Nel 1575 l'inquisitore fra Felice da Montefalco e il vicario del patriarca ascoltarono un contadino di Iassico, Paolo Gasparutto. Raccontò che di notte lasciava il corpo addormentato e andava a combattere le streghe. Era il primo incontro documentato fra il Sant'Uffizio e i benandanti, i «buoni camminatori» del Friuli.
Nati con la camicia
Benandanti non si diventava per scelta. Lo era chi nasceva «con la camicia», cioè ancora avvolto nel sacco amniotico: un segno che altrove portava fortuna e che in Friuli segnava un destino. La membrana si faceva seccare e si conservava, spesso cucita nei vestiti. Gasparutto lo raccontò così: la madre gli aveva dato la «camisola» con cui era nato, dicendogli che l'aveva fatta battezzare con lui e che da grande sarebbe andato fuori di notte a combattere con gli stregoni.
Arrivati all'età adulta, i benandanti venivano chiamati in spirito da una guida, spesso al suono di un tamburo che solo loro sentivano. Fra le ricerche sul fenomeno la più importante resta quella di Carlo Ginzburg, I benandanti, pubblicata da Einaudi nel 1966, che ricostruì i processi carta per carta.
Finocchio contro sorgo
Le battaglie si combattevano nelle Quattro Tempora, i giorni di digiuno che segnano il passaggio delle stagioni. Il corpo restava a letto, immobile, mentre lo spirito usciva. Battista Moduco lo disse con orgoglio agli inquisitori: andava a combattere quattro volte l'anno, di notte, invisibile, «in favor di Christo», contro gli stregoni che stavano dalla parte del diavolo.
Le armi erano sempre le stesse: i benandanti avevano mazze di finocchio, gli stregoni canne di sorgo. Il finocchio, forse simbolo di fertilità, serviva anche a tenere lontano il male, e i benandanti lo mangiavano insieme all'aglio proprio perché era «contra li strigoni». Se vincevano loro, l'annata sarebbe stata buona; se perdevano, arrivavano grandine, fame e morìa del bestiame.

Davanti all'Inquisizione
Per i contadini i benandanti erano protettori della comunità. Per il tribunale dell'Inquisizione di Aquileia e Udine, nel clima della Controriforma, non potevano esistere visioni e battaglie notturne fuori dal controllo della Chiesa. Negli interrogatori il diavolo lo introducevano gli inquisitori: quando fra Felice chiese a Gasparutto se l'angelo lo portasse dove c'era un altro «in quella bella sedia», il contadino rispose indignato che loro non avevano niente a che fare con il nemico e che non facevano altro che combattere.
Domanda dopo domanda, però, il racconto cambiò. Ginzburg ha mostrato come, fra la fine del Cinquecento e il Seicento, i benandanti smisero di presentarsi come soldati di Cristo e cominciarono a confessare sabba, unguenti e patti con il demonio. Un culto agrario venne così assorbito nella stregoneria, e nel giro di pochi decenni se ne persero le tracce.
Streghe, anguane e tregende
I benandanti avevano parenti in altre terre: gli studiosi li accostano ai krasniki dell'area dalmatica, ai táltos ungheresi e alla figura germanica di Frau Holle, e il culto arrivava fino all'Istria e alla Dalmazia. In alcune storie friulane anche le anguane, spiriti delle acque, erano donne nate nel sacco amniotico, quasi benandanti al femminile.
Nel 1894 Valentino Ostermann, nel suo libro La vita in Friuli, raccolse le credenze sulle streghe friulane, che il giovedì si riunivano per la tregenda in luoghi deserti. Ricordava anche Pascutta Agrigolante di San Martino di Terzo, che nel 1600 si vantava di andare a combattere con i benandanti, e Bernarda di Maruzzis, che diceva di cavalcare una lepre. Ma per lui benandanti e streghe erano ormai la stessa cosa: l'opera dell'Inquisizione era compiuta.
Domande frequenti
Chi erano i benandanti?
Contadini friulani del XVI e XVII secolo, nati con la camicia, che dicevano di uscire in spirito quattro volte l'anno per combattere le streghe e proteggere i raccolti.
Con che cosa combattevano i benandanti?
Con mazze di finocchio; gli stregoni, loro nemici, usavano canne di sorgo.
Chi ha studiato i benandanti?
Lo storico Carlo Ginzburg, nel libro I benandanti, pubblicato nel 1966, basato sui processi dell'Inquisizione friulana.