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Il castello di Tricesimo sulla collina di Fraelacco: il presidio dei patriarchi sulla strada del Norico, la villa dei Valentinis, le mura abbattute da Napoleone e la Madonna Missionaria

Il castello di Tricesimo, a Fraelacco: presidio sulla strada da Aquileia al Norico, i patriarchi, i Valentinis, le cinte abbattute da Napoleone e il santuario.

Dalla sua collina morenica, a Fraelacco, il castello medievale di Tricesimo tiene sotto lo sguardo gran parte della pianura del Friuli. Il paese prende il nome da ad tricesimum lapidem, la trentesima pietra miliare da Aquileia, sulla strada che da lì portava all'antica regione romana del Norico.

Un presidio sulla strada del Norico

Sotto le sue mura ci sono forse quelle di un forte romano, che sorvegliava la strada fra Aquileia e il Norico. Per secoli da lassù si controllava chi passava sulle strade dei mercanti e degli eserciti, e nel Medioevo il suo compito era proprio questo: tenere d'occhio i viaggiatori e, quando serviva, fermare quelli che non convincevano.

Le prime notizie certe sul castello risalgono al XIII secolo: secondo un documento del 1253 l'edificio era abitato dalla nobilissima famiglia di Tricesimo, di origine gemonese, a cui spettava l'amministrazione del territorio soggetto al castello. La difesa, invece, era compito della guarnigione, agli ordini di un capitano del patriarca.

Fra i patriarchi e i conti di Gorizia

Patriarchi di Aquileia e conti di Gorizia se lo contesero a lungo, e furono soprattutto i soldati goriziani ad attaccarlo: fra il 1305 e il 1310 subì tre assedi, cambiò più volte padrone e al più tardi nel 1328 era di nuovo del patriarca. Col tempo le sue difese si erano indebolite, e nel 1332 il patriarca Pagano della Torre volle che venissero rinforzate.

Nel 1420 il Friuli cadde sotto il dominio della Repubblica Serenissima di Venezia, e a Tricesimo governò un capitano veneziano che abitava nel castello, faceva giustizia e riscuoteva le tasse. Il castello continuò a essere dato in feudo a famiglie di nobili friulani, fra cui i Prampero, i Partistagno e i Castellerio, e nel 1511 fu saccheggiato dai contadini affamati in rivolta.

Dai Montegnacco alla villa dei Valentinis

Nel 1521 il maniero fu acquistato dai di Montegnacco, che provvidero a trasformarlo in una residenza di campagna e lo tennero fino al 1627, quando lo cedettero ai nobili Valentinis di Udine. I Valentinis, che nel 1627 divennero capitani della contea di Tricesimo, provvidero alla ristrutturazione della fortificazione, dandole la forma che si vede ancora, e nel Settecento la trasformarono in un'elegante villa.

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In paese si racconta che una galleria sotterranea unisca il castello a quello di Cassacco, scavata quando tutti e due erano dei Montegnacco.

Le tre cinte abbattute da Napoleone

Attorno al castello giravano tre cinte di mura, che furono abbattute per ordine di Napoleone quando passò di qui, diretto in Austria attraverso il passo di Tarvisio, allo scopo di non lasciare dietro di sé punti di pericolosa resistenza. Diede anche ordine di realizzare una via rettilinea tra Udine e Tricesimo, tuttora chiamata lo stradone, che, innestandosi sulla Pontebbana, evita i giri tortuosi all'interno dei piccoli paesi.

Del Medioevo resta il giro di mura esterno, con le feritoie e i merli guelfi, sei torri sugli spigoli e, nel mezzo, un palazzo a pianta quadrata. Il palazzo non conserva traccia dell'edificio padronale difensivo dei secoli XIII e XIV, e ha un aspetto architettonico da tardo Rinascimento: sulla facciata sono state riportate alla luce le bifore con archi a tutto sesto, e all'interno restano le travi originarie del Cinquecento, belle volte e caminetti monumentali.

La cappella, il santuario e le suore

Presso il palazzo, a lato del campanile, c'è la cappella gentilizia costruita nel Cinquecento, che conserva affreschi di Pomponio Amalteo; nella cripta sottostante sono state restaurate scene bibliche. Nel 1948 l'ultimo discendente dei conti Valentinis lo cedette: il castello fu acquistato dalla Curia di Udine per essere destinato al culto, ma principalmente utilizzato per il ritiro e gli esercizi spirituali, ed è retto dalle suore Francescane.

Davanti al castello l'architetto Pietro Zanini progettò il santuario della Madonna Missionaria, finito nel 1953, dove l'altare degli emigranti ricorda i friulani partiti a lavorare in Germania, in Venezuela o in Australia. Dopo il terremoto del 1976, che colpì duramente tutto il Friuli, il castello fu restaurato su impulso della Soprintendenza, tra il 1978 e il 1981.

Domande frequenti

Dove si trova il castello di Tricesimo?

Il castello di Tricesimo si trova nella località di Fraelacco, nel comune di Tricesimo, sulla cima di una collina morenica a nord di Udine, lungo la Pontebbana.

Chi abitava il castello di Tricesimo?

Nel 1253 il castello di Tricesimo era abitato dalla famiglia di Tricesimo; poi fu dato in feudo ai Prampero, ai Partistagno e ai Castellerio, nel 1521 passò ai di Montegnacco e nel 1627 ai Valentinis.

Si può visitare il castello di Tricesimo?

Contattando per tempo le suore Francescane che vi risiedono è possibile visitare le sale superiori del castello di Tricesimo, che è soprattutto luogo di ritiro e di esercizi spirituali.