Nel 568 i Longobardi di re Alboino arrivarono dalla Pannonia, l'attuale Ungheria, e presero Forum Iulii, l'attuale Cividale del Friuli, che diventò la capitale del primo ducato longobardo d'Italia. Le Valli del Natisone, alle spalle della città verso la Slovenia, furono per due secoli la loro frontiera orientale.
Prima dei Longobardi
La valle era abitata da molto prima. I Romani, dopo aver vinto i Carni nel 115 a.C., trovarono qui piccoli villaggi di Veneti e di Celti, e fra il 56 e il 50 a.C. Giulio Cesare fondò Forum Iulii, chiusa dalle mura su tre lati e dal solco del Natisone sul quarto. Nelle valli coltivavano soprattutto il fondovalle: i nomi di Barnàs e Petiàh vengono dai poderi di due possidenti romani, Verinius e Pontilius, e dove sorge la chiesa di San Quirino c'era un tempio di Diana circondato da boschi.
Con la fine dell'Impero arrivarono le invasioni, dai Visigoti di Alarico nel 401 agli Unni di Attila, che nel 452 distrussero Aquileia. Da allora Cividale, protetta e lontana dalle grandi strade, divenne il centro del Friuli, la caput Venetiae, e la sua valle, la porta da cui scendevano i popoli del nord-est, fu rafforzata con presidi e soldati.
Il primo ducato d'Italia
Nell'aprile del 568 Alboino lasciò la Pannonia con le mogli, i figli e tutti i beni del suo popolo; la leggenda dice che si fermò a guardare l'Italia dall'alto di un monte, che da allora si chiamò Monte del Re. Conquistata Forum Iulii, la affidò al nipote Gisulfo, nominandolo duca di tutto il Friuli, e proseguì verso la pianura del Po, dove Pavia diventò la capitale del regno. Gisulfo, racconta Paolo Diacono, scelse di tenere con sé le fare più importanti, i gruppi di famiglie legate da un antenato comune.
Il ducato andava dalla Livenza alle Alpi Carniche e a est confinava con Avari e Slavi lungo l'Isonzo; nel 770 si spingeva oltre il fiume, fino all'Istria. Per difenderlo i Longobardi chiusero gli sbocchi delle valli con una linea di fortificazioni ai piedi delle Prealpi Giulie, il limes longobardico, da Venzone a Cormons, con Cividale al centro. Ai guadi e agli imbocchi delle valli stavano le arimannie, colonie di guerrieri che avevano terre da coltivare e insieme il compito di fare la guardia.

Il confine con gli Slavi
Dall'ultimo trentennio del Seicento gli Slavi premettero sempre di più, scendendo dalla Carinzia in piccole bande per razziare il bestiame o in veri gruppi armati. Paolo Diacono racconta battaglie dall'esito alterno nei dintorni di Cividale: presso Nemas, forse Nimis, e presso Broxas, forse Brischis, dove intorno al 670 il duca Vettari respinse gli Slavi; poi su un monte, dove morì quasi tutta la nobiltà friulana; e infine a Lauriana, forse Lavariano, dove intorno al 720 il duca Pemmone li ricacciò nella Carniola.
Il fronte si trovava di solito vicino a Ponte San Quirino, e nel fondovalle, a Vernasso e intorno a San Pietro, sono stati trovati corpi e armi di quegli scontri. Gli storici discutono ancora se i Longobardi abitassero davvero le valli o se le usassero solo come frontiera; di certo a San Pietro al Natisone e a Savogna gli archeologi hanno trovato tombe, scheletri e parti di corredi longobardi.
Slavi e Longobardi, e l'arrivo dei Franchi
Col tempo gli Slavi si stabilirono nelle valli, prima nella parte alta, a poco a poco e non sempre in pace. Il potere longobardo accolse i primi coloni e fissò fra pianura e montagna il confine fra la gente di lingua romanza e quella slava. Gli abitanti delle valli diventarono una sorta di guardia del confine: in cambio della sorveglianza non erano servi della gleba e non pagavano le tasse, ma non potevano scendere in pianura senza permesso, privilegi che durarono con i patriarchi e con Venezia.
Nel 774 i Franchi di Carlo Magno sottomisero i Longobardi e il ducato diventò una marca di confine. Fra il 776 e il 788 il margravio franco, che dei Longobardi «vinti ma non bene domi» non si fidava, chiamò nelle valli circa duecento famiglie slovene perché custodissero la frontiera.
Le tracce longobarde
La testimonianza più alta di quei secoli è a Cividale, nel sito Unesco dei Longobardi: il Tempietto Longobardo, cioè l'oratorio di Santa Maria in Valle, sulla riva del Natisone, con gli stucchi e le Sante dell'VIII secolo, e il Museo Archeologico Nazionale, con i corredi delle necropoli. Nelle valli i ritrovamenti di San Pietro e di Savogna ricordano i secoli in cui qui passava la frontiera del regno.
Domande frequenti
Quando arrivarono i Longobardi a Cividale?
Nel 568, con re Alboino, che fece di Forum Iulii la capitale del primo ducato longobardo d'Italia e lo affidò al nipote Gisulfo.
Dove combatterono Longobardi e Slavi?
Paolo Diacono ricorda scontri presso Broxas, forse Brischis, su un monte vicino a Cividale e a Lauriana, forse Lavariano, dove il duca Pemmone respinse gli Slavi.
Ci sono tracce longobarde nelle Valli del Natisone?
Sì: a San Pietro al Natisone e a Savogna sono state trovate tombe, scheletri e parti di corredi funebri longobardi.