Aquileia fu fondata nel 181 a.C. come colonia romana, avamposto contro i popoli che premevano sul confine orientale, e nel II secolo d.C. contava forse 100.000 abitanti. Era un grande mercato, il punto in cui le rotte del Mediterraneo incontravano le strade dell'Europa centrale.
Una colonia romana sul confine orientale
Nata come piazzaforte per le guerre contro Istri e Carni e per la spinta di Roma verso il Danubio, divenne una delle città più grandi e più ricche del primo Impero Romano, fino a quando fu saccheggiata e distrutta nel 452 dagli Unni guidati da Attila. Il patrimonio UNESCO mette insieme gli scavi e la Basilica patriarcale.
Il paese si stringe intorno alla basilica, in un raggio di circa un chilometro, fra le rovine della città romana, e lo attraversa il fiume Natissa. In una giornata si vedono la basilica patriarcale, il cimitero, il Foro, il porto fluviale e i due musei.
La Basilica e il mosaico di Teodoro
La Basilica, dedicata alla Vergine e ai santi Ermacora e Fortunato, affonda le radici negli anni subito successivi al 313 d.C., quando l'editto che poneva fine alle persecuzioni permise alla comunità cristiana di costruire la sua chiesa: la volle il vescovo Teodoro, e gli aquileiesi la ricostruirono per ben quattro volte. La chiesa che vediamo è per lo più romanico-gotica, e il bel soffitto di legno a forma di chiglia rovesciata è del Quattrocento.
Il pavimento è il più esteso mosaico paleocristiano del mondo occidentale, 760 metri quadrati, portato alla luce negli anni 1909-12. Fra le figure ci sono il pesce, simbolo di Cristo, il buon pastore e il gallo che combatte la tartaruga, il bene contro il male; l'ultima campata è un mare pieno di pesci dove si racconta la storia di Giona, che allude alla morte e alla resurrezione dopo tre giorni. All'esterno svetta il campanile a pianta quadrata dell'XI secolo, alto oltre 70 metri sulla pianura, costruito dal patriarca Poppone riutilizzando blocchi lapidei provenienti dall'anfiteatro romano.
Il cimitero dei dieci militi ignoti
Nella basilica di Aquileia, il 28 ottobre 1921, fu scelto il corpo destinato all'Altare della Patria a Roma. A scegliere fu Maria Bergamas, madre di un soldato disperso: davanti alle undici bare allineate si fermò alla decima, che divenne il Milite Ignoto.

Gli altri dieci caduti restarono ad Aquileia: immediatamente dietro l'abside si trova il Cimitero degli Eroi, dove il 4 novembre ebbero sepoltura nella «Tomba dei dieci militi ignoti». Fra i cipressi, dal porto fluviale alla basilica, corre la via Sacra, un viale fra le rovine aperto negli anni Trenta per legare in un solo percorso i resti romani, il cimitero della guerra 1915-18 e la basilica.
Il Foro e il porto fluviale
La via Julia Augusta era il cardo della città antica, e all'incrocio con il decumano sorgeva il Foro: le colonne e parte del lastricato in pietra carsica si vedono lungo la strada, rialzati nella ricostruzione del 1936. Dal lato opposto si individuano i resti della grande basilica civile, sede giudiziaria e di scambi commerciali, e poco prima sorge un mausoleo, ritrovato a est di Aquileia e qui ricostruito, con le statue leonine a guardia del sepolcro.
Pochi porti romani sono arrivati fino a noi in condizioni così buone: stava sul vecchio letto del Natisone e del Torre, largo qui quasi cinquanta metri; le strutture si sviluppavano per più di trecento metri lungo la sponda destra del fiume. Sulle banchine si notano ancora, a distanze regolari, blocchi sporgenti con un foro passante verticale, forse anelli d'ormeggio, e sulla superficie dei marciapiedi sono incisi talvolta dei piccoli schemi per il gioco, usati dai marinai come passatempo.
Il museo romano e il museo di Monastero
Il Museo archeologico nazionale aprì il 3 agosto 1882 nella villa Cassis Faraone e ospita una delle collezioni di epoca romana più importanti del Nord Italia: statue, oggetti di uso quotidiano, gemme, ambre e monete, le lapidi e i pavimenti a mosaico. Salendo le scale verso il primo piano si passa fra i ritratti, e il più noto è il volto severo di un uomo anziano, del I secolo a.C.
Il Museo paleocristiano sta dal 1961 a Monastero, nell'antico convento benedettino di Santa Maria fuori le mura, nato nel VII secolo; soppresso il monastero, la chiesa divenne un locale per fare il vino, e fu lì che nel 1895 vennero fuori i primi ritrovamenti. Sotto il convento c'era una grande basilica con i pavimenti a mosaico, costruita verso il 345, e il museo raccoglie le memorie cristiane dal IV secolo fino ai patriarchi.
Domande frequenti
Che cosa vedere ad Aquileia in un giorno?
In una giornata ad Aquileia si vedono la basilica patriarcale con il mosaico e il campanile, il cimitero della basilica con la «Tomba dei dieci militi ignoti», il Foro, il porto fluviale, il Museo archeologico nazionale e il Museo paleocristiano di Monastero.
Quanto è grande il mosaico della Basilica di Aquileia?
Il mosaico della Basilica di Aquileia misura 760 metri quadrati ed è il più esteso mosaico paleocristiano del mondo occidentale; fu riportato alla luce negli anni 1909-12.
Perché ad Aquileia ci sono dieci militi ignoti?
Il 28 ottobre 1921, nella basilica di Aquileia, Maria Bergamas scelse fra undici bare il corpo destinato all'Altare della Patria a Roma, il Milite Ignoto; gli altri dieci caduti furono sepolti il 4 novembre nel cimitero accanto alla basilica.