Lo Stadio Friuli, stadi Friûl in friulano, noto anche come Bluenergy Stadium, è l'impianto sportivo della città e si trova nel quartiere Rizzi, a circa 4 km dal centro di Udine. Inaugurato nel 1976 e ristrutturato fra il 2013 e il 2016, lo stadio ospita le partite casalinghe dell'Udinese.
L'arco del sindaco Candolini
A volerlo fu il sindaco Angelo Candolini, che cercava per Udine un impianto degno della Serie A, in sostituzione del vecchio Stadio Moretti; lo si costruì su terre appartenute alla famiglia Rizzi. Il progetto è di Giuliano Parmegiani e Lorenzo Giacomuzzi-Moore, ispirato a due strutture avveniristiche dell'epoca: lo Stadio Olimpico di Monaco di Baviera e il Gateway Arch di St. Louis. Gran parte dello stadio poggia su terrapieni, affondata in una conca più bassa del piano di campagna, perché pesasse meno sul paesaggio intorno.
Per primo si alzò l'arco di cemento armato della tribuna principale, 200 metri di campata e 31,30 metri di altezza, poi diventato l'immagine dello stadio: è fatto di 17 conci e dentro ha un camminamento che lo attraversa da un capo all'altro. Le torri dei fari, di 59,20 metri, le disegnò invece Luciano Del Zotto: tralicci a tubi dipinti a bande rosse e bianche, perché gli aerei le vedessero.
Il nome dopo il terremoto
L'inaugurazione avvenne il 26 settembre 1976, in occasione della partita di Serie C Udinese-Seregno, dieci giorni soli dopo la seconda forte scossa del terremoto del Friuli; il nome non c'era ancora, tutti dicevano «Stadio dei Rizzi», e le gradinate in cemento c'erano solo nella tribuna coperta. A partita in corso una replica del sisma scosse l'arco del tetto, e dei 15 000 in tribuna non tutti se ne resero conto.
Il nome venne dal terremoto e dai cent'anni dell'emigrazione friulana in Argentina, che si festeggiavano allora: il consiglio comunale lo approvò il 3 marzo 1978, e nella stessa occasione chiamò «piazzale Argentina» lo spiazzo davanti all'ingresso. Prima della Serie A, lo stadio ospitò lo spareggio dello scudetto del rugby fra Petrarca e Rovigo del campionato 1976-1977, e più tardi partite di rugby, tra cui quella tra Italia e Sudafrica, nel 2009.
Il Cosmo e Italia '90
Nel 1984 Lamberto Mazza, presidente dell'Udinese, fece montare sopra la curva sud il maxischermo Cosmo: 5 miliardi di lire, acceso l'8 maggio, 8 metri d'altezza per 9,45 di lunghezza, il terzo più grande al mondo in uno stadio, dopo quelli del Coliseum di Los Angeles e del Veterans Stadium di Filadelfia. Usava una tecnologia giapponese della Matsushita e rimase in uso fino ai primi anni '90, quando fu spento per una causa legale.
In vista dei Mondiali di Italia '90 lo stadio fu rinnovato con un investimento di circa 5 miliardi di lire: nuovi parcheggi per 5 000 posti auto, impianto luci, seggiolini nei distinti e una nuova sala stampa. Udine fu l'unica città che non usò tutti i finanziamenti pubblici per lo stadio, e buona parte fu impiegata per il Nereo Rocco di Trieste; il Friuli ospitò tre partite del Girone E: Uruguay-Spagna e le due sfide della Corea del Sud. Fu anche uno dei primi stadi italiani ad adottare l'occhio elettronico contro i gol fantasma, provato nel 2006.
Dai cantautori ai Pink Floyd: i concerti
Lo stadio fu concepito come struttura polifunzionale e polisportiva, e ha ospitato molti concerti: nel 1979 Lucio Dalla e Francesco De Gregori, nel 1980 Edoardo Bennato, il 5 settembre 1984 Stevie Wonder, il 15 settembre 1994 i Pink Floyd. Sul palco sono passati i Red Hot Chili Peppers, il 28 giugno 2007, sola tappa italiana del loro giro europeo; nell'estate 2009 Madonna, i Coldplay e Bruce Springsteen, con circa 35 000 persone; il 19 maggio 2010 gli AC/DC, a stadio pieno con circa 47 000 spettatori; e il 17 luglio 2011 Bon Jovi, anche lui per l'unico concerto in Italia della tournée. Il più celebre rimane quello di Bruce Springsteen nel 2009, durante il quale il rocker del New Jersey scherzò con il pubblico in dialetto friulano. Il 18 giugno 2024 il concerto dei Negramaro fu il primo ospitato dopo i lavori di ristrutturazione.
Il Diamante del 2016
Nel 2013 l'Udinese si aggiudicò dal Comune il diritto di superficie per 99 anni e si impegnò a costruire a proprie spese un impianto completamente nuovo: dopo lo Juventus Stadium, era il secondo stadio italiano in mano a un club. I lavori, realizzati a lotti tra il 2013 e il 2016 per permettere all'Udinese di continuare a giocare in città, demolirono curve e distinti, tolsero la pista d'atletica, usata in tutta la sua esistenza solo in tre occasioni, e ricostruirono gli spalti a bordo campo, tutti coperti; la tribuna con l'arco rimase intatta. L'investimento totale si aggira attorno ai 50 milioni di euro, interamente privati, pagati dall'Udinese.
La facciata esterna dei tre nuovi lati è rivestita da 10.000 losanghe d'acciaio che riflettono la luce, e da qui viene il soprannome di «diamante». Lo stadio fu aperto integralmente il 17 gennaio 2016 con Udinese-Juventus; dal 2016 al 2023 si chiamò Dacia Arena e dal 2023 Bluenergy Stadium, nomi usati solo per le gare dell'Udinese, mentre per il resto il Comune impone la denominazione storica. Nel 2023 il Brand Finance Football Sustainability Index lo ha classificato come il quarto stadio più ecosostenibile al mondo e il primo in Italia. Il 13 agosto 2025 Udine ha ospitato la Supercoppa UEFA tra Paris Saint-Germain e Tottenham Hotspur.
Domande frequenti
Quando è stato inaugurato lo Stadio Friuli?
Lo Stadio Friuli fu inaugurato il 26 settembre 1976, in occasione della partita di Serie C Udinese-Seregno, dieci giorni dopo la seconda forte scossa del terremoto.
Perché lo stadio di Udine si chiama Friuli?
Il nome richiama il terremoto del 1976 e i cent'anni dell'emigrazione friulana in Argentina, festeggiati in quel periodo; il consiglio comunale lo approvò il 3 marzo 1978.
Chi ha progettato lo Stadio Friuli?
Lo disegnarono Giuliano Parmegiani e Lorenzo Giacomuzzi-Moore, ispirandosi a due strutture avveniristiche dell'epoca: lo Stadio Olimpico di Monaco di Baviera e il Gateway Arch di St. Louis.