Il colle di Osoppo si alza di 120 metri sulla pianura, a nord del paese, con il Tagliamento che gli corre davanti. Chi ci sale cammina sopra strati di storia: orme di animali preistorici, case romane, la rocca dei Savorgnan, la strada di Napoleone, le gallerie dell'esercito italiano.
Orme di quattro milioni di anni fa
Nella parte sud del colle sono rimaste le impronte di animali passati di qui circa 4 milioni di anni fa: cinque piste e tre orme isolate, lasciate da antilopi, rinoceronti e hipparion, gli antenati del cavallo. In regione non ce ne sono altre, e in Italia sono rare. Si sono salvate grazie alla roccia del colle: gli animali camminavano su sabbie fangose sopra uno strato di ghiaia, e il loro peso ha deformato anche la ghiaia di sotto, lasciando le cosiddette «sottoimpronte».
Il colle è fatto soprattutto di arenarie e conglomerati; le sue pareti a picco, dove gli strati si leggono a occhio, sono state per secoli una difesa naturale.
Dai Romani ai patriarchi
Da qui passavano grandi strade, come la via Aquileia-Norico, e sotto c'era un guado sul Tagliamento. Alcune monete raccontano i contatti con la cultura venetica, mentre anfore e ceramiche a vernice nera mostrano che i commerci romani arrivavano fin qui dal II secolo a.C. Nella sacrestia dell'ex pieve di San Pietro sono tornati alla luce ambienti abitati del II-I secolo a.C.; presso la casa del Comandante c'era un pavimento romano in cocciopesto, e più in basso un'area di sepolture da cui vengono due leoni funerari e la stele di Lucius Voltigonius, del I secolo d.C.
Intorno al 550 Venanzio Fortunato ricorda le rupi di Osoppo bagnate dalle onde. Paolo Diacono racconta che nel 610 gli Avari, piegato il duca Gisulfo, misero la rocca sotto assedio; restano edifici del V secolo e tombe del VI e VII. Nel 902 gli Ungari la saccheggiarono, e nel 1094 il castello fu donato all'Abbazia di Sesto. Nel 1255 il patriarca Gregorio di Montelongo lo diede in feudo a Cono d'Osoppo; il 25 luglio 1328 il patriarca Pagano della Torre lo passò a Federico di Savorgnano, capostipite del ramo detto «del Monte».

La rocca dei Savorgnan e l'assedio del 1514
Sotto Venezia la fortezza diventò un punto chiave della difesa della terraferma. Nel 1514, durante la guerra della Lega di Cambrai, la tenne Girolamo Savorgnan, che resistette alle truppe imperiali guidate da Cristoforo Frangipane. Nel 1567 Girolamo di Porcia scriveva che la rocca stava così lontana dai monti che nessun cannone poteva colpirla.
A Girolamo Savorgnan si deve il Castel Novo, un insieme di abitazioni e di difese con una torre rotonda e, in cima, la sua rocca. Lungo il sentiero si trovano i resti del castello di famiglia e, poco lontano, le tombe dei Savorgnan. Sul colle c'è anche la grotta di Colomba, morta nel 524 e ricordata dalla sua lapide come «virgo sacrata».
Napoleone, gli austriaci e il 1848
Nel 1797 arrivarono i francesi, e fra il 1809 e il 1814 il forte tornò al centro dei combattimenti. All'inizio del XIX secolo i soldati napoleonici costruirono la strada che dal paese sale fino in cima, ancora quella da cui si entra, e la chiesa di San Pietro divenne un magazzino. Francesi, russi e austriaci se lo passarono di mano, e alla fine gli austriaci ne fecero una guarnigione fissa, con caserme, depositi d'armi e polveriere.
Nel marzo del 1848 i friulani della zona cacciarono il presidio imperiale e resistettero alla controffensiva per quasi sette mesi, fino a ottobre. Al momento della resa gli austriaci concessero loro l'onore delle armi, e Osoppo ebbe la medaglia d'oro al valor militare.
Le batterie del Novecento e la pace
Nel 1866 il Friuli passò al Regno d'Italia, e all'inizio del Novecento il forte entrò nel sistema difensivo dell'Alto Tagliamento-Val Fella. Sul piazzale sud c'era la Batteria Osoppo-sud, con quattro cannoni di ghisa da 149 mm di cui restano i pozzi; gallerie sotterranee portano alla Batteria Osoppo-nord, con le bocche da fuoco rivolte verso il ponte di Braulins, il passaggio principale dell'Alto Friuli sul Tagliamento. Nei dintorni restano una polveriera scavata nella roccia, il serbatoio che alimentava l'acquedotto, la stazione radiotelegrafica e le stalle dei cavalli.
Nel 1923 il forte fu dichiarato monumento nazionale, e nel 1951 fu smilitarizzato. La chiesa di San Pietro, citata già in un testamento del 1260 e ricostruita più grande dal 1695, fu danneggiata dal terremoto del 1976 e restaurata in parte. Il colle si visita liberamente in ogni stagione; per la polveriera e le gallerie serve una guida.
Domande frequenti
Dove si trova il Forte di Osoppo?
Sul colle che sovrasta il paese di Osoppo, in provincia di Udine, sulla riva del Tagliamento fra Gemona del Friuli e San Daniele del Friuli.
Che cosa successe al Forte di Osoppo nel 1848?
I friulani cacciarono la guarnigione austriaca e difesero il forte per quasi sette mesi; alla resa, in ottobre, ebbero l'onore delle armi, e Osoppo ricevette la medaglia d'oro al valor militare.
Che cosa sono le orme fossili di Osoppo?
Sono impronte di antilopi, rinoceronti e hipparion vissuti circa 4 milioni di anni fa, conservate nella parte meridionale del colle: cinque piste e tre orme singole, uniche in regione.