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La diga del Vajont e il disastro del 9 ottobre 1963: il progetto della SADE, la paleofrana del Monte Toc, le denunce di Tina Merlin, l'onda e i processi

La diga del Vajont, fra Erto e Casso e Longarone: il progetto della SADE, la frana del Monte Toc del 9 ottobre 1963, le 1910 vittime e i lunghi processi.

La diga del Vajont, un arco di cemento stretto fra le pareti di roccia della valle
🎨 Illustrazione / Concept art by Vimado.

La sera del 9 ottobre 1963 un pezzo enorme del Monte Toc venne giù e finì nel lago artificiale. L'acqua sollevata salì da una parte sulla montagna di fronte, spazzando le case lungo il lago nel comune di Erto e Casso, e dall'altra passò sopra la diga e cancellò Longarone.

La gola del Vajont e la diga della SADE

Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso e confluisce nel Piave davanti a Longarone, e la parte inferiore della sua valle è una profondissima gola. Già nei primi del Novecento l'industriale Gustavo Protti aveva intuito il potenziale idroelettrico della stretta gola del torrente Vajont, e dal 1934 il progetto passò alla SADE, la Società Adriatica di Elettricità, sotto la guida dell'ingegnere Carlo Semenza.

Il cantiere partì nel 1957: una diga ad arco di calcestruzzo, alta più di 260 metri, sul territorio di Erto e Casso, in provincia di Pordenone, pensata come il serbatoio principale di una rete di centrali per le industrie del Nord-Est.

La paleofrana del Monte Toc e Tina Merlin

Lo studio del versante del Monte Toc fu affidato, tra gli altri, al geologo austriaco Leopold Müller, che si avvalse della collaborazione di due geologi italiani, Edoardo Semenza, figlio del progettista della diga, e Franco Giudici: Semenza ipotizzò una paleofrana, un'antica frana pronta a rimettersi in moto, e le rilevazioni di Müller sollevavano gli stessi dubbi, mentre nel 1958 Giorgio Dal Piaz non ritenne presenti rischi concreti.

Nel novembre del 1960 si staccò una frana di circa 700 mila metri cubi, che generò un'onda di circa 10 metri, e sulle pendici del Toc si aprì una fessura lunga oltre 2500 metri. La giornalista Tina Merlin raccolse le denunce degli abitanti di Erto e Casso sull'Unità, con un articolo del 21 febbraio 1961: la SADE la denunciò per notizie false, ma fu assolta perché i fatti erano veri.

La sera del 9 ottobre 1963

Il gestore fece salire il lago oltre i 700 metri considerati sicuri, dichiarando di doverlo collaudare; per il terzo riempimento c'era il permesso fino a 715 metri, e l'acqua arrivò a 710. Nel 1963 l'impianto passò all'Enel, e l'8 ottobre il Comune di Erto emanò un'ordinanza su sollecito dei tecnici.

Quella sera del 9 ottobre 1963 dal Monte Toc scesero nel lago circa 260 milioni di metri cubi di roccia. L'acqua si alzò di 250 metri sopra la sommità della diga, che non cedette: un'onda arrivò a Casso e cancellò la parte bassa di Erto, e circa 25 milioni di metri cubi passarono oltre la diga e scesero sul Piave, cancellando Longarone, Pirago, Faè, Villanova e Rivalta.

Le vittime e i processi

Secondo i dati ufficiali i morti furono 1910, ma il conto esatto non si conosce: 158 a Erto e Casso, e fra loro il più piccolo, Claudio Martinelli, nato il 18 settembre 1963. Le cause furono ricondotte ai progettisti e ai dirigenti della SADE, e dopo il disastro sorse a Ponte nelle Alpi un centro chiamato Nuova Erto.

La sentenza del procedimento penale contro Alberico Biadene e altri imputati fu depositata il 20 febbraio 1968 dal giudice istruttore di Belluno, Mario Fabbri; il processo fu tenuto all'Aquila, e nel marzo del 1971 a Roma si svolse quello di Cassazione. Le cause civili fra i comuni, l'Enel e la Montedison durarono decenni, e la vicenda si concluse nel 2000 con un accordo di ripartizione fra Enel, Montedison e Stato.

Domande frequenti

Quante furono le vittime del Vajont?

Il Vajont rase al suolo le frazioni più basse di Erto e Casso e fece 1910 morti secondo le cifre ufficiali, che però non sono sicure; a Erto e Casso le vittime furono 158.

Perché la diga del Vajont non crollò?

La diga del Vajont non cedette alla frana del Monte Toc: l'acqua la superò di 250 metri, e divisa in tre direzioni la massa liquida spazzò via Longarone a fondovalle in Veneto.

Dove si trova la diga del Vajont?

La diga del Vajont è nel comune di Erto e Casso, in provincia di Pordenone, nella stretta gola del torrente Vajont, che sfocia nel Piave di fronte a Longarone.