Ravascletto è un comune della regione storica della Carnia, in provincia di Udine, con le frazioni di Salars e Zovello. Fa parte del club dei borghi autentici d'Italia, conserva case carniche fra il Cinquecento e il Settecento, e dal paese parte la funivia dello Zoncolan.
Il Canale di Monaio fra Arvenis e Crostis
Ravascletto, Ravasclêt in friulano e localmente anche Monai, nei documenti antichi Monajo, si allunga in catena sul versante a solatio della faglia che separa i massicci del monte Arvénis, a sud, e del monte Crostis, a nord. La faglia ha dato origine a due vallate che si dipartono in direzioni opposte dalla morbida altura della Sella Valcalda, a 959 metri: l'una volta ad occidente e solcata dal torrente Margò, con il capoluogo, le borgate di Stalis e Palù e la frazione di Salars, l'altra verso oriente e percorsa dalla Gladegna, con la frazione di Zovello. Anticamente le due valli insieme si chiamavano Canale di Monaio, in friulano Cjanâl di Monai.
L'origine del friulano Ravasclêt è da ricollegarsi al fitonimo latino robusculetum, ossia «luogo ove cresce una pianta spinosa, un piccolo rovo», e la più antica attestazione è una pergamena del 1281 con il nome di Rovoscleti. Zovello, cioè Zuviél, viene da zôf, che in friulano è il giogo, il valico di montagna, e ne è il diminutivo; Salârs vuol dire sia solaio sia luogo al sole. Per tutto l'evo moderno le tre comunità appartennero, come il resto della Carnia, alla Repubblica di Venezia. Il comune nacque nel 1806, con le leggi dell'età napoleonica; Zovello, che in un primo tempo era stato dato a Cercivento, ne fece parte dal 1815. Fra le montagne di Ravascletto ci sono anche due minuscoli laghi alpini, quelli di Crasulina e di Taront.
Le cjase di pietra e le chiese
Il tratto più caratteristico di Ravascletto è la sua architettura rurale, concentrata soprattutto nelle borgate di Som La Vila, Salars e Zovello. Le cjase tipiche carniche, fra il Cinquecento e il Settecento, si distinguono per i portoni ad arco, i ballatoi in legno, le bifore in facciata e il fogolâr interno, e alcune recano ancora la data di costruzione incisa sulla pietra.
La Cjasa da Colauda, del 1571, è la più antica del territorio, a Som La Vila; la Cjasa dal Bastian, del 1740, è un raro esempio di casa padronale settecentesca; la Cjasa in Luc, del 1761, ha portone ad arco e bifore sovrapposte; a Salars la Cjasa da Duga è del 1708. A Zovello la Cjasa dal Parigin porta l'affresco del Leone di San Marco, segno dell'influenza veneziana. Fra le altre case in stile tipico ci sono la casa «di Baldisâr» a Ravascletto, la casa «dal çuet da Paca» a Salars e la casa «delle bombe» a Zovello: è per queste borgate, con case, fienili, stavoli e chiese rimasti intatti, che Ravascletto fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.
La parrocchiale di San Matteo è citata per la prima volta nel Trecento, ma nelle forme attuali risale al XVIII secolo: dentro ci sono due grandi tele, l'Ultima Cena e la Discesa dello Spirito Santo, e un trittico cinquecentesco della Madonna con Bambino e Santi. Del XVIII secolo è anche la chiesa di Santo Spirito.

La chiesa di Sant'Andrea di Zovello è del XIV secolo, con interventi e rimaneggiamenti fino al XX, e custodisce statue lignee e tavole dipinte del XVII secolo. La chiesa di San Giovanni a Salars, di origine seicentesca e ricostruita nell'Ottocento, sta di fronte alla Cjasa da Duga.
Due parlate, monean e zovelan
Il friulano di Ravascletto appartiene al carnico della bassa Val di Gorto, ma dentro lo stesso comune se ne parlano due versioni. Nel capoluogo e a Salars c'è il monean: le parole che vengono dalla prima declinazione latina finiscono in -a al singolare e in -es al plurale, la cjasa, las cjases. Di questa parlata si conosce anche una forma più vecchia, quella che don Leonardo Morassi usò nelle sue prose dell'Ottocento. Zovello invece ha la sua, lo zovelan (si pronuncia «giovelàn»), che conserva finali più antiche, -a e -as: la cjasa, las cjasas.
Dalla seggiovia del 1949 alla funivia dello Zoncolan
A Ravascletto fin dagli anni '20 c'è stata la pratica dello sci. La prima seggiovia, il «Cuél Pìciul», arrivò nel 1949: portava sciatori alla pista del «Canalone», diventata l'ultimo tratto della discesa di ritorno dallo Zoncolan. Aveva seggiolini da una persona, sostituiti nel 1976 da seggiolini doppi, e si racconta che nessun impianto a fune del Friuli Venezia Giulia sia più vecchio. Nel 1975 entrò in servizio la prima funivia Ravascletto-Zoncolan, del tipo «va e vieni», con cabine da 40 persone, che dal centro del paese raggiunge la cima a 1740 metri. D'inverno si scende con la pista Lavet-Canalone, che dalla cima dello Zoncolan torna a Ravascletto superando più di 800 metri di dislivello; d'estate lassù c'è un Bike Park all'aperto, e i sentieri segnalati portano verso malghe e rifugi.
La Panoramica delle Vette sul Monte Crostis
Dalla Sella Valcalda parte la Panoramica delle Vette, la strada comunale che sale sul Monte Crostis e collega Ravascletto a Tualis di Comeglians: è lunga 35 km, di cui sette sul filo dei duemila metri, ed è la strada carrozzabile più alta del Friuli Venezia Giulia. Fu costruita fra le due guerre. Da Ravascletto sono 10,2 km di salita costante al 9-10% fino all'inizio della traversata, e da questo lato la strada è più lunga e ha tratti non asfaltati; dal versante di Comeglians si sale sull'asfalto fino al Rifugio Chiadinas, a 1934 metri.
Dal rifugio la strada si fa sterrata e taglia a mezzacosta il pendio: quasi in piano, con dolci saliscendi, ma senza parapetto. È aperta solo d'estate, a piedi, in bicicletta, in auto e in moto, e il giro intero ad anello è per ciclisti allenati. Lo sguardo spazia sulla Val Degano, sulla Val But, sullo Zoncolan e sulle Alpi Giulie, fino al Großglockner in Austria.
Dal Chiadinas il sentiero CAI 151 sale fra pendii verdi e rocce rosso-verdastre fino alla croce di vetta del Crostis, accompagnato dal fischio delle marmotte: dalla cima si vedono il gruppo Coglians-Chianevate, la Creta di Collina, il Pal Piccolo e il Pal Grande, e più lontano il Montasio e lo Jôf Fuart. Nella chiesa di Tualis, all'altro capo della strada, ci sono due statue di Michael Parth.
Le cidules, la vecja e la tavola
Fra le tradizioni c'è il lancio das cidules, di origine celtica, con il lancio di dischi di legno infuocati da parte dei giovani del paese, e a metà Quaresima il rogo della vecja, il fantoccio della vecchia bruciato in piazza. I cjarsòns, ravioli dal ripieno dolce-salato, sono il piatto simbolo della Carnia, e il frico è onnipresente nei menu locali.
Domande frequenti
Dove si trova Ravascletto?
Ravascletto si trova in Carnia, in provincia di Udine, sul versante al sole fra il monte Arvenis e il monte Crostis, attorno alla Sella Valcalda.
Qual è la casa più antica di Ravascletto?
La casa più antica di Ravascletto è la Cjasa da Colauda, del 1571, nella borgata di Som La Vila.
Da quando c'è la funivia dello Zoncolan a Ravascletto?
La funivia Ravascletto-Zoncolan è in servizio dal 1975; prima, nel 1949, era stata costruita la seggiovia «Cuél Pìciul».