Udine ha parchi e giardini sparsi in ogni quartiere. Questo percorso ne unisce tre: il Parco del Cormor, a nord-ovest del centro storico; il Parco della Rimembranza, nato nel 1924 in fondo a viale della Vittoria; e il Giardino Ricasoli, davanti al Palazzo Arcivescovile.
Parco del Cormor fra torrente e autostrada
Il Parco botanico Friuli-Cormor, per tutti semplicemente parco del Cormor, è insieme un parco del Comune e un giardino botanico. Lo ha disegnato fra il 1990 e il 1993 l'architetto Roberto Pirzio Biroli, recuperando una zona dimenticata a nord-ovest del centro. Occupa 30 ettari chiusi fra il torrente Cormor e l'autostrada A23. All'ingresso del Parco del Cormor sta il padiglione di Roberto Pirzio Biroli, vincitore del Premio Europeo Piranesi.
Il Cormor scende dalle colline moreniche e accompagna con la sua riva destra tutto il parco. Gran parte del terreno era abbandonata e degradata, e il progetto l'ha risanata e restituita alla natura. Si trovano una larga golena che ricorda i magredi e i terrazzi scavati dall'acqua, tipici delle valli di fiume su suoli di ghiaia.
I lavori hanno conservato la vegetazione delle rive e della golena, le macchie di latifoglie con pioppi, robinie, aceri e frassini, e i prati stabili dei terrazzi che scendono verso il torrente. Sono stati ricostituiti alcuni boschi fitti di carpini e querce e i filari di gelsi, tigli, pioppi e platani, e dalla parte dell'autostrada una fascia di piante fa da schermo al rumore.
Belvedere, sentieri e percorso botanico
I sentieri riprendono vecchie strade di campagna, con punti dove fermarsi. Ci sono una fontana con belvedere, una collinetta d'erba percorsa da un sentiero a spirale, fossi e canalette, un percorso ginnico e un'area giochi per i bambini: si gira bene a piedi o in bicicletta.
Dentro il parco l'Associazione Amici del Parco Botanico si occupa del «Percorso botanico friulano Cormor», un itinerario per imparare divertendosi.
Prati stabili, orchidee e insetti del Cormor
I prati stabili del parco sono magredi evoluti, e in uno solo possono vivere anche cento specie diverse. Si falciano di solito all'inizio di luglio e, negli anni di estate piovosa, una seconda volta a settembre, prima della pausa d'inverno. Non si concimano mai, per non alterare l'equilibrio fra le piante.
Vi crescono Chrysopogon gryllus, le orchidee selvatiche Orchis morio, Orchis ustulata, Orchis tridentata, Ophrys apifera e Serapias vomeracea, e i garofanini Dianthus carthusianorum, Dianthus sanguineus e Dianthus monspessulanus. E poi Globularia punctata, Euphorbia verrucosa, Ornithogalum kochii, i ranuncoli gialli Ranunculus bulbosus e Ranunculus polyanthemos, Salvia pratensis e Filipendula vulgaris.
Fra gli insetti ci sono farfalle e coleotteri, e uno è speciale: il cerambicide Dorcadium arenarium, che qui rischia di sparire perché stanno scomparendo i prati stabili aridi in cui vive.
Rimembranza: il parco del primo dopoguerra
In fondo a viale della Vittoria si allunga il Parco della Rimembranza, inaugurato nel 1924, nel clima di celebrazione del primo dopoguerra. Il progetto è attribuito a Ettore Gilberti e risale al periodo fascista; il parco fu ricavato lungo un tratto delle vecchie mura, demolite all'inizio del XX secolo.
Si entra da un arco trionfale, anch'esso di Gilberti, fatto non di pietra ma di piante di Elaeagnus x ebbingei. Il parco è lungo e stretto, segue via Diaz e collega piazzale Osoppo a piazzale Oberdan con un viale pedonale, interrotto a metà, in piazzale Del Din, da una strada molto trafficata.
Monumenti e cedri della Rimembranza
In piazzale Del Din, al centro del parco, il 24 maggio 1924 fu posato il monumento all'Unità del Friuli: una colonna di Aquileia sopra un capitello con una targa. Davanti all'arco d'ingresso due monumenti ricordano le vittime civili della guerra e i caduti per la libertà nei lager nazisti, e poco oltre l'arco c'è un'opera dedicata ai bersaglieri.
Gli alberi più vistosi sono le conifere: i cedri Cedrus deodara, Cedrus atlantica e la sua varietà glauca, e i pini Pinus pinea, Pinus halepensis, Pinus wallichiana e Pinus sylvestris, con alcuni bei lecci. D'estate gli udinesi vengono qui a cercare il fresco sotto le grandi chiome.
Giardino Ricasoli e le statue del Risorgimento
Il Giardino Ricasoli sta in piazza Patriarcato, di fronte al Palazzo Arcivescovile, e lo circonda la roggia di Palma. Poggia su due antiche alture, forse resti di un castelliere e in parte nate dalla terra scavata per la roggia: il terreno sale piano dalla piazza fino al punto più alto, dove sta il monumento a Vittorio Emanuele II.
Un tempo era l'orto delle vicine case Colloredo. Tutto il complesso apparteneva ai Filippini, che lo tennero come convento fino al 1810; poi gli edifici andarono al demanio e il verde al Comune di Udine, che nel 1866 ne fece un giardino pubblico.
Il Vittorio Emanuele II è opera del milanese Luigi Crippa e riproduce la statua della rampa del Pincio, a Roma: di bronzo su un basamento di pietra piasentina, fu inaugurato nel 1883 in piazza Libertà e spostato qui nel 1946. Il busto di Giuseppe Mazzini, di Giulio Monteverde, poggia su una colonna che apparteneva alla Loggia del Lionello. Appena fuori, sulla piazza, c'è il monumento al poeta e drammaturgo Giuseppe Ellero (1866-1925), opera di A. Mistruzzi del 1931.
Sul viale principale si incontra la Minerva scolpita verso il 1820 da Antonio Butti da Viggiù. Doveva stare, con Cerere, Apollo e Mercurio, attorno al Monumento della Pace di G. B. Camolli in piazza Libertà; ma il pittore Odorico Politi ne criticò l'esecuzione, il lavoro fu interrotto e la statua finì in mezzo al verde del giardino.
Fra aiuole di bosso, fiori e fontane crescono alberi del posto e di terre lontane, alcuni enormi: una rovere, un calocedro, una sequoia, vari cedri e un Chamaecyparis lawsoniana. Due faggi dai rami ricadenti stanno uno vicino all'ingresso nord e l'altro accanto alla fontana principale, e in piazza Patriarcato, dove la roggia fa la curva, c'è un gelso gigantesco.
Domande frequenti
Chi ha progettato il Parco del Cormor di Udine?
L'architetto Roberto Pirzio Biroli, fra il 1990 e il 1993, recuperando un'area abbandonata a nord-ovest del centro.
Quanto è grande il Parco del Cormor?
Circa 30 ettari, fra il torrente Cormor e l'autostrada A23.
Quando è stato aperto il Parco della Rimembranza di Udine?
Nel 1924, lungo un tratto delle vecchie mura demolite all'inizio del XX secolo; il monumento all'Unità del Friuli vi fu posato il 24 maggio di quell'anno.
Che cosa c'è nel Giardino Ricasoli di Udine?
Il monumento a Vittorio Emanuele II di Luigi Crippa, il busto di Giuseppe Mazzini di Giulio Monteverde, la statua della Minerva e alberi monumentali come una sequoia e due faggi dai rami ricadenti.