🌊 Mare, Laguna & Costa · 5 min di lettura

In barca da Aquileia alla laguna di Grado: il Natissa, il porto fluviale romano e la via d'acqua fra le barene

Da Aquileia alla laguna di Grado lungo il Natissa: il fiume largo 48 metri in epoca romana, il porto fluviale della Via Sacra, le barene e i casoni.

Il Natissa è il fiume che attraversa Aquileia, in provincia di Udine, e dopo circa tre chilometri sfocia nella laguna di Grado. È una via navigabile per natanti con pescaggio minore di un metro: in epoca romana era largo 48 metri e aveva il grande porto fluviale della città.

Il Natissa, il fiume che attraversa Aquileia

La Natissa, di genere maschile nell'uso locale e Natisse in friulano standard, nasce ai confini fra Aquileia e Terzo di Aquileia, in località Roncùs, zona ricca di risorgive. È lungo 15 km. Passato il paese di Aquileia, al Ponte delle Vergini gli arriva l'acqua del fiume Terzo, e poco dopo entra nella laguna di Grado.

È classificato via navigabile di seconda classe: le barche che pescano meno di un metro possono andare da Aquileia e da Terzo di Aquileia fino alla laguna e al mare. Dal porto fluviale di Aquileia partono imbarcazioni a basso pescaggio, adatte ai fondali della laguna, dove i natanti con la chiglia tradizionale non arrivano.

Ai tempi dei Romani, quando il porto di Aquileia contava moltissimo, il Natissa raccoglieva l'acqua del Natisone e del Torre ed era largo 48 metri.

Il porto fluviale di Aquileia romana

Aquileia fu fondata nel 181 a.C. nei pressi del fiume Natissa, come colonia di diritto latino, e divenne una delle città più grandi e più ricche dell'Impero Romano anche grazie al commercio che arrivava e partiva per mezzo della rete stradale e del porto fluviale. I resti del grande porto, con moli, magazzini e strade che si collegavano con la città, sono costruiti su entrambe le sponde del fiume e risalirebbero fin dalla fine del II secolo a.C.; il porto fu poi ampliato e ristrutturato più volte.

A metà del I secolo d.C. lungo il porto sul fiume, a est della città, dove il Natissa era stato allargato a mano, comparvero le prime costruzioni in pietra, mentre gli attracchi erano ancora di legno; verso la fine di quel secolo tutto il porto fu rifatto in pietra. Il fiume era costeggiato da due file di banchine di 350 metri su entrambi i lati, e un lato delle banchine è ancora visibile. Quando Massimiano divenne Augusto d'Occidente, Aquileia, che Ausonio definisce la nona città dell'Impero, fu una delle sue due capitali, quale porto fluviale-marittimo sull'Adriatico e retrovia militare.

In barca da Aquileia alla laguna di Grado: il Natissa, il porto fluviale romano e la via d'acqua fra le barene - Mare, Laguna & Costa in Friuli Venezia Giulia

Il porto si raggiunge dal retro della Basilica percorrendo la Via Sacra, un viale costeggiato da cipressi che attraversa i principali siti romani; l'area archeologica dal 1998 è Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. Nel 2018 un'équipe dell'Università di Verona diretta da Patrizia Basso ha scavato nel Fondo ex-Pasqualis, all'estremità sud-occidentale della città: fra le due cinte murarie, una del IV e una del V secolo d.C., il muro più esterno aveva alcune aperture con rampe di risalita verso le piazze, con buona probabilità connesse ad approdi sul fiume.

Dal fiume alla laguna, sulla strada dei romani

La laguna di Grado è giovane: fino al V secolo qui c'era soprattutto terra asciutta, come prova la strada romana fra Aquileia e il suo porto di Grado, finita tutta sott'acqua. Nella parte ovest della laguna correvano canali che univano Grado ai porti di Aquileia: lo ha dimostrato una nave da carico romana del I secolo d.C. venuta alla luce qui.

La discesa del Natissa passa a ridosso delle barene, isolotti sabbiosi e limosi soggetti all'escursione di marea e coperti di vegetazione alofita. Lungo i canali minori si vedono cigni, folaghe, svassi e beccacce di mare, e la laguna è ricca di tamerici, olmi, pioppi, ginepri e pini. La barca di chi vive in laguna è la batèla: ha il fondo piatto e va a remi, con il rematore in piedi a poppa.

Casoni, isole e il Banco d'Orio

Andando verso il mare aperto l'orizzonte piatto è scandito dai casoni, semplici abitazioni con tetto di paglia e porta orientata a occidente, usate in passato dai pescatori gradesi; di rilievo sono le valli da pesca. Lungo i canali della laguna occidentale stanno le isole principali: la piccola San Pietro d'Orio, sede di un monastero per secoli, Gorgo, che durante la prima guerra mondiale ospitò una Stazione Idrovolanti, e Anfora, l'isola più occidentale, che nel 1866 segnò il confine tra l'Italia e l'Impero austro-ungarico e ospita il piccolo abitato di Porto Buso.

Sulle isole interne si serve il boreto alla graisana, il piatto di pesce cucinato senza pomodoro, con abbondante aglio, aceto e pepe nero. Verso il perimetro esterno della laguna le rotte incrociano il Banco d'Orio, una barriera sabbiosa naturale senza stabilimenti balneari.

Aquileia e Grado in barca e in bicicletta

La via d'acqua si unisce alla Ciclovia Alpe Adria, la FVG1. Un itinerario per famiglie di 11,8 km, senza dislivelli, va da Grado ad Aquileia sulla ciclabile lagunare, oltre il ponte translagunare che collega l'Isola del Sole alla terraferma, con la vista sul santuario di Barbana, le barene, i casoni e il borgo Belvedere, fino al foro romano. Nei mesi estivi si può rientrare a Grado con la barca che ripercorre il fiume Natissa, portando anche le biciclette.

Domande frequenti

Dove sfocia il fiume Natissa?

Il fiume Natissa, dopo aver attraversato Aquileia e ricevuto le acque del fiume Terzo, sfocia nella laguna di Grado dopo circa tre chilometri.

Dov'era il porto romano di Aquileia?

Il porto fluviale di Aquileia romana stava sul fiume Natissa, a est della città, con moli, magazzini e banchine su entrambe le sponde; i resti si raggiungono lungo la Via Sacra.

Si può andare da Aquileia a Grado in barca?

Da Aquileia a Grado si può andare in barca lungo il fiume Natissa, una via navigabile per natanti con pescaggio minore di un metro; nei mesi estivi la barca porta anche le biciclette della Ciclovia Alpe Adria.