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Il Monte Santo di Lussari e il santuario dei tre popoli: le pecore inginocchiate del 1360, la Madonna portata a valle nel 1915 e i dipinti di Tone Kralj

Il Monte Santo di Lussari, 1.790 metri sopra Camporosso: il santuario dei tre popoli nato nel 1360, i dipinti di Tone Kralj e la pista Di Prampero.

Il Monte Santo di Lussari è una montagna delle Alpi Giulie di 1.790 metri, nel territorio del comune di Tarvisio, a sud della frazione di Camporosso. Non è una delle maggiori cime delle Alpi Giulie, ma deve la sua fama al santuario in vetta, meta di pellegrinaggio di tre popoli.

Una montagna con tre nomi

Il Monte Santo di Lussari si chiama Mont Sante di Lussari in friulano, Svete Višarje, «le sante alture», in sloveno e Luschariberg in tedesco. Fa parte della Catena Jôf Fuârt-Montasio, e le costruzioni attorno al santuario sono realizzate in tipico stile carinziano, in linea con quelle della sottostante Val Canale: una ventina di edifici in pietra e legno, con i tetti a forte pendenza.

Considerato il balcone delle Alpi Giulie, dalla sommità offre un ampio panorama sulla conca del tarvisiano e sulle alture circostanti: le Caravanche a nord, il gruppo del Mangart a est e quello dello Jôf di Montasio a sud. Dalla cima partono diversi sentieri, e il più noto porta alla vicina Cima del Cacciatore, a 2.071 metri.

Il pastore di Camporosso e le pecore inginocchiate

Il santuario nasce da un racconto: verso il 1360 un pastore di Camporosso aveva perso il gregge, salì a cercarlo sul Lussari e trovò le pecore in ginocchio attorno a un pino mugo, in mezzo al quale c'era una statuetta della Madonna con il Bambino. Portò la statua al parroco del paese, che la chiuse in un armadio, ma il giorno dopo la Madonna era tornata lassù, con le pecore di nuovo inginocchiate intorno.

Successe tre volte; saputa la cosa, il patriarca di Aquileia fece costruire lì una cappella. Più tardi arrivarono la canonica e le case per i pellegrini, che salirono sempre più numerosi, prima dalla valle e poi dalle regioni vicine. Della cappella originaria non vi sono più tracce: nel 1500 fu sostituita dal coro in pietra che si vede ancora, e la chiesa risale al periodo tra il 1500 e il 1600.

Dal divieto di Giuseppe II alle bombe del 1915

Nel 1786 l'imperatore d'Austria Giuseppe II vietò la celebrazione di qualsiasi funzione religiosa, e tutti gli oggetti sacri furono rimossi; il suo successore, quattro anni dopo, fece annullare l'ordinanza, e la Madonna poté tornare sul Lussari. Nel 1807 un fulmine colpì la chiesa distruggendola in parte, e i fedeli in breve tempo riuscirono a ricostruirla ampliandola.

Nel 1915 il santuario si trovò sulla linea della Grande Guerra: una bomba causò un incendio e lo distrusse, e il parroco portò la Madonna a valle, nella chiesa di Camporosso. Negli anni successivi la statua passò per diverse chiese, fra cui Villach e la chiesa dei Pellegrini della Santa Croce di Dravograd, e il 24 giugno 1925 tornò nella chiesa del Lussari, che nel frattempo era stata completamente ricostruita. Durante la seconda guerra mondiale fu di nuovo portata a Camporosso, fino all'11 agosto 1945. Nel 1960 si celebrò il sesto centenario del santuario, e nel 2000, in occasione del Giubileo, la chiesa è stata completamente ristrutturata e rinnovata.

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Tone Kralj e i dipinti della chiesa

Della chiesa più antica restano soltanto la statuetta e un rilievo annerito dal fuoco, murato nella parete est della navata. Il segno più forte sulla chiesa rifatta l'ha lasciato il pittore sloveno Tone Kralj: i primi dipinti sono del 1930-1932, e sul presbiterio tornò a lavorare fino al 1960.

Nel presbiterio si susseguono episodi della vita di Maria: l'annunciazione, la fuga in Egitto, Gesù ritrovato nel Tempio, la crocifissione e l'incoronazione. Sull'arco Kralj dipinse la Madonna con il manto aperto verso i pellegrini, e sulle pareti della navata due momenti della storia del luogo, il ritrovamento della statuetta e le distruzioni della Grande Guerra. Sono suoi anche il quadro con i santi Cirillo e Metodio accanto ai patroni di Aquileia, Ermacora e Fortunato, e una Via Crucis pensata per l'antico sentiero dei pellegrini. Le vetrate dell'abside raffigurano San Paolino, patriarca di Aquileia, e San Benedetto, patrono d'Europa.

La chiesa dei tre popoli

Il santuario, dedicato a Santa Maria in Excelsis, è chiamato la chiesa «dei tre popoli»: ci salgono in pellegrinaggio i tre mondi che qui si toccano, quello germanico di lingua tedesca, quello romanzo del friulano e dell'italiano e quello slavo dello sloveno. Già nel XVI secolo il monte era meta di pellegrinaggi dei tre popoli, e i vescovi istituirono i Pellegrinaggi dei Tre Popoli, con la messa in italiano, sloveno e tedesco. La preghiera alla Regina d'Europa lo dice così: «O Regina del Monte Santo di Lussari, che da oltre seicento anni vegli dal luogo dove s'incontrano i tre popoli d'Europa: il latino, lo slavo ed il tedesco, conserva il tesoro della pace».

Il Lussari è il punto simbolo della Romea Strata, la via dei pellegrini che dall'Europa centro-orientale scendevano verso Roma, ed è la meta del Cammino Celeste: i suoi tre rami, da Aquileia, da Maria Saal in Austria e da Brezje in Slovenia, si riuniscono a Camporosso.

La telecabina e la pista Di Prampero

Da Camporosso, a 805 metri, parte una telecabina che in poco più di 15 minuti porta a quota 1.760 metri, ai piedi del borgo e all'inizio delle piste. A piedi si sale con il Sentiero del Pellegrino, il sentiero CAI 613, che parte anch'esso da Camporosso e attraversa la foresta di Tarvisio.

Il Lussari è anche una stazione sciistica: da dicembre ad aprile la telecabina porta gli sciatori sulle piste, come la Di Prampero, lunga 3.920 metri con un dislivello di 940 metri, e l'Alpe Limerza. La Di Prampero è stata teatro di numerose gare di Coppa Europa e ha ospitato la Coppa del Mondo di sci alpino femminile nel 2007, nel 2009, nel 2011 e nel 2026. Nel 2023 il Giro d'Italia vi ha portato la cronoscalata da Tarvisio al santuario, oltre 18 chilometri, vinta dallo sloveno Primož Roglič, che in vetta indossò la maglia rosa.

Domande frequenti

Perché il santuario del Lussari si chiama dei tre popoli?

Il santuario del Lussari si chiama dei tre popoli perché è meta di pellegrinaggio per le tre stirpi linguistiche confinanti: germanica, romanza e slava, cioè per austriaci, italiani e sloveni, e la messa si celebra in italiano, sloveno e tedesco.

Come si sale sul Monte Lussari?

Sul Monte Lussari si sale con la telecabina che parte da Camporosso e porta a quota 1.760 metri in poco più di 15 minuti, oppure a piedi con il Sentiero del Pellegrino, il CAI 613.

Qual è la leggenda del Monte Lussari?

Secondo la leggenda, nel 1360 un pastore di Camporosso trovò le sue pecore inginocchiate attorno a un cespuglio con dentro una statua della Madonna col Bambino; portata a valle, la statua tornò per tre volte sul monte, e il patriarca di Aquileia vi fece costruire una cappella.

Chi ha dipinto l'interno del santuario del Lussari?

Il pittore sloveno Tone Kralj: i primi dipinti sono del 1930-1932, e sul presbiterio lavorò fino al 1960.