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Parco del Cormor a Udine: i prati stabili delle orchidee selvatiche e il padiglione di Pirzio Biroli premiato col Piranesi

Il Parco del Cormor di Udine, 30 ettari progettati da Roberto Pirzio Biroli lungo il torrente: prati stabili con orchidee selvatiche e il padiglione premiato.

Il Parco botanico Friuli-Cormor, per tutti parco del Cormor, è giardino botanico e parco pubblico del Comune di Udine. Copre 30 ettari fra il torrente Cormor e l'autostrada A23, fu realizzato fra il 1990 e il 1993 dall'architetto Roberto Pirzio Biroli e ha prati stabili con orchidee selvatiche.

Un giardino popolare su un sito abbandonato

È nato a nord-ovest del centro, su un terreno che nessuno curava più e che era ridotto molto male. L'idea era un «giardino popolare» che rimettesse in sesto quel che restava della natura ai margini della città: quarantacinque ettari di prova per risanare l'ambiente, ricostruire le terrazze del fiume e il bosco misto, con le piante delle rive e il querco-carpineto, dentro un piano di tutela e sviluppo esteso per duemila ettari lungo il Cormor. Il primo lotto, disegnato dallo studio R. Pirzio-Biroli e pagato con fondi del ministero, fu pronto per i mondiali di calcio degli anni '90.

Il parco sta nel punto d'incontro di 5 comuni, con i confini che si toccano in un cerchio di 200 metri, e ha altri lotti vicino alla fiera, divisi fra Udine, Martignacco, Pasian di Prato, Tavagnacco e Pagnacco. Il parco confina a ovest con il Circolo Ippico Friulano, a est con lo Stadio Friuli e a nord con la Valle del Cormor, dove il segnavia FVG 1C è un'ippovia sterrata di 30 chilometri fino a Buja, collegata alla ciclabile Alpe-Adria.

Del giardino fa parte anche il Giardino Storico dell'ex Cotonificio, con un primo impianto del 1884 che includeva anche l'orto aziendale: vi crescono varie specie monumentali, fra cui la sequoia, alcune querce e svariate conifere, tra cui alcune del genere Cedrus: Cedrus Deodara, Cedrus Libani e Cedrus Atlantica.

Il Padiglione e il premio Piranesi

All'ingresso del parco c'è il Padiglione degli Incontri, progettato da Roberto Pirzio Biroli, vincitore del Premio Europeo «Piranesi» e inserito nella sezione mondiale di «The Best Buildings in the World». Ospita piccoli eventi e la casa del custode, e funge anche da centro visite naturalistiche.

Nel padiglione si intrecciano citazioni antiche e moderne: richiama i progetti con cui Peter Joseph Lenné, fra il 1816 e il 1860, abbellì la campagna di Potsdam sulle rive dello Havel, e riprende il modo di progettare di Heinrich Tessenow nei primi schizzi per la Galleria Nazionale di Berlino.

Dentro il parco ci sono boschi fitti di carpini e querce, zone piantate più rade, filari di gelsi, tigli, pioppi e platani, e una fascia di alberi che fa da schermo al rumore dell'autostrada; i sentieri a piedi seguono in parte le vecchie strade di campagna e hanno punti di sosta. Completano il disegno una fontana con belvedere, una collinetta d'erba da salire a spirale, fossi e scoline, un percorso vita e un'area giochi.

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Il torrente e il nome

Il parco prende il nome dal torrente Cormor, che ha origine a 220 metri di altitudine nella depressione paludosa di Polvaries, ai piedi del Monte di Buja, nell'anfiteatro morenico, e scende fra le colline moreniche e la pianura friulana fino alla laguna di Marano. Da dove venga il nome non si sa con sicurezza. Una strada porta al latino curminia, impaludamento, e la sostiene il friulano cormanìe, che ha lo stesso significato. L'altra lo spezza in due: Cor, la corsa impetuosa dell'acqua, e Mor, Mortegliano, le cui campagne il torrente allagava uscendo dagli argini.

L'ambiente ha un grande spazio golenale, simile ai magredi, e i «terrazzi di erosione» tipici delle valli fluviali in terreni ghiaiosi. Il restauro ha salvaguardato la vegetazione riparale e golenale del Cormor, Area di Rilevante Interesse Ambientale, e i lembi di latifoglie con pioppi, robinie, aceri e frassini; i boschi di farnia, carpino bianco e acero campestre si alternano alle radure.

I prati stabili del magredo evoluto

Sulle terrazze che digradano verso il letto del torrente ci sono prati stabili del tipo del magredo evoluto, con fino a un centinaio di specie diverse in un singolo prato. La comunità di piante che li caratterizza è il Crisopogoneto, riconoscibile d'estate dalle spighe rossicce in fiore della graminacea Chrysopogon gryllus. Insieme crescono le orchidee selvatiche, tra cui Orchis morio, Orchis tridentata, Orchis ustulata, Ophrys apifera e Serapias vomeracea, e i garofanini selvatici Dianthus carthusianorum subsp. sanguineus e Dianthus monspessulanus.

Ad aprile fioriscono per prime la Globularia punctata e la Euphorbia verrucosa, azzurro-lilla e giallo limone; poi la bulbosa Ornithogalum kochii punteggia il prato di bianco, e alla fine di aprile iniziano le orchidee con Orchis morio, seguite a maggio da Orchis ustulata e Orchis tridentata. Vengono poi i ranuncoli gialli, Ranunculus bulbosus e Ranunculus polyanthemos, la salvia viola, la candida Filipendula vulgaris e il garofanino Dianthus carthusianorum subsp. sanguineus, piante che in Italia vivono soltanto in una fascia ristretta fra l'Istria e il Piave. D'estate arrivano le erbe più alte, che toccano anche i 120 cm.

Lo sfalcio avviene di norma all'inizio di luglio, e solo nelle estati piovose si ripete in settembre, prima del riposo invernale: abbandonati, i prati si avvierebbero verso l'incespugliamento e infine l'imboschimento. Non viene effettuata alcuna concimazione, che modificherebbe l'equilibrio fra le specie vegetali in composizione e copertura.

Farfalle, coleotteri e un insetto raro

Tante piante diverse portano con sé tanti animali, soprattutto insetti, dalle farfalle ai coleotteri. Nel pezzo di prato stabile rimasto più intatto vive il Cerambicide Dorcadium arenarium, un coleottero che in zona rischia di sparire perché stanno sparendo i prati magri e asciutti dove abita; le larve si nutrono delle radici delle erbe.

Gli Amici del Parco Botanico, un'associazione di volontari, curano nel parco un itinerario didattico e di svago, il «Percorso botanico friulano Cormor». I volontari, con il presidente onorario Roberto Pirzio Biroli, hanno inserito alcune specie più rappresentative nell'Index seminum on-line della Botanic Garden Conservation International, e organizzano conferenze e visite guidate alla riscoperta delle erbe commestibili e officinali, sentieri tematici e mostre di piante alimentari.

Domande frequenti

Chi ha progettato il Parco del Cormor di Udine?

Il Parco del Cormor è stato progettato dall'architetto Roberto Pirzio Biroli e realizzato fra il 1990 e il 1993; il suo Padiglione all'ingresso ha vinto il Premio Europeo «Piranesi».

Quanto è grande il Parco del Cormor?

Il Parco del Cormor copre 30 ettari fra il torrente Cormor e l'autostrada A23, nella periferia a nord-ovest del centro di Udine.

Quali fiori si vedono nei prati del Parco del Cormor?

Nei prati stabili del Parco del Cormor fioriscono orchidee selvatiche come Orchis morio e Ophrys apifera, garofanini selvatici, ranuncoli gialli e salvia, da aprile fino all'estate.

Il Parco del Cormor è adatto ai bambini?

Il Parco del Cormor ha un parco giochi attrezzato, un percorso vita e una rete di percorsi pedonali.