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La Foresta di Tarvisio, mille anni di bosco: il dono di Enrico II al vescovo di Bamberga nel 1007, il gallo cedrone e gli abeti di risonanza

La Foresta di Tarvisio, circa 24.000 ettari fra Alpi Carniche e Giulie: donata nel 1007 al vescovo di Bamberga, con abeti di risonanza e il gallo cedrone.

La Foresta di Tarvisio si estende per circa 24.000 ettari, in un perimetro di 168 chilometri, fra i territori di Tarvisio, Malborghetto-Valbruna e Pontebba. È la più grande foresta demaniale d'Italia e si stende tra le Alpi Carniche, le Alpi Giulie e le Caravanche, al confine con Austria e Slovenia.

Tre valli e tre confini

Il territorio della Foresta coincide con quello dei comuni di Pontebba, Malborghetto-Valbruna e Tarvisio. Comprende la Val Canale, con il fiume Fella da Pontebba verso Tarvisio; il Rio Vaisonz, dal territorio di Coccau verso Fusine in Valromana e i suoi due laghi; e il torrente Slizza, da Coccau e Tarvisio verso Cave del Predil, con il lago del Predil. Il rilievo più importante è lo Jof di Montasio, 2753 metri, e il punto più basso è nelle gole dell'Orrido dello Slizza, a circa 670 metri.

All'interno lo Stato e la Regione hanno protetto le piccole riserve dei Laghi di Fusine, del Rio Bianco e del Cucco. Sopra i 1700 metri le formazioni forestali cedono il passo agli arbusteti.

Il dono di Enrico II e i Bamberga

Le prime notizie storiche risalgono all'anno 1007, quando l'imperatore di Germania Enrico II il Santo concesse la foresta al vescovo di Bamberga, in Baviera: i boschi erano chiamati Signoria Federaun, dal nome di un castello vicino a Villach. Nel 1759 il comprensorio passò a Maria Teresa, imperatrice d'Austria, e nel 1886 la foresta fu ceduta al Fondo di religione carinziano.

Alla fine della prima guerra mondiale, in base al trattato di Saint-Germain-en-Laye del 10 settembre 1919, il patrimonio passò allo Stato italiano. Nel 1929 la foresta fu consegnata a un'azienda gestita dalla Direzione generale del Fondo per il culto, e il 90% della sua superficie è gravata da diritti di servitù di legnatico di origine medievale. È di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno, istituito con la legge del 22 maggio 1985; la gestione, passata dalla Milizia forestale al Corpo forestale dello Stato, è di competenza del Reparto Carabinieri Biodiversità di Tarvisio.

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L'abete di risonanza

La foresta presenta principalmente l'abete rosso e alcuni esemplari di abete bianco. L'abete rosso è chiamato abete di risonanza, perché da esso si ricava il legno per la costruzione di strumenti musicali a corda di alta qualità; nella Valle degli abeti rossi di risonanza si scoprono le conifere usate da secoli dai liutai. Il piccolo coleottero bostrico attacca principalmente l'abete rosso.

Il gallo cedrone, l'aquila e lo stambecco

Il gallo cedrone è assunto a simbolo della Foresta, dove vivono anche l'aquila, il gufo reale, il gheppio e il corvo imperiale; al limite superiore del bosco si vedono il gallo cedrone e il gallo forcello, e ci sono la lepre alpina e la pernice bianca. Nei boschi abitano l'orso bruno, il cervo, il capriolo e, più in quota, il camoscio e lo stambecco, reintrodotto dalla fine degli anni '70; tra i fiori, la campanula di Zoys e la Wulfenia carinthiaca, che fiorisce nel settore carnico della foresta.

Il Masso Pirona, di 30.000 mc, è probabilmente il più grande masso erratico del settore meridionale delle Alpi, e i 25 metri della sua parete meridionale sono una palestra di roccia. Dal Museo della foresta, con il centro didattico e il giardino botanico, partono percorsi naturalistici fino alle sorgenti solforose di Bagni di Lusnizza.

Domande frequenti

Quanto è grande la Foresta di Tarvisio?

La Foresta di Tarvisio si estende per circa 24.000 ettari, in un perimetro di 168 chilometri, fra i comuni di Tarvisio, Malborghetto-Valbruna e Pontebba.

Di chi è la Foresta di Tarvisio?

La Foresta di Tarvisio è di proprietà del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell'Interno ed è gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Tarvisio.

Che cos'è l'abete di risonanza?

L'abete di risonanza è l'abete rosso della Foresta di Tarvisio da cui si ricava il legno per costruire strumenti musicali a corda di alta qualità.