🌿 Natura & Wildlife · 4 min di lettura

L'Oasi dei Quadris di Fagagna: le pozze quadrate della torba del conte Asquini, le cicogne bianche tornate sui campanili e l'ibis eremita dal becco da maschera veneziana

L'Oasi dei Quadris di Fagagna, nata dalle cave di torba e argilla: la colonia di cicogne bianche, l'ibis eremita, i cavalli Konik e le pozze quadrate.

L'Oasi dei Quadris, meglio conosciuta come Oasi delle Cicogne, è situata a nord di Fagagna, tra i colli morenici del Friuli centrale. È la sede dei progetti di reintroduzione della cicogna bianca e di tutela dell'ibis eremita, attorno a pozze quadrate nate dall'estrazione della torba e dell'argilla.

Una bassura del ghiacciaio del Tagliamento

L'origine geologica dell'Oasi è dovuta all'azione del ghiacciaio del Tagliamento, che durante le glaciazioni quaternarie scese a più riprese dalle Alpi, depose i suoi detriti e scavò fosse e avvallamenti. La zona dei Quadris costituiva una di queste bassure intermoreniche: riempita dalle acque di fusione del ghiacciaio e da quelle meteoriche, si trasformò in uno o più bacini lacustri, dove un pH leggermente acido ha permesso la formazione della torba.

La zona umida si colloca tra il torrente Lini e le due strade provinciali per Majano e Caporiacco. Il sito dei Quadri di Fagagna fa parte della rete Natura 2000, ed è sia Zona speciale di conservazione sia Zona di protezione speciale.

Il conte Asquini, la torba e la Nuova Olanda

Le vicende della zona paludosa ebbero inizio nella seconda metà del Seicento, con l'alienazione dei terreni comunali ai privati da parte della Repubblica di Venezia. Circa un secolo dopo il conte Fabio Asquini, nipote del primo acquirente, iniziò lo sfruttamento razionale delle risorse del territorio: individuò nella torba un combustibile alternativo allo scarso legname, divise la palude in lotti e realizzò fossi per lo scolo delle acque, e all'impresa venne dato il nome di Nuova Olanda.

Il terreno fu sfruttato tra il Settecento e il Novecento: prima per la torba, poi per l'argilla del terreno sottostante, compressa in mattoni e cotta in una fornace interna all'area. Le buche di estrazione erano quadrangolari, e dalla loro forma nacque il toponimo Quadris, che in friulano significa quadrati. Le cave furono riempite dall'acqua piovana e, sino agli anni Sessanta, dal rio Lini; da allora le pozze sono alimentate esclusivamente da acqua piovana.

L'Oasi dei Quadris di Fagagna: le pozze quadrate della torba del conte Asquini, le cicogne bianche tornate sui campanili e l'ibis eremita dal becco da maschera veneziana - Natura & Wildlife in Friuli Venezia Giulia

Dalla discarica all'oasi di Perco

Intorno al 1960 una parte dei Quadris, fino ad allora dei conti Asquini, venne venduta al Comune e, per circa due decadi, fu utilizzata come discarica. Nei primi anni '80 l'amministrazione comunale acquisì le rimanenti pozze, e il dottor Fabio Perco propose e seguì la realizzazione di un'oasi naturalistica: la Pro Loco, l'associazione dei cacciatori, la Comunità collinare e i volontari diedero origine all'Associazione Amici dell'Oasi dei Quadris, che gestì la neonata oasi a partire dal 1989.

I trenta scavi regolari a pianta quadrata si sono naturalizzati, formando praterie umide con salici, ontani neri e farnie; l'ambiente umido favorisce libellule, tritoni crestati, ululoni gialli e diversi tipi di rane.

Le cicogne bianche e l'ibis eremita

Sotto la guida di Perco partì il progetto Cicogna Bianca, per la reintroduzione di questo animale autoctono. La colonia stanziale viene creata tenendo per tre anni i piccoli di cicogna nella voliera, e le giovani cicogne vengono liberate ai primi di marzo; tutti i piccoli nati al di fuori della voliera sono lasciati liberi di migrare, e svernano in Africa per poi tornare a nidificare a Fagagna, sui tetti e sui campanili della zona. All'Oasi è presente una comunità di circa cento cicogne, di cui settanta stanziali e trenta migranti.

Presso l'Oasi è attivo anche un progetto di conservazione dell'ibis eremita, l'uccello dal becco di maschera veneziana, a gravissimo rischio di estinzione: nel '92 nacquero i primi esemplari in cattività, e la comunità stabile conta circa novanta esemplari che nidificano ogni anno liberi. Nel 2014 arrivarono anche i cavalli Konik, discendenti del Tarpan, il cavallo selvatico europeo estinto.

Domande frequenti

Perché l'oasi si chiama dei Quadris?

L'oasi si chiama dei Quadris perché le buche per l'estrazione della torba e dell'argilla erano quadrangolari: in friulano quadris significa quadrati.

Come sono tornate le cicogne a Fagagna?

Le cicogne sono tornate a Fagagna con il progetto Cicogna Bianca guidato da Fabio Perco: i piccoli passano tre anni in voliera e poi vengono liberati, e i nati in libertà migrano in Africa e tornano a nidificare.

Quali animali vivono all'Oasi dei Quadris?

All'Oasi dei Quadris vivono le cicogne bianche, l'ibis eremita, i cavalli Konik, anatre e oche, tritoni crestati, ululoni gialli e rane.