L'insediamento israelitico cividalese risulta essere molto antico, risalente alla prima metà del XIII secolo: a Cividale la presenza di una comunità ebraica risale al 1239, ed è segnalata l'attività di un tribunale rabbinico. Le sue lapidi stanno in una sala apposita del Museo Archeologico Nazionale.
Dal Reno al Natisone
Erano famiglie venute dalla Germania, dalle valli del Reno e del Meno, che passando per Trieste e poi per Udine arrivarono fino a Cividale. Le loro attività erano la lavorazione dei tessuti, la strazzaria e il commercio di viveri, e nel 1349 furono emanate le regole di convivenza per permettere agli ebrei e ai cristiani di celebrare le proprie festività senza danno.
Il fulcro della residenza ebraica a Cividale si concentrò nella Giudecca, a ridosso della seconda cinta muraria, e la sinagoga probabilmente era situata in quest'area della città.
Il cimitero e le stele
Il cimitero compare per la prima volta nelle carte del XIV secolo, quando vi fu sepolta un'ebrea di origini goriziane; nel 1390 lo si dovette sistemare, perché si temeva che il rio Emiliano rompesse gli argini. Il cimitero è scomparso: sorgeva fuori dalle mura della città.
Nei primi decenni dell'Ottocento il canonico Michele conte della Torre vi condusse degli scavi, che portarono alla luce numerose stele funerarie con iscrizioni in caratteri ebraici: queste lapidi riscoperte sono entrate nelle collezioni permanenti del Museo Archeologico Nazionale di Cividale. Nel portico della porta di Borgo San Pietro, detta Arsenale Veneto, c'è poi una lapide ebraica del 1465 che fa risalire la presenza ebraica a molti secoli prima: con ogni probabilità un falso.

Il Monte di Pietà e la cacciata
Nel 1494 fu fondato a Cividale un Monte di Pietà, nell'angolo sud-est di Piazza del Mercato, l'attuale Piazza Paolo Diacono, per iniziativa di padre Sisto, predicatore del convento di San Giorgio in Vado. Nello stesso anno una delibera del governo fu emanata per la loro cacciata dalla città.
Tracce della loro presenza a Cividale restano anche nel Cinquecento e nei primi del Seicento, finché numerose famiglie decisero di abbandonare definitivamente le terre del Patriarcato, chi per il vicino Veneto e chi per il centro Italia.
Le leggi razziali e la deportazione del 1944
Durante la prima guerra mondiale agli ebrei fu concesso di usare come sinagoga il Teatro Adelaide Ristori. Sabato 3 settembre 1938 anche a Cividale apparve il «manifesto della razza», e sul finire dell'anno 1938 l'amministrazione civica di Cividale, in applicazione alla legge dello Stato fascista, procedette al censimento. Leo Levi, nato a Modena il 20 gennaio 1906, medico, aveva vinto la condotta a Cividale del Friuli nel 1938: a seguito della promulgazione delle leggi razziali fu esonerato, essendo ebreo, con delibera comunale del 19 dicembre 1938. Con il nome di Galeno entrò poi nella Divisione Garibaldi-Natisone, diventandone il medico.
Il 22 aprile 1944 un auto-anfibio dell'esercito d'occupazione tedesco si fermò sulla via Mazzini di fronte all'ingresso della casa Piccoli. Elvira Schönfeld Piccoli, quasi settantenne, e la figlia Amalia, di 23 anni, furono trasferite dalle carceri di Udine alla Risiera di San Sabba, e il 27 aprile 1944 furono fatte salire su un carro bestiame assieme ad altri 152 deportati. Il 2 maggio il convoglio giunse ad Auschwitz, e da lì furono inviate a Birkenau e avviate subito alle camere a gas: a loro è dedicato il lapidario ebraico del Museo.
Domande frequenti
Da quando c'erano ebrei a Cividale del Friuli?
A Cividale la presenza di una comunità ebraica risale al 1239, nella prima metà del XIII secolo, e in città è segnalata l'attività di un tribunale rabbinico.
Dove si vedono le lapidi ebraiche di Cividale?
Le lapidi ebraiche di Cividale, portate alla luce negli scavi dell'antico cimitero, sono conservate nella sezione dedicata del Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli.
Chi erano Elvira e Amalia Piccoli?
Elvira Schönfeld Piccoli e la figlia Amalia, madre e figlia portate via dalla loro casa di Cividale il 22 aprile 1944 e deportate ad Auschwitz: il Museo ha intitolato a loro la sala delle lapidi ebraiche.