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Cividale guelfa: la rivalità con Udine per il patriarcato

Dal 1251 il patriarcato di Aquileia diventò guelfo e i patriarchi erano già a Udine: la rivalità di Cividale, le sue botteghe e le armi da fuoco del 1331.

Nel 1251 lo Stato dei patriarchi di Aquileia cambiò campo: Gregorio di Montelongo, patriarca fino al 1272, lo riportò in mani italiane e lo schierò con i guelfi; nello stesso periodo la residenza dei patriarchi passò da Cividale a Udine, e fra le due città cominciò una lunga rivalità.

Il patriarcato cambia campo

Per secoli il Friuli si era retto sull'alleanza fra i patriarchi e l'imperatore: la scelta guelfa di Gregorio di Montelongo ruppe quell'equilibrio. Intanto lo Stato era stretto fra due pericoli, il conte di Gorizia, con i suoi grandi possedimenti, e la Repubblica di Venezia, che spingeva sui confini.

Fino al 1238 i patriarchi avevano abitato stabilmente a Cividale, l'antica Forum Iulii, in un palazzo sul luogo del Palazzo dei Provveditori Veneti. Poi Bertoldo, patriarca dal 1218 al 1251, scelse Udine, che da piccolo villaggio ai piedi del colle stava diventando una città e aveva una posizione più centrale. Lasciato vuoto, il vecchio palazzo di Cividale andò in rovina, e dopo un terremoto non restò che abbatterlo.

Cividale contro Udine

Cividale non accettò di essere scavalcata. La rivalità con Udine crebbe per un secolo e nel 1346 diventò un conflitto aperto, che costò a Cividale la scomunica ma non portò a grandi battaglie; la contesa però non si chiuse mai.

Le lotte fra le famiglie feudali intanto si facevano sempre più violente. Nel 1331, sotto il patriarca Pagano della Torre, la città fu assalita dagli Spilimbergo e dai Villalta, e in quell'attacco si videro per la prima volta in Friuli, forse in tutta Italia, le armi da fuoco. Cividale si vendicò nel 1364, radendo al suolo i castelli delle due famiglie, quello degli Spilimbergo a Zuccola e quello dei Villalta a Urusbergo, e con le loro pietre rinforzò le proprie mura.

Una città che lavorava

La scelta guelfa non fece crollare Cividale di colpo: ci furono momenti bui, ma anche anni di crescita. Nel 1293, in borgo San Domenico, aprì la prima cartiera del Friuli, e fra le botteghe si distinguevano gli orafi: è opera di artigiani del posto il busto d'argento di San Donato, conservato nel tesoro del Duomo.

Per la corte dei patriarchi si recitavano i Misteri, spettacoli su carri che si muovevano per le strade con scene sacre come l'Annunciazione, il Natale, la Passione e la Resurrezione. La città aveva bagni pubblici separati per uomini e donne, stava costruendo un acquedotto e aveva case coperte di materiali che non bruciavano, per limitare gli incendi.

Il patriarca Bertrando e la fine del primato

Nel 1334, dopo Pagano della Torre, arrivò il patriarca francese Bertrando di San Genesio, con il compito di ridare al patriarcato il prestigio di un tempo. Il suo sforzo di accentrare il potere mise contro di lui i grandi feudatari, che nel 1348 si allearono proprio a Cividale con il conte di Gorizia; il 6 giugno 1350, ormai vecchissimo, Bertrando fu ucciso in un'imboscata al guado della Richinvelda.

I patriarchi favorivano ormai Udine, e le famiglie più ricche di Cividale seguirono la corte: così la città perse il suo posto alla guida del Friuli e lo cedette alla rivale. Restarono però a Cividale, fino alla soppressione del patriarcato, la Cancelleria e l'Archivio patriarcale.

Domande frequenti

Perché i patriarchi lasciarono Cividale per Udine?

Nel 1238 il patriarca Bertoldo scelse Udine, che stava crescendo rapidamente e aveva una posizione più centrale nel Friuli.

Quando Cividale e Udine entrarono in conflitto?

La rivalità nacque dal trasferimento del 1238 e nel 1346 diventò un conflitto aperto, che costò a Cividale la scomunica.

Dove si usarono per la prima volta le armi da fuoco in Friuli?

Nel 1331, a Cividale, durante l'attacco degli Spilimbergo e dei Villalta alla città: forse fu la prima volta in tutta Italia.