La Grotta Gigante è una grotta carsica sull'altipiano del Carso, esplorata nel 1840 e aperta al turismo dal Club Touristi Triestini già nel 1908. La sua Grande Caverna, alta 98,5 metri, è inserita nel Guinness dei primati dal 1995, e ospita i pendoli geodetici più lunghi del mondo.
Dieci milioni di anni e un crollo: come è nata la Grande Caverna
Le rocce calcaree del Carso si sono formate tra i 100 e i 30 milioni di anni fa, per il lento accumulo di sedimenti sui fondali di antichi mari caldi e poco profondi, e sono emerse circa 20-30 milioni di anni fa. La Grotta Gigante, la cui origine viene fatta risalire ad almeno una decina di milioni di anni fa, è un tratto ancora visibile di un'antica galleria fluviale, e i corsi d'acqua l'hanno abbandonata in un'epoca risalente ad almeno cinque milioni di anni fa.
La Grande Caverna deve la sua origine e la sua ampiezza al crollo di un diaframma di roccia che separava due gallerie sovrapposte: una colossale frana databile a circa 500.000 anni fa. Da allora sono cresciute le concrezioni: fra le stalagmiti, che crescono a una velocità media di 1 mm ogni 15-20 anni, spicca la Colonna Ruggero, alta 12 metri e formatasi in circa 200.000 anni.
Le misure della caverna più grande
Tre accessi naturali confluiscono in un'enorme caverna sotterranea che misura 98,5 metri in altezza, 167,6 metri di lunghezza e 76,3 metri in larghezza, per un volume di circa 365.000 metri cubi. L'ingresso si trova a 274 metri sul livello del mare, mentre il fondo della caverna è a 160,5 metri.
Dalla Grande Caverna si diparte un profondo ramo laterale, una serie di pozzi carsici verticali comunicanti, il cui fondo si trova alla profondità di 250 metri sotto la superficie. È una grande grotta turistica che contiene la sala naturale più grande al mondo, ed è inserita nel Guinness dei primati dal 1995.
Dalle frecce del Neolitico al Club Touristi Triestini
La galleria che fa da uscita del percorso ha restituito reperti di varie epoche: punte di freccia e raschietti in selce del tardo Neolitico, un pugnale e vasellame dell'Età del bronzo, tre monete romane del primo secolo d.C. e cocci medievali. Il primo a calarsi nel profondo dirupo della Grande Caverna fu, nel 1840, l'ingegnere montanistico Anton Friedrich Lindner, che esplorava le cavità del Carso alla ricerca di riserve d'acqua per Trieste.
Nel 1890 una nuova spedizione scoprì due nuovi ingressi, e tra il 1905 e il 1908 si costruì il primo percorso turistico. Dopo il passaggio delle Grotte di Postumia alla Jugoslavia, nel 1947, la grotta ricevette un forte impulso turistico; fino al 1957 l'illuminazione era a lampade ad acetilene. Nel 1997 fu costruito il percorso di risalita, nel 2005 il Centro accoglienza visitatori col Museo scientifico speleologico, nel 2007 si concluse l'esplorazione del ramo dedicato allo speleologo Giorgio Coloni, e nel 2009 fu rinnovata l'illuminazione. La gestione turistica è affidata alla Commissione Grotte «E. Boegan» della Società Alpina delle Giulie, la sezione di Trieste del CAI.
Il percorso di 850 metri
Il percorso attrezzato è lungo 850 metri e scende a 101 metri sotto la superficie; le visite guidate durano circa un'ora e la temperatura nella grotta è costante tutto l'anno, 11 °C. Dopo la Grande Caverna si prosegue verso la Sala dell'Altare, da cui si scorge l'ingresso del ramo Coloni, e con il panoramico Sentiero Finocchiaro e la Galleria Artificiale si arriva al Belvedere, dove si può toccare la volta della Grande Caverna e vederne il fondo 100 metri più sotto.
I pendoli geodetici più lunghi del mondo
Nella grotta sono ospitati i pendoli geodetici più lunghi del mondo, usati dal Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell'Università degli Studi di Trieste per monitorare i movimenti della crosta terrestre: le maree terrestri, i movimenti tettonici delle placche e le vibrazioni dei terremoti che avvengono anche all'altro capo del mondo.
Completano la stazione geofisica una coppia di clinometri e i sismometri del Centro per le ricerche sismologiche dell'OGS. L'Università di Trieste studia anche l'idrologia sotterranea del Carso, il Museo civico di storia naturale di Trieste la fauna, e l'ARPA la concentrazione di gas radon nell'aria della caverna.
Domande frequenti
Quanto è grande la Grotta Gigante?
La Grande Caverna misura 98,5 metri in altezza, 167,6 metri di lunghezza e 76,3 metri in larghezza, per un volume di circa 365.000 metri cubi; è nel Guinness dei primati dal 1995.
Come si visita la Grotta Gigante?
Con una visita guidata di circa un'ora lungo un percorso attrezzato di 850 metri, che scende a 101 metri sotto la superficie; nella grotta ci sono 11 °C tutto l'anno.
A che cosa servono i pendoli della Grotta Gigante?
Sono i pendoli geodetici più lunghi del mondo: l'Università di Trieste li usa per misurare i movimenti della crosta terrestre, dalle maree terrestri ai movimenti delle placche fino alle vibrazioni dei terremoti lontani.