Il Parco Naturale Ricreativo del Bosco Romagno, di proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia, si estende nel territorio dei comuni di Cividale del Friuli, Corno di Rosazzo e Prepotto, in provincia di Udine. Il Bosco Romagno copre 53 ettari sui Colli Orientali, e il nome richiama gli Arimanni longobardi.
Il nome degli Arimanni e la carrozza di Capodanno
Il nome Romagno viene dal tempo dei Longobardi e ricorda com'era chiamato un tempo il luogo: il bosco degli Arimanni. La parola Arimanno indicava il maschio adulto libero, dotato di dignità militare e civile: gli Arimanni abitavano quest'area e la proteggevano da eventuali invasori. Per i Longobardi fu a lungo un presidio importante, e il suo valore militare è durato fino alla Seconda guerra mondiale.
Dietro il bosco c'è la cantina Galliussi, che si richiama anch'essa agli Arimanni, i guerrieri longobardi: all'entrata Giovanni Meroi li ha dipinti in un murale futurista, e dal loro scudo l'azienda ha preso il disegno del marchio e delle etichette.
Il bosco ha anche la sua leggenda. Una storia dell'Ottocento racconta di uno sconosciuto che, la notte di Capodanno, fuggiva dai briganti su una carrozza tirata da dodici cavalli, e che con tutto il cocchiere precipitò in un pozzo senza fondo: il pozzo è ancora nel parco, chiuso da un recinto. Da allora, ogni 31 dicembre a mezzanotte, si sentirebbe la carrozza correre nel bosco.
Rovere, castagno e il Cerro Gigante
Il parco ha un dislivello di circa 60 metri, oltre al bosco comprende delle aree prative ed è solcato dalle acque del Rio Cornizza e del Rio del Bosco. In passato i boschi che ammantavano le colline orientali del Friuli erano ricchi di rovere e castagno; l'utilizzo eccessivo del castagno e la robinia portata dall'uomo dal Nord America avevano ridotto il rovereto a boscaglia mista. Passato alla Regione, il bosco è stato trasformato poco alla volta, favorendo le roveri migliori e togliendo spazio alle altre specie.
Nel bosco ci sono zone di robinie, zone di querce e carpini da collina e, accanto al parcheggio, un gruppo di conifere piantate dall'uomo, pino strobo e abete di Douglas. Le zone in quota sono coperte da carpineto con ostria, nelle vicinanze dell'ingresso di Craoretto, e da rovereto collinare; l'area pianeggiante ha un prato arborato con pioppo nero, robinia e ontano nero. Cerro, quercia, faggio, carpino, tiglio, ciliegio e acero formano una vegetazione che conferisce al bosco un carattere sempre mutevole secondo le stagioni. A fine inverno e in primavera fioriscono bucaneve, croco, primule, violette, polmonaria e dente di cane, e c'è l'elleborina, che in regione si trova nei boschi dei Colli Orientali, delle Valli del Natisone e del Carso montano.
Il Cerro Gigante ha un'età di oltre 200 anni, una circonferenza di 3,50 metri e un'altezza di oltre 25 metri. Troneggia al limite della proprietà Costantini, già casa della poetessa friulana Graziella Noacco, che tanto ha scritto sul «suo bosco».
Caprioli, picchi e salamandre
Fra gli uccelli ci sono quelli stanziali che nidificano nel bosco, come la poiana, lo sparviere, il pettirosso e il picchio rosso; quelli che migrano, come il regolo e il ciuffolotto; e quelli che migrano e tornano a nidificare qui, come il rigogolo, il picchio muratore, l'usignolo e il gufo.
I mammiferi vanno dal capriolo e dal cinghiale alla faina, al tasso, alla volpe, allo scoiattolo e al ghiro, e con un po' di fortuna è possibile scorgere anche il gatto selvatico. I caprioli si possono scorgere alle prime ore dell'alba o al tramonto, i cinghiali solo di notte, quando lasciano le tane in cerca di cibo.

Dove c'è più acqua, vicino ai ruscelli, si trovano rospi, rane, ramarri, salamandre pezzate, orbettini, ululoni dal ventre giallo e raganelle. Nei corsi d'acqua, molto puliti, si trova anche il gambero di fiume.
Sentieri, ponticelli e la panchina dei libri
Il parco ha tre ingressi: quello principale di Spessa, con un ampio parcheggio e i pannelli informativi, e due secondari, Craoretto e Gramogliano, che si trovano nella zona in quota del bosco. I sentieri sono sterrati e adatti sia alle camminate sia alla mountain bike; per la maggior parte sono pianeggianti, segnalati da cartelli e mappe, e adatti anche ai passeggini. Complessivamente si possono percorrere circa 4,5 chilometri: l'anello più lungo corre lungo i limiti del parco, e vicino agli ingressi secondari alcuni tornanti portano alle quote più alte, con vedute sul bosco.
I rivoli si superano su ponticelli in legno, e i percorsi più suggestivi sono quelli da cui si vedono scorci sui vigneti dei Colli orientali; un belvedere si affaccia sui vigneti di Prepotto e sulle colline cividalesi. I sentieri vicino al Rio Cornizza hanno numerosi punti picnic e barbecue. L'area pianeggiante ha un centro visite, le tabelle sulla flora e sulla fauna, i servizi igienici, i giochi in legno, un percorso ginnico e la zona per grigliare, delimitata da una staccionata; lungo i sentieri non ci sono cestini per l'immondizia, che si trovano solo vicino all'ingresso.
Vicino alla capanna del centro visite c'è la panca del book sharing, ricavata dal tronco di un cedro del Parco Rizzani di Pagnacco. Il 10 agosto 2017 un vento violentissimo spazzò la regione e abbatté migliaia di piante, e il legno servì per tavoli e panche nei parchi del Friuli Venezia Giulia: dal cedro, lavorato dalla Falegnameria regionale di Fusine, sono nate due panchine per il book sharing, una qui e l'altra al Parco Piuma di Gorizia. Contengono dei libri da leggere sul posto, portare a casa o sostituire con altri.
La polveriera e l'eccidio di Porzûs
Occupando una zona strategica vicino al confine con la Slovenia, durante la Seconda guerra mondiale il bosco fu scelto per una imponente polveriera: percorrendo le stradine del parco si notano ancora gli slarghi dove erano collocati i depositi degli esplosivi.
Tra il 7 e il 18 febbraio 1945 diciassette osovani, e una di loro era una donna, vennero ammazzati da altri partigiani, quasi tutti dei Gap, comandati da Mario Toffanin detto «Giacca»: è l'eccidio di Porzûs, la strage più grave che la Resistenza abbia compiuto contro sé stessa. Alle malghe di Topli Uorch morirono subito il comandante Francesco De Gregori, «Bolla», e tre compagni; gli altri tredici, giudicati in fretta, furono fucilati nei giorni dopo poco lontano, fra Bosco Romagno, Ronchi di Spessa, Restocina e Rocca Bernarda.
A metà giugno furono i familiari a trovare i corpi degli uccisi nel Bosco Romagno, e il 21 giugno 1945 Cividale del Friuli celebrò il loro funerale. Proprio di fianco all'ingresso principale c'è una lapide in ricordo delle vittime, e il bosco ha anche il cippo Ai Martiri della Osoppo; d'estate l'Associazione Partigiani Osoppo-Friuli organizza un incontro al Bosco Romagno per ricordare gli osovani uccisi qui.
Guido Pasolini, il partigiano «Ermes»
Fra i prigionieri c'era Guido Pasolini, fratello di Pier Paolo, nato nell'ottobre del 1925 e arrivato alle malghe il 6 febbraio con un gruppetto di osovani. Condotto a Bosco Romagno, riuscì a fuggire mentre scavava la propria fossa. Colpito da un colpo di fucile, arrivò a Sant'Andrat dello Judrio e poi a Quattroventi, dove il farmacista lo medicò; poi continuò a piedi fino a Dolegnano, e lì una donna anziana, Libera Piani, gli diede caffellatte e grappa.
Fu arrestato di nuovo dal partigiano Mario Tulissi e riportato a Bosco Romagno, dove lo fecero distendere sulla fossa scavata prima. Il 12 febbraio 1945 un colpo alla nuca pose fine alla vita del partigiano «Ermes», che non aveva ancora compiuto vent'anni. Pier Paolo e la madre Susanna ebbero la conferma della morte il 2 maggio, e Pier Paolo scrisse al fratello una lettera che comincia così: «Caro Guido, ora che so che tu sei morto mi pare di conoscerti veramente; e so cosa vuol dire il nome fratello».
Domande frequenti
Dove si trova il Bosco Romagno?
Il Bosco Romagno si trova sui Colli Orientali, in provincia di Udine, nei comuni di Cividale del Friuli, Corno di Rosazzo e Prepotto; l'ingresso principale è a Spessa.
Da dove viene il nome Bosco Romagno?
Il nome Bosco Romagno è di epoca longobarda e richiama il bosco degli Arimanni, gli uomini liberi che abitavano quest'area e la proteggevano.
Che cosa è successo nel Bosco Romagno nel 1945?
Nel febbraio 1945, nei giorni dell'eccidio di Porzûs, nel Bosco Romagno furono fucilati partigiani della Osoppo catturati alle malghe, fra cui Guido Pasolini; una lapide e un cippo ricordano le vittime.
Il Bosco Romagno è adatto ai bambini?
Il Bosco Romagno ha giochi per bambini, aree picnic e sentieri in gran parte adatti ai passeggini, per circa 4,5 chilometri di percorso.