 1753 fondò a Trieste la Scuola Nautica, per far crescere il commercio e la navigazione.
Le tutele date da Maria Teresa, e poi dal figlio Giuseppe II, attirarono molti ebrei; con l'Editto di tolleranza del 1782 Giuseppe II li aprì anche alle cariche della Borsa. In quel periodo la città arrivò a quadruplicare i suoi abitanti, e nella Trieste settecentesca passarono anche Giacomo Casanova, in esilio dopo la fuga dai Piombi, e Johann Joachim Winckelmann, che vi fu ucciso in una locanda.
Domande frequenti
Che cosa fece Maria Teresa d'Asburgo per Trieste?
Maria Teresa d'Asburgo, che regnò dal 1740 al 1780, ampliò il porto franco di Trieste, fece interrare le saline per costruire il Borgo Teresiano e scavare il Canal Grande, fondò la scuola nautica e introdusse catasto, scuola obbligatoria e vaccinazioni.
Chi dichiarò Trieste porto franco?
Trieste fu dichiarata porto franco nel 1719 dall'imperatore Carlo VI d'Asburgo, padre di Maria Teresa; la figlia ne riprese e ampliò la politica dopo il 1748.
Perché si chiama Borgo Teresiano?
Il Borgo Teresiano prende il nome da Maria Teresa d'Asburgo: sorse fuori dalle mura, dopo il 1751, sull'area delle saline interrate, con una planimetria moderna e squadrata.