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Visitare Cividale del Friuli in un giorno: dal Ponte del Diavolo al Tempietto Longobardo

Cividale del Friuli a piedi: il Ponte del Diavolo sul Natisone, piazza del Duomo con i suoi musei, il Tempietto Longobardo e l'Ipogeo celtico.

Cividale del Friuli, in provincia di Udine, fu capitale del primo ducato longobardo in Italia nel 568, e dal 2011 è Patrimonio dell'umanità UNESCO. A piedi si visitano il Ponte del Diavolo, piazza del Duomo, il Tempietto Longobardo e l'Ipogeo celtico, che si trovano a breve distanza l'uno dall'altro.

Il Ponte del Diavolo sul Natisone

Il giro comincia attraversando il fiume Natisone sul Ponte del Diavolo, uno dei simboli di Cividale del Friuli. Le due sponde erano unite, almeno dal Duecento, da un passaggio in legno; il ponte in pietra fu costruito a partire dal 1442, e un atto notarile lo dice lastricato nel 1501 e ancora nel 1558. Le sue estremità erano difese da torri, poi abbattute. Nel 1843, mentre si consolidava il pilone di mezzo, saltarono fuori due cippi romani, che ora stanno al museo.

Il 27 ottobre 1917, durante la disfatta di Caporetto, il ponte fu fatto saltare nel tentativo di rallentare l'avanzata del nemico, ma gli imperiali superarono il fiume la sera stessa. Lo ricostruirono i tedeschi con maestranze locali, mantenendo la struttura antica grazie ai rilievi eseguiti anni prima dall'ingegnere cividalese Ernesto de Paciani; la sede stradale fu allargata di un paio di metri, e il nuovo ponte fu inaugurato il 18 maggio 1918. Il 29 aprile 1945 i tedeschi tentarono di farlo saltare di nuovo, ma i danni furono molto limitati. Le due arcate sono diseguali, l'altezza è di 22,5 metri, e il pilastro centrale poggia su un masso naturale, sporgente quasi al centro dell'alveo.

Le vicissitudini della costruzione hanno alimentato la leggenda: il diavolo avrebbe costruito il ponte in una sola notte in cambio dell'anima del primo che vi fosse transitato, e sua madre avrebbe portato lo scoglio centrale nel grembiule. I cividalesi lo beffarono facendo passare per primo un animale, cane o gatto a seconda delle versioni.

Sulla riva sinistra, al termine del parapetto, una scalinata piuttosto ripida scende sul letto ghiaioso del fiume, da dove si guardano le due arcate dal basso; dal belvedere dietro la chiesa di San Martino si vedono invece le case, le torri campanarie e, sullo sfondo, il Matajur (m. 1641) e il Monte Nero (m. 2245).

La basilica di Santa Maria Assunta e il Museo Cristiano

Il centro della città vecchia è piazza del Duomo, sul posto dell'antico foro romano. La prima chiesa sorta in questo luogo risale all'VIII secolo, voluta dal patriarca Callisto. A metà del XV secolo la ricostruzione in stile gotico-veneziano fu affidata a Bartolomeo delle Cisterne; morto l'architetto nel 1480, la costruzione rimase incompiuta, e nel 1502 una colonna cedette provocando il crollo di buona parte della fabbrica. Pietro Lombardo realizzò allora l'attuale duomo, in stile misto gotico-veneziano e rinascimentale, e alla fine del XVIII secolo Giorgio Massari e Bernardino Maccaruzzi ne ristrutturarono l'interno.

Entrando, sopra la porta principale, si vede la statua a cavallo di Marcantonio da Manzano, capitano di Cividale caduto nel 1617 all'assedio di Gradisca: i suoi concittadini la ordinarono nel 1621, in legno laccato. Nella navata sinistra c'è un crocifisso ligneo del XIII secolo; l'altare del Santissimo Sacramento fu eseguito nel 1580 da Ercole e Orazio Liberale. Sull'altare maggiore sta la pala di Pellegrino II (1195-1204), 123 lastre d'argento dorato sbalzato con al centro una Madonna con Bambino tra gli arcangeli Michele e Gabriele e, ai lati, venticinque figure di santi. Le navate laterali ospitano anche le tele del 1546 di Pomponio Amalteo.

Dalla navata destra si entra nel Museo Cristiano, ricavato nel 1946 tra il cortile e la parete della navata. Il pezzo più importante è l'Altare di Ratchis: sul fronte Cristo in trono fra due cherubini, entro una mandorla sorretta da quattro angeli, e sui lati la Visitazione e l'Adorazione dei Magi. L'iscrizione dedicatoria colloca l'opera tra il 737 e il 744, fra l'elezione di Ratchis a duca del Friuli e quella a re dei Longobardi. Accanto c'è il Battistero di Callisto, un ottagono con sette archetti originali e uno spurio sorretti da otto colonne, decorato con animali scolpiti; su un lato del parapetto è inserito il pluteo di Sigualdo, il patriarca successore di Callisto.

Palazzi di piazza del Duomo e il Museo Archeologico

Di fronte al Duomo sorge il Palazzo Comunale. Una Casa Comunale esisteva qui già nel 1296; fu rimaneggiata nel Quattrocento e ricostruita dal 1545 al 1588, e in basso si apre con un portico ogivale; nelle travature della loggia sono dipinti gli stemmi delle famiglie nobili cividalesi. Sulla facciata di fronte al Duomo è murato un bassorilievo con il Leone di S. Marco e un'epigrafe del 1560. Davanti alla facciata principale, nel 1935, fu collocata una statua bronzea di Caio Giulio Cesare, fondatore della città, copia di una marmorea di epoca Traiana che si trova in Campidoglio a Roma.

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Nel cortile interno ci sono i resti di una casa romana del I-II secolo, portata alla luce nel 1938: ne sono stati individuati sette ambienti, e il più visibile ha un pavimento in mosaico a tessere bianche e nere.

Sulla stessa piazza si affacciano palazzo de Nordis, costruito nel tardo Quattrocento, e il Palazzo dei Provveditori Veneti, che chiude come un fondale il lato est della piazza. Eretto nel 1565 su progetto di Andrea Palladio, ospita il Museo Archeologico Nazionale, nato con Imperial Regio Decreto nel 1817. Al piano terra la sezione lapidaria segue la storia della città dal municipium di Forum Iulii alla dominazione veneziana; al piano nobile c'è la civiltà dei Longobardi, con i corredi delle necropoli cividalesi, la sepoltura di Gisulfo e la collezione di aurei longobardi della Fondazione FRIULI. Nei sotterranei si conservano i resti del Palazzo dei Patriarchi, raso al suolo per costruire il palazzo attuale; dietro il Duomo c'è anche il Pozzo di Callisto, che faceva parte del giardino del palazzo del patriarca.

Corso Mazzini, piazza Paolo Diacono e la Casa medioevale

Da piazza del Duomo si imbocca corso Mazzini, la principale via cittadina, fino a piazza Paolo Diacono, un tempo animata ogni giorno dal mercato delle erbivendole. È circondata da edifici antichi con tracce di affreschi e finestre con cornici in cotto, ed è dedicata allo storico longobardo dell'VIII secolo autore della Historia Langobardorum: la sua casa, ricordata da una lapide, sorgeva proprio in questa piazza.

Poco distante da piazza del Duomo c'è la Casa medioevale, nota come la «casa più vecchia di Cividale» o «casa dell'orefice». Datata alla metà-seconda metà del XIV secolo, doveva ospitare un laboratorio orafo, e la struttura a tre piani sembra essere quella originale: il piano terra era la bottega, il primo la camera da letto e il secondo la stanza del focolare. La casa è costruita su un edificio di pietra più vecchio, quasi certamente una torre.

Fra le vie del centro si incontrano le mura e alcune chiese: San Pietro ai Volti con una pala di Palma il Giovane, San Silvestro e San Valentino con il soffitto interamente affrescato, e San Francesco, accanto a palazzo Pontotti-Brosadola. Il palazzo, edificato nel pieno '700, conserva fra lo scalone in marmo e il salone da ballo il miglior ciclo di affreschi di Cividale.

Tempietto Longobardo e monastero di Santa Maria in Valle

Alle spalle del Duomo, dietro la chiesa di San Giovanni in Valle, si arriva in piazza San Biagio: oltre la piccola chiesa di San Biagio, con i suoi affreschi esterni e interni, un passaggio pensile sulle mura porta al Tempietto Longobardo. Nell'Alto Medioevo quest'area era la Gastaldaga, la sede del gastaldo che amministrava i possedimenti del re. Il Tempietto Longobardo, noto anche come Oratorio di Santa Maria in Valle, fu edificato nel terzo quarto dell'VIII secolo come cappella palatina della corte regia; divenne poi oratorio delle monache, finché fu ceduto al Comune di Cividale del Friuli, che dal 1893 lo aprì al pubblico con un nuovo accesso dal Natisone.

Fuori è semplice, con qualche arco cieco; dentro ci sono due ambienti, il presbiterio con tre volte a botte e una sala quasi quadrata coperta a crociera. Sulla parete occidentale, ai lati della finestra, lo stucco ad altorilievo riproduce sei figure femminili, alte poco più del reale: due in atto di devozione, le altre quattro riccamente vestite, con collare gemmato e diadema, che reggono la corona del martirio e la croce. Nell'aula restano anche un coro ligneo del XIV secolo e buona parte del pavimento marmoreo originario in opus sectile. Davanti all'edificio si vede il Natisone che scorre fra le pareti profonde e scoscese.

La visita del Tempietto comprende il monastero di Santa Maria in Valle e la chiesa di San Giovanni, il più antico edificio di culto cittadino, edificata nella prima metà del VII secolo. Nel 1841 il monastero fu affidato alle Suore Orsoline, che vi hanno vissuto fino al 1999; il chiostro ha forma irregolare, quasi a trapezio scaleno, e il porticato fu affrescato da Francesco Colussi nel 1795. Verso sud affiorano i muri più vecchi, che in parte racchiudono il Tempietto Longobardo.

Ipogeo celtico lungo via Monastero Maggiore

Via Monastero Maggiore, con il suo acciottolato irregolare, porta all'Ipogeo celtico, a monte del Ponte del Diavolo e affacciato sulla riva destra del fiume. È una serie di ambienti sotterranei scavati nella roccia con tecnica primordiale, a diversi livelli, in diramazioni approssimativamente a forma di K. Una ripida scaletta immette nella camera centrale, da cui partono tre corridoi; nelle pareti ci sono nicchie e grezzi bancali, e sopra gli ingressi tre rozzi mascheroni, simili alle têtes coupées dei complessi funerari della Francia meridionale.

La funzione originaria dell'Ipogeo celtico è ancora un quesito irrisolto. C'è chi pensa a una tomba dei Celti, e chi invece a una prigione di età romana o longobarda. Pare che l'ipogeo sia stato scavato allargando una grotta naturale nella sponda di roccia destra del Natisone; l'acqua trasuda dalla pietra porosa e bagna il pavimento.

Domande frequenti

Che cosa vedere a Cividale del Friuli in un giorno?

A Cividale del Friuli si vedono a piedi il Ponte del Diavolo, piazza del Duomo con il Duomo, il Museo Cristiano e il Museo Archeologico Nazionale, piazza Paolo Diacono, il Tempietto Longobardo e l'Ipogeo celtico.

Perché si chiama Ponte del Diavolo?

Il Ponte del Diavolo deve il nome a una leggenda: il diavolo l'avrebbe costruito in una notte in cambio dell'anima del primo che vi fosse passato, ma i cividalesi fecero passare un animale.

Che cos'è il Tempietto Longobardo di Cividale?

Il Tempietto Longobardo, o Oratorio di Santa Maria in Valle, fu la cappella palatina della corte regia longobarda, edificata nel terzo quarto dell'VIII secolo; all'interno ci sono sei figure femminili in stucco.

Che cos'è l'Ipogeo celtico?

L'Ipogeo celtico è un insieme di ambienti scavati nella roccia sulla riva destra del Natisone, con tre mascheroni; la sua funzione originaria è ancora un quesito irrisolto.