Da Ponte San Quirino, passando sotto il centro storico di Cividale del Friuli e fino ai campi di Premariacco e Firmano, il Natisone corre dentro una forra spettacolare. Sulla gola passano i ponti che hanno segnato la storia della città.
La gola scavata nel conglomerato
L'ha scavata il fiume stesso, in tempi geologici, nei vecchi strati di detriti portati e depositati dalle piene. Fra quei detriti abbondano i conglomerati: sassi più o meno tondi, grandi come ghiaia, incollati fra loro fino a diventare roccia. Lo spettacolo sta nelle tracce dell'acqua, piccole e grandi, una dopo l'altra: marmitte scavate nella pietra e ripari sotto le pareti. Le gole più profonde si aprono presso Vernasso e Ponte San Quirino.
Qui nel Natisone confluiscono diversi affluenti: da sinistra l'Alberone e il Lesa, da destra il rugo Emiliano. La campagna circostante, laddove non urbanizzata e intensamente coltivata, ospita ancora alcuni esempi di prati stabili dei suoli alluvionali magri, con una flora ricca e diversificata e molte orchidee. I punti panoramici più facilmente raggiungibili sono i ponti esistenti sul Natisone: a Cividale il Ponte del Diavolo e il nuovo ponte, poi San Quirino e il ponte romano di Premariacco.
Un fiume antico e una rupe che frana
Il nome del fiume era già noto in epoca classica: Plinio il Vecchio lo chiama Natisa nella Naturalis historia. Anche Paolo Diacono, raccontando nella Historia Langobardorum la battaglia del 670 fra il duca longobardo Vectari e le milizie slave, parla di un ponte sul Natisone vicino a Cividale.
Sul margine estremo dello strapiombo sorge l'Oratorio di Santa Maria in Valle, noto come Tempietto Longobardo (VIII secolo), sito tutelato dall'UNESCO dal 2011. Le sponde, in origine, arrivavano più avanti verso il centro dell'alveo: i terremoti del 1222 e, più radicalmente, del 1511 hanno innescato il collasso di ampie porzioni di rupe, che precipitarono nel letto del Natisone.
Il Ponte del Diavolo, un cantiere che non finiva mai
Prima del Ponte del Diavolo c'era un ponte di legno, che la corrente danneggiava di continuo e che andava sempre riparato. Il ponte in pietra fu progettato da Iacopo Dugaro da Bissone, e la sua costruzione iniziò nel 1442. I lavori incontrarono diversi ostacoli e procedettero solo lentamente: Dugaro morì nel 1445, il suo collaboratore Erardo da Villaco morì anch'egli a opera non terminata, e il cantiere si protrasse sin quasi all'inizio del XVI secolo. Il ponte fu lastricato nel 1558 e restaurato nel 1689 e nel 1836.

Il ponte ha due grandi archi, costruiti intorno alla metà del XV secolo. Sotto la parte centrale del ponte, alto quasi 23 metri, c'è un grande masso, la fuiazze, su cui poggia uno dei tre piloni: è lui a rendere il ponte storto, con un arco di 22 metri e l'altro di 19.
Il 1917, la ricostruzione e la leggenda
Il 27 ottobre 1917 il ponte venne fatto brillare con esplosivo dal Regio Esercito, durante il ripiegamento dopo la battaglia di Caporetto, per ritardare l'avanzata austro-tedesca. Venne ricostruito dagli austriaci seguendo l'aspetto originario, sotto la direzione di Anselmo Nowak, e inaugurato il 18 maggio 1918; durante la seconda guerra mondiale venne solo lievemente scalfito.
Il nome viene da una leggenda. Secondo la leggenda, per costruirlo i cividalesi si rivolsero al Diavolo. Lui disse di sì, a patto di avere l'anima del primo essere vivente che ci fosse passato sopra. I cividalesi allora accettarono e il Diavolo costruì il ponte in una sola notte; la mattina, però, fecero attraversare il ponte a un animale, un cane, un gatto o un maiale secondo le versioni. Secondo un altro racconto il Diavolo diede solo una mano, mettendo lui il masso in mezzo al fiume su cui poi si alzò il ponte.
San Quirino e il ponte romano di Premariacco
A nord-est, lungo l'asse viario che conduce a Caporetto, c'è il ponte di San Quirino: un cantiere strategico avviato nel 1486, che subì il collasso dei piloni a causa delle piene nel 1501 e fu ripristinato solo nel 1505. Qui, dove al Natisone si unisce il torrente Azzida, la falesia di Ponte San Quirino nasce nei primi mesi del 1991 ad opera di alcuni arrampicatori cividalesi, attratti dalle impressionanti pareti a picco sul Natisone. Si arrampica sui sassi «incollati» tipici del conglomerato calcareo, su vie di 20-22 metri, sempre verticali o strapiombanti.
A sud-ovest si trova il ponte romano di Premariacco. In questa strettoia un preesistente guado in pietra venne demolito per direttive belliche nel 1418; rimpiazzato provvisoriamente da un impalcato ligneo, fu in seguito ricostruito in muratura per volere e capitali della casata nobiliare dei Mangilli, che acquisì i diritti di riscossione del dazio sulle merci in transito.
Domande frequenti
Dove si trova la forra del Natisone?
Lungo il Natisone, da Ponte San Quirino fino ai campi di Premariacco e Firmano, passando sotto il centro di Cividale del Friuli.
Quando fu costruito il Ponte del Diavolo?
La costruzione iniziò nel 1442 su progetto di Iacopo Dugaro da Bissone e procedette lentamente; fatto brillare nel 1917, il ponte fu ricostruito seguendo l'aspetto originario e inaugurato nel 1918.
Perché si chiama Ponte del Diavolo?
Per una leggenda: il Diavolo lo avrebbe costruito in una sola notte in cambio dell'anima della prima creatura che lo avesse attraversato, ma i cividalesi vi fecero passare un animale.
Di che roccia è fatta la forra?
Soprattutto di conglomerati, rocce sedimentarie con elementi arrotondati del diametro della ghiaia cementati fra loro, modellati dall'acqua in marmitte e ripari sotto roccia.