Il Sentiero Rilke è una passeggiata panoramica di 1700 metri sulle falesie fra Sistiana e Duino, nel comune di Duino-Aurisina, in provincia di Trieste. Il sentiero, inaugurato nel 1987, è intitolato al poeta Rainer Maria Rilke, ospite del Castello di Duino fra il 1911 e il 1912.
Rainer Maria Rilke al castello dei Torre e Tasso
Il poeta praghese Rainer Maria Rilke dall'ottobre 1911 soggiornò nel Castello di Duino, ospite della principessa Maria della Torre e Tasso. Nel castello Rilke ideò e iniziò nel 1912 la composizione delle Elegie duinesi, e successivamente dedicò la sua opera alla principessa, che fu una dei suoi maggiori sostenitori. Le scogliere fra il castello e Sistiana, che il poeta percorreva negli anni in cui abitava a Duino, accompagnarono la nascita di quei versi.
Nella VII Elegia Rilke scrisse: «Lo spirito del tempo si crea vasti sili di forza, informi, come l'incalzante tensione ch'esso d'ogni cosa desume». E nella X Elegia: «Lui da solo s'interna su per i monti del dolore originario. E dall'atona sorte non risuona nemmeno il suo passo».
Dalla Passeggiata Duinese all'inaugurazione del 1987
Fino agli anni Settanta la traccia che correva sull'orlo del Carso fino al castello dei Torre e Tasso si chiamava Passeggiata Duinese e la frequentavano in pochi. Nel 1973 aprì il campeggio Mare Pineta, arrivò molta più gente, e i punti più esposti diventarono un problema di sicurezza.
La Provincia di Trieste decise di rifare l'intero percorso solo nel 1985: lo allargò e ne protesse i bordi. Il lungo lavoro di recupero, curato insieme alla municipalità di Duino-Aurisina, si chiuse nell'aprile 1987, quando la passeggiata venne inaugurata con il nome di Sentiero Rilke in omaggio al poeta.
La chiusura del 2013 e la Baia Silvella
Il recupero l'avevano pagato gli enti pubblici, ma il terreno restava dei Torre e Tasso. Allo scadere della concessione, il 15 aprile 2013, la famiglia decise di impedirne l'accesso a residenti e turisti, e il sentiero fu riaperto nel 2015.
A dicembre 2015 la parte principale del percorso lungo le falesie, insieme a una trentina di ettari di bosco della riserva, passò alla società Baia Silvella Spa, una holding italiana con sede a Salò (BS) che controlla anche il Camping Village Mare Pineta. L'imprenditore bresciano Mario Vezzola dichiarò di aver trovato rapidamente un accordo con il principe Carlo Alessandro della Torre e Tasso. Tre brevi pezzi del tracciato sono invece della Regione, del Comune di Duino Aurisina e del campeggio Mare Pineta.
Tappe da Sistiana al parco del castello
Si cammina da est verso ovest: si parte dal campeggio sulla statale 14, vicino all'ufficio turistico di Sistiana, e si arriva a Duino, a due passi dal castello e dal Collegio del Mondo Unito. L'ufficio turistico è intitolato all'asso triestino dell'aviazione austrungarica Gottfried von Banfield, e sul piazzale si trova il monumento agli Schützen della III compagnia austriaca. Sono 1700 metri quasi in piano, su un camminamento largo circa un metro e mezzo, con staccionate di legno dal lato del mare. Le tappe, nell'ordine:

- Lasciato il campeggio e girato un angolo secco, si attraversa un ampio campo solcato, pietra bianca punteggiata di cespugli; in autunno il sommacco lo accende di rosso, con il mare dietro.
- Il primo belvedere, a quota 60, guarda la baia di Sistiana, un approdo usato già dai Romani.
- Una breve salita a curve fra rocce e pini porta a uno spiazzo chiuso da un muretto: nella seconda guerra mondiale ci fu gettata una base di cemento per un cannone contraereo, a protezione dei sommergibili nascosti nelle insenature della baia.
- Si costeggia la pineta, si salgono alcuni gradini, e fra due pareti di roccia si apre un belvedere naturale.
- Oltre il terzo belvedere si tocca il punto più alto della falesia, una lunga lastra solcata che precipita in mare, e poi un'altra vedetta.
- A un bivio si sceglie: circa 250 metri nella pineta fino alla statale 14, oppure l'orlo delle ultime falesie. Dalla punta più sporgente compaiono il castello, con un torrione, e la torre romana che spunta sopra gli edifici.
- Fra lecci, pini neri, sommacchi e viburni si arriva all'ultimo spiazzo del sentiero, da cui nelle giornate limpide si vedono le lagune di Grado. Poco dopo una larga stradina nella pineta sbuca sulla statale 14, all'incrocio con la provinciale per Duino; lungo la costa la passeggiata si ferma alla rete del parco del castello.
A metà strada, dove si sale più in alto, il sentiero lascia per un tratto il bordo della roccia ed entra nella pineta, per tornare poi sopra il mare. Tre dei punti panoramici sfruttano le vecchie postazioni della contraerea della seconda guerra mondiale. L'ultimo pezzo, breve, è percorribile anche da chi ha difficoltà motorie, e alla fine si può proseguire su strada fino al piccolo porto di Duino.
Il castello in fondo al sentiero sorge dove c'era un presidio romano. Dal 1982, per concessione della famiglia proprietaria, gli edifici della foresteria del castello ospitano il Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico.
Falesie di calcare, pini neri e falco pellegrino
Il sentiero attraversa la Riserva delle Falesie di Duino, nata nel 1996: 107 ettari, di cui 63 in mare, in una striscia sottile dove l'ambiente dell'Europa centrale lascia il posto a quello mediterraneo. Il percorso avanza sul margine dell'altopiano carsico, a una quota media di 50 metri sul livello del mare, in un tratto di costa ricco di calcari fossiliferi del Cretacico. Come tutto il Carso, queste rocce sono calcari: si formarono sul fondo di un mare basso, dove si depositavano i gusci di piccoli animali. Cadono a strapiombo sull'Adriatico, tagliate da canaloni e da frane.
Lungo il percorso si vede tutto il repertorio del carsismo di superficie: grize, rocce a banchi e a blocchi, solchi scavati dall'acqua e buchi lasciati dal calcare disciolto. Sul piano di calpestio la dissoluzione del calcare ha creato i campi solcati, detti karren; le grize sono estese pietraie superficiali, e nelle depressioni si raccolgono tasche di terra rossa, il residuo insolubile del calcare.
A Duino il clima è mediterraneo, ma i venti si alternano: freddi quelli dal continente, caldi gli scirocchi da sud, umidi quelli da ovest. La falesia, esposta a sud-ovest, prende il sole forte d'estate e la bora d'inverno, e qui le specie mediterranee crescono accanto alla flora balcanico-illirica. Negli arbusti più bassi ci sono il leccio (Quercus ilex), il terebinto e la ginestra; più in alto, fra rimboschimenti e propagazione spontanea, il pino d'Aleppo (Pinus halepensis) e il pino nero (Pinus nigra). Nelle fessure della roccia si radica la Centaurea kartschiana, il fiordaliso del Carso, pianta endemica dai fiori rosa-viola.
Sulle pareti a strapiombo nidificano il passero solitario e il corvo imperiale, e il falco pellegrino caccia in picchiata sfruttando le correnti ascensionali della scogliera. Nella riserva vivono anche il gabbiano reale, lucertole, vipere e serpenti, fra cui il serpente gatto; fra gli uccelli che nidificano sulle rocce c'è l'occhiocotto, e nei boschi caprioli, tassi, cinghiali, volpi, lepri e scoiattoli. Il simbolo dell'area protetta è l'algiroide magnifico (Algyroides nigropunctatus), un rettile del Carso simile alla lucertola.
Sextilianum, le cave e la casa romana di Sistiana
Sistiana prende il nome da Sextilianum, la proprietà romana della famiglia di Sextilius. I Romani vi scavarono molte cave: i blocchi, sgrossati sul posto, scendevano al mare lungo solchi scavati nella roccia e venivano caricati sulle navi per Aquileia e per Roma. Uno di questi scivoli si vede ancora appena oltre la baia, verso Trieste, dove restano anche le voragini delle cave antiche.
Negli anni Settanta, vicino alla torre piezometrica, sono venuti alla luce i resti di una fattoria romana di pochi ambienti, 170 metri quadrati in tutto, forse legata al lavoro delle cave. Risale alla fine del II o all'inizio del I sec. a.C. ed è il più antico edificio romano della costa triestina.
Domande frequenti
Quanto è lungo il Sentiero Rilke?
Il Sentiero Rilke è lungo 1700 metri, dall'Ufficio turistico di Sistiana al parco del Castello di Duino, con un andamento pressoché pianeggiante.
Perché si chiama Sentiero Rilke?
Il Sentiero Rilke è intitolato al poeta Rainer Maria Rilke, ospite del Castello di Duino, dove nel 1912 iniziò la composizione delle Elegie duinesi.
Quando è stato inaugurato il Sentiero Rilke?
Il Sentiero Rilke venne inaugurato nell'aprile 1987, dopo la ristrutturazione deliberata nel 1985 dall'Amministrazione Provinciale di Trieste.
Il Sentiero Rilke è in una riserva naturale?
Il Sentiero Rilke corre dentro la Riserva naturale delle Falesie di Duino, istituita nel 1996, che si estende per 107 ettari, di cui 63 a mare.