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Le tredici cascate di Chiusaforte: il Fontanone di Goriuda con l'orco e i Goriuz, il Montasio da 70 metri, il Cadramazzo in due salti e la leggenda della cascata della Regina

Le 13 cascate di Chiusaforte fra Canal del Ferro e Val Raccolana: il Fontanone di Goriuda, il Rio Montasio, il Belepeit, il Cadramazzo e la Regina.

Chiusaforte ama definirsi il «comune delle cascate»: sono ben 13, o meglio 12 + 1, perché il Fontanone di Goriuda è formato da due cascate ma il sito rimane uno solo. Dai suoi monti le cascate raggiungono i fiumi di fondovalle con spettacolari scenografie.

Il Fontanone di Goriuda, l'orco e i Goriuz

Il Fontanone di Goriuda è una sorgente carsica sul versante sinistro della Val Raccolana: le acque, che si inabissano sul versante italiano del monte Canin, fuoriescono da una grotta di oltre 600 metri di sviluppo, con laghi, pozzi e sifoni. Un breve sentiero permette di camminare anche dietro alla cascata, sotto un riparo di roccia, e secondo le leggende popolari le forme dell'acqua nebulizzata sono l'incontro con i folletti che vivono nella cascata.

La leggenda narra che nella grotta vivesse un orco chiamato Goriuda, che terrorizzava gli abitanti della valle, insieme ai Goriuz, nani dispettosi che si nascondevano negli anfratti e nelle caverne della montagna. In primavera, con lo scioglimento delle nevi, se ne sente il rimbombo in tutta la vallata; e in periodi di bassa piovosità gli speleologi accompagnano piccoli gruppi all'interno della risorgiva.

Sulla strada di Sella Nevea

Sui Piani del Montasio una bellissima cascata formata dal rio Montasio, utilizzata per arrampicate invernali, si tuffa da 70 metri di altezza in un anfiteatro di dolomia, e d'estate crea una pozza a cui si accede facilmente, in un bosco di faggi, carpini e pino nero. Dal paese di Saletto si sale verso Chiout Cali e alla sua cascata, fra i salti d'acqua della Val Raccolana.

Poco distante il Rio Pliz si getta in una pozza azzurra, e lungo la strada, guardando in alto, si notano un bunker e i resti di alcune trincee della Prima guerra mondiale. Al Rio Repepeit si arriva superando il ponte romano, e subito dopo la cascata, sulla strada per Sella Nevea, si può visitare il fortino di difesa Val Raccolana.

Belepeit, Cadramazzo e la ciclovia Alpe Adria

La cascata del Rio Belepeit è formata da tre salti, rispettivamente di 70, 40 e 30 metri, e il sentiero che vi conduce si inoltra nel borgo delle case di sassi di Villanova. Per una visione più panoramica si può salire sul ponte della Ciclovia Alpe Adria, che si affaccia proprio sulla cascata.

Dalla ciclovia si scorge anche la cascata Cadramazzo, alta 85 metri: dopo un primo salto di 40 metri l'acqua rimbalza sulla roccia e raggiunge il fondo con un secondo salto di 45 metri, tanto che da una certa distanza sembrano due cascate distinte. Alla sua forra angusta si pensa si sia ispirato un giornalista del Corriere della Sera, che nel 1878 descriveva la nuova ferrovia della valle del Fella «tra montagne austere, severe».

La Regina, il Macile e le cascate dei tuffi

Il torrente Brezzi forma la cascata della Regina, che si getta da un'altezza di 10 metri in un anfiteatro di travertino. È un luogo di leggenda: si racconta dei resti di una piscina e di portoni di bronzo costruiti per dare rinfresco alla regina che talvolta passava di lì.

Scendendo verso il greto del torrente Aminis ci si trova proprio sotto la cascata; nel Rio Simon ci si può tuffare e fare canyoning, e di fronte all'abitato di Chiusaforte la cascata del Macile offre situazioni diverse, dai tuffi alle calate tecniche. A circa 150 metri dal Fontanone parte il sentiero per la cascata del Cjalderon, un percorso più impegnativo, con anche una ferratina.

Chiusaforte, la chiusa sul Fella

Chiusaforte, in friulano Scluse, fu probabile stazione romana sulla strada che da Aquileia conduceva nel Norico, ed era luogo di pedaggi per la sua strozzatura, la «chiusa», fra i monti della valle del Fella, nel cuore del Canal del Ferro e allo sbocco della Val Raccolana. Era un paesaggio dell'anima per il poeta Pierluigi Cappello, originario di Chiusaforte.

Il Comune ha realizzato una mappa delle cascate con un QR code per le coordinate GPS: l'itinerario ha il suo baricentro nel paese e si dispiega da Roveredo e Villanova, sale a Cadramazzo, poi prosegue lungo la Val Raccolana verso Sella Nevea, attraverso Chiout Cali, Saletto, Tamaroz, Piani di qua, Piani di là, Piani del Montasio e Stretti.

Domande frequenti

Quante sono le cascate di Chiusaforte?

Tredici, o meglio 12 + 1, perché il Fontanone di Goriuda è formato da due cascate: Rio Belepeit, Rio Animis, Rio Simon, della Regina, Macile, Cadramazzo, Rio Repepeit, di Chiout Cali, Rio Pliz, Rio Montasio, Fontanone di Goriuda, Bassa di Goriuda e del Cjalderon.

Si può camminare dietro la cascata di Goriuda?

Sì: un breve sentiero passa dietro alla cascata, sotto un riparo di roccia, e da lì si osservano le forme dell'acqua nebulizzata.

Qual è la cascata più alta di Chiusaforte?

Il Cadramazzo, alto 85 metri in due salti, di 40 e 45 metri; il Rio Montasio si tuffa da 70 metri e il Belepeit scende in tre salti di 70, 40 e 30 metri.