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Gorizia dalle origini alla donazione di Ottone III del 1001

Le origini di Gorizia: i Romani a Salcano, Longobardi e Slavi, il diploma di Ottone III del 28 aprile 1001 che nomina la villa slava e la nascita della contea.

Il nome di Gorizia compare per la prima volta in un documento imperiale scritto a Ravenna il 28 aprile 1001. Il colle esisteva da sempre, e la valle dell'Isonzo era abitata da millenni, ma è con quella donazione di Ottone III che la città entra nella storia scritta.

Prima di Gorizia: castellieri e Romani

La conca in cui l'Isonzo esce dai monti ed entra nella pianura, chiusa dal Collio, dall'altopiano di Tarnova e dal Carso, fu abitata molto presto. Nella zona del Preval sono stati trovati resti di villaggi su palafitte del neolitico, e nella tarda età del bronzo arrivò la cultura dei castellieri, i villaggi fortificati sulle alture, che durò più di mille anni, dal XV al III sec. a.C., finché non cedette all'espansione romana.

In età romana, dal I secolo a.C., qui c'erano due piccoli centri. Il Castrum Silicanum sbarrava l'ingresso della valle dell'Isonzo e da esso nacque il villaggio di Salcano, in Slovenia; Pons Sontii stava invece dove la strada fra Aquileia ed Emona passava il fiume.

Longobardi, Slavi e Franchi

Dopo la caduta dell'Impero romano, nel 476, il Goriziano visse le stesse scorrerie del resto del Friuli. Con i Longobardi entrò nel Ducato del Friuli, e fra il VI e l'VIII secolo arrivarono gruppi di Slavi, che occuparono le terre rimaste vuote dopo invasioni, guerre, carestie ed epidemie come la peste di Giustiniano del 541-542. Ai Longobardi seguirono i Franchi e poi i re tedeschi, diventati imperatori del Sacro Romano Impero: nel 952 la zona apparteneva al Ducato di Baviera, dal 976 a quello di Carinzia.

Intanto la Chiesa di Aquileia metteva radici a ovest del fiume. Già dal secolo VII possedeva un castello a Cormons, dove fra il 628 e il 737 risiedettero i patriarchi; nel 964 Ottone I le diede le terre di Intercisas, sotto quel castello, e tre anni dopo il castello di Farra d'Isonzo. Così il patriarca controllava la riva destra dell'Isonzo, dal Collio fino a Doberdò del Lago.

Il diploma del 28 aprile 1001

Con il diploma del 1001 Ottone III diede al patriarca Giovanni metà del castello di Salcano, metà della villa «che nella lingua degli Slavi si chiama Gorizia» e metà di case, vigne, campi e pascoli del territorio fra l'Isonzo, il Vipacco, il torrente di Vertovino e le montagne della Selva di Tarnova. Era il primo possesso di Aquileia sulla riva sinistra del fiume.

L'altra metà andò in autunno, circa sei mesi più tardi, al conte del Friuli Werihen, chiamato anche Guariento, della casata degli Eppenstein: la seconda donazione fu firmata a Pavia, e in quell'occasione Werihen compare per la prima volta con il titolo di conte. Probabilmente non si divise la terra ma le rendite: il territorio restava un'unica azienda agricola organizzata, e divisi erano i frutti.

Salcano castello, Gorizia villa

Il diploma chiama Salcano «castello» e Gorizia «villa», e la differenza conta. Salcano, che stava su uno sperone di roccia del colle San Gabriele, era il centro del potere: vi si esercitavano il comando militare, l'amministrazione e la giustizia, ed era la sede della pieve di Santo Stefano, da cui Gorizia dipese come semplice vicariato fino alla fine del XIV secolo. Gorizia era una signoria di campagna, con case, vigneti, pascoli, campi e acque. Forse sul colle c'era già una torre di guardia dei Longobardi, ma il castello vero, sul colle alto 148 metri, cominciò a sorgere fra la fine dell'XI secolo e il XII, e prese presto il posto di quello di Salcano.

Anche il nome dice molto. Gorizia viene dalla parola slava gora, montagna, che indica un piccolo rilievo, e la frase del documento prova che intorno all'anno Mille sull'Isonzo si parlava slavo. Verso il 1100 si trova già la forma Guriza, poi Gurizze e Gurizza: sono le versioni friulane, portate forse da chi arrivò a Gorizia dal Friuli alla fine dell'XI secolo.

Dagli Eppenstein ai conti di Gorizia

Gli Eppenstein tennero il Goriziano finché nel 1090 furono chiamati a governare la Carinzia, e la loro casata si spense fra il 1122 e il 1125. Il dominio passò allora, per una successione intricata, a una famiglia dei conti di Val Pusteria e di Lurngau, imparentata con i conti bavaresi Ariboni e legata all'abbazia di Millstatt. Il capostipite fu Mainardo I, già ricordato nel 1064 come «Meginardus de Guriza», che si mise al servizio del patriarca come suo avvocato, cioè difensore armato davanti ai giudici e in battaglia.

Il titolo diventò ereditario, e alla morte di Mainardo passò al fratello Enghelberto II. Dal secondo decennio del XII secolo Gorizia fu la residenza dei conti, che ne fecero la capitale del loro territorio.

Il conte che imprigionò il patriarca

L'avvocazia fu una fonte continua di liti. Il patriarca Pellegrino, che governò dal 1132 al 1161, convocò Enghelberto II perché aveva maltrattato gente soggetta alla Chiesa; il conte si presentò armato, fece prigioniero il patriarca e se lo portò a Gorizia. I vassalli di Aquileia lo costrinsero a liberarlo e ad accettare un arbitrato dei vescovi di Concordia e di Trieste e dei conti di Treffen e di Schyren, che nel 1150, a Ramoscello, lo condannarono a cedere 60 mansi, cioè poderi con casa e terre, 30 nel Carso e 30 in Carinzia, oltre a multe e a un castello in Carinzia.

La contesa si chiuse solo il 21 gennaio 1202 con il trattato di San Quirino, firmato in una chiesetta vicino a Cormons, che riconobbe ai conti il pieno possesso del Goriziano. Nel 1210 l'imperatore concesse a Gorizia il diritto di tenere mercato: era cominciata la storia della contea.

Domande frequenti

Quando viene nominata Gorizia per la prima volta?

Il 28 aprile 1001, nel diploma scritto a Ravenna con cui Ottone III donò al patriarca Giovanni di Aquileia metà di Salcano e metà della villa di Gorizia.

Che cosa significa il nome Gorizia?

Viene dalla parola slava gora, montagna, e indica un piccolo rilievo: il documento del 1001 dice che quel nome era usato nella lingua degli Slavi.

Perché nel 1001 Salcano contava più di Gorizia?

Salcano era un castello, sede del potere militare e della pieve di Santo Stefano; Gorizia era una villa agricola e ne dipendeva.