Nel 774 Carlo Magno conquistò il Regno longobardo, e nel 776 vinse l'ultimo duca del Friuli, Rotgaudo, che aveva congiurato contro Carlo. Soffocata la rivolta, il re si rese conto dell'importanza di quest'area di confine e ne fece una marca, e scelse Paolino come patriarca di Aquileia.
Dai re longobardi al re dei Franchi
Il re longobardo Astolfo aprì una stagione di scontri con il papa, e Pipino, re dei Franchi, varcò due volte le Alpi per difenderlo. Desiderio, succeduto ad Astolfo, fece lo stesso, finché il papa chiamò Carlo, re dei Franchi, che lo vinse: nel 774 Carlo si proclamò «re dei Franchi e dei Longobardi e patrizio romano».
Carlo scelse di mantenere le Leges Langobardorum, e giunse fino al Natale dell'800, in cui si fece incoronare imperatore da papa Leone III. Il Friuli era stato il primo ducato longobardo d'Italia e uno dei più forti, tanto che più di un duca aveva puntato alla corona di Pavia.
La rivolta di Rotgaudo
Rotgaudo fu l'ultimo duca longobardo del Friuli, fra il 774 e il 776. Nel 775 tradì il giuramento fatto a Carlo e si ribellò, forse d'accordo con chi voleva rimettere Adelchi sul trono dei Longobardi. Carlo, appena battuti i Sassoni, tornò di corsa oltre le Alpi e schiacciò la ribellione: Rotgaudo cadde in battaglia, e il 14 aprile 776 il re festeggiò la Pasqua a Treviso, a rivolta ormai finita.
Carlo si vendicò di molte famiglie cividalesi che avevano sostenuto Rotgaudo: molti dei nobili ribelli finirono deportati in Francia, fra loro Arichis, fratello di Paolo Diacono, e le loro terre furono requisite. Al posto dei duchi longobardi Carlo mise dei suoi funzionari, i conti, e continuò con l'assegnazione di terre, castelli, privilegi e titoli nobiliari ai sudditi più fedeli: fu l'inizio del regime feudale nel territorio del Friuli. Carlo divenne un conoscitore delle terre intorno a Cividale: amava cavalcare nei boschi, e partiva verso le selve che andavano dall'Isonzo al Livenza, all'inseguimento di fagiani, lepri, capre e cinghiali.
La Marca del Friuli e il margravio Enrico
La marca del Friuli, sulla frontiera orientale dell'impero, divenne il centro del potere nell'Italia di nord-est, retta da capi militari che per molto tempo mantennero il titolo di dux. Nel 788 il Friuli ebbe sotto di sé anche le marche d'Istria e di Trento, e nel 796, con la guerra avarica, la Marca friulana si era estesa oltre l'Isonzo fino alla Drava, nella Bassa Pannonia.
In quel tempo il duca del Friuli, con sede a Cividale, era Enrico, amico di Alcuino, nato a Strasburgo e fratello di Ildegarda, moglie di Carlo Magno. Mandato in Friuli, combatté Avari e Slavi, e nella fortunata campagna del 796 pose fine alla potenza degli Avari prendendo il loro ring, il campo trincerato oltre la Drava; nel 799 fu ucciso in un'imboscata degli abitanti mentre assediava Tersatto, sul mare.
Paolino, grammatico alla corte di Carlo
Paolino, grammatico, poeta, illustre cittadino del vecchio ducato longobardo, era nato a Premariacco verso il 730 e studiò con ogni probabilità nella scuola dei canonici di Cividale, dove imparò le sette arti liberali e si distinse come poeta e musicista. Con un diploma firmato a Ivrea il 17 giugno 776 Carlo gli regalò le terre di Lavariano appartenute al longobardo Gualando, ucciso nella rivolta di Rotgaudo.
Quello stesso anno il re lo chiamò alla corte di Aquisgrana assieme ad insigni dotti, a insegnare grammatica, e per una decina d'anni Paolino fu fra i dotti più attivi della corte, nell'Accademia Palatina, dove lo chiamavano Timoteo. Divenne grande amico di Alcuino di York, come mostrano le molte lettere fra i due.
Patriarca di Aquileia a Cividale
Morto nel 787 il patriarca Sigualdo, era ferma intenzione di Carlo che Paolino venisse eletto patriarca di Aquileia, e Paolino andò a vivere a Cividale, dove ormai risiedevano i patriarchi. Fu al sinodo di Ratisbona nel 792 e a quello di Francoforte nel 794, dove lesse per conto di tutti i vescovi italiani il Libellus Sacrosyllabus, scritto contro l'eresia adozionista.
Nel 796 seguì Pipino, figlio di Carlo e re d'Italia, nella guerra contro gli Avari, e al rientro a Cividale istituì un sinodo che vide riuniti tutti i vescovi del patriarcato aquileiese. Era amico anche del margravio Enrico, per cui scrisse il Liber exhortationis, e quando Enrico morì, nel 799, la sua vena poetica si espresse nei versi in morte dell'amico duca Enrico. Morì, secondo la tradizione, l'11 gennaio 802: la lapide sepolcrale di Paolino è conservata presso il Duomo di Cividale.
Domande frequenti
Chi era Rotgaudo?
Rotgaudo fu l'ultimo duca del Friuli, dal 774 al 776: si ribellò al sovrano, e Carlo Magno stroncò la rivolta sconfiggendolo; Rotgaudo morì sul campo di battaglia.
Quando nacque la Marca del Friuli?
La Marca del Friuli nacque dopo la rivolta di Rotgaudo del 776, quando Carlo Magno si rese conto dell'importanza di quest'area di confine, come base per partire alla conquista dell'Istria, e la elevò al rango di Marca.
Chi era Paolino d'Aquileia?
Paolino, nato a Premariacco verso il 730, fu chiamato alla corte di Aquisgrana assieme ad insigni dotti e dal 787 fu patriarca di Aquileia, con residenza a Cividale, fino alla morte, l'11 gennaio 802.