🗺️ Itinerari · 11 min di lettura

Escursioni estive a Forni di Sopra: il Rifugio Giaf, la Val di Suola, il Truoi dai Sclops e l'Alta Via di Forni

Escursioni a Forni di Sopra, nell'alta Val Tagliamento: i rifugi Giaf e Flaiban-Pacherini, il Truoi dai Sclops, la Malga Varmost e l'Alta Via di Forni.

Forni di Sopra, comune della Carnia in provincia di Udine, sorge a 907 metri nell'alta Val Tagliamento, ai piedi delle Dolomiti Friulane. Le escursioni estive partono dal paese verso i rifugi Giaf e Flaiban-Pacherini, il Truoi dai Sclops, la Malga Varmost e l'Alta Via di Forni.

Forni di Sopra e la rete dei sentieri CAI

Il paese sta nella parte più occidentale ed elevata dell'alta Val Tagliamento, sulla riva sinistra del fiume, immediatamente a est del Passo della Mauria, ed è il comune più occidentale della provincia di Udine. A ovest lo dominano il Cridola (2.581 m) e i Monfalconi (2.548 m), a sud-ovest il Pramaggiore (2.478 m); a nord-est il Bivera (2.473 m), il Clapsavon (2.462 m) e il Clap Varmost (1.751 m) lo dividono dalla vallata di Sauris. Buona parte della metà sud del comune sta dentro il Parco naturale delle Dolomiti Friulane, e Forni è il suo ingresso più importante dal lato est. Il parco, istituito definitivamente nel 1996 su 36.950 ettari, è il parco dolomitico più esteso d'Italia e quello meno abitato: dentro non c'è nessun centro abitato. Le Dolomiti Friulane, dette anche Dolomiti d'Oltre Piave, stanno fra il Piave, il Tagliamento, il Meduna e il Cellina, hanno la cima più alta nella Cima dei Preti, 2.706 metri, e sono patrimonio naturale dell'UNESCO dal 26 giugno 2009.

I sentieri del CAI di Forni si leggono come file di tappe. Uno parte da Vico e tocca Casera Varmost, Casera Lavazeit (Valaseit), Sessalas e la Val di Palù fino al Passo Mauria; un altro va da Vico per Puonsas, Duvies, Casera Tartoi e la Val di Tiarfin fino a Casera Razzo; un terzo sale da Vico per la Val di Laur, la Malga dell'Aip, Casera Tragonia, Forcella Risumiela, Casera Mediana e I Molini, e scende a Sauris. Dalla località Davaras un sentiero porta al Rifugio Giaf, alla Forcella Giaf e al Rifugio Padova, e dal Passo Mauria un altro raggiunge il Ricovero Miaron, il Sentiero Olivato e il Bivacco Vaccari.

Passeggiate facili attorno al paese

Per chi cammina senza guida ci sono tracciati di varia difficoltà, segnalati dal CAI. I più facili stanno nel fondovalle: la Passeggiata di Palas (4 km) è un itinerario pianeggiante su pista forestale, e il Sentiero dei Bambini (4 km) è un itinerario naturalistico adatto a scolaresche e gruppi familiari. L'Anello di Forni (15 km) è un grande giro panoramico tra prati e boschi attorno al paese, e un Anello lungo il Tagliamento segue il fiume. Il Giro dei Laghetti e della Pineta è una passeggiata semplice fra boschi freschi, laghetti alpini e aree gioco. Chi preferisce la seggiovia raggiunge in un'ora di cammino facile il Rifugio Baita Som Picol. Il percorso «Castelli, Orti e Fornaci» collega le mura perimetrali del castello medievale di Sacuidic ai resti di archeologia industriale della Fornace di Davaras.

Il Centro Visite del Parco, in paese, ospita la Mostra «La vegetazione del Parco» e un piccolo laboratorio didattico a carattere botanico, con mostre relative a erbe e funghi. Durante i mesi estivi le guide naturalistiche del Parco organizzano uscite tematiche: il trekking someggiato con gli asini, le passeggiate botaniche sulle erbe spontanee, le uscite notturne per l'osservazione astronomica o per l'ascolto della fauna, che in autunno diventano l'ascolto dei bramiti dei cervi nei boschi fra Forni di Sopra e Forni di Sotto. Gli itinerari guidati salgono anche a Casera Lavazeit e a Malga Varmost, dove si osservano le pratiche di alpeggio.

Rifugio Giaf, Anello di Bianchi e Forcella Scodavacca

Il Rifugio Giaf sta nell'omonima Valle del Giaf a 1405 m, su un ripiano boscoso alla base del Coston di Giaf, con cime frastagliate e torrioni dalle pareti nude attorno: è fra le escursioni più brevi e più frequentate di Forni. Dal centro si prosegue sulla statale 52 per 3 chilometri fino alla località Chiandarens, e da lì una stradina a sinistra si fa in auto fino al ponte sul torrente Giaf. Dal ponte si sale a piedi lungo la strada forestale oppure lungo il sentiero CAI 346, con il bivio a quota 1107: un dislivello di 360 m in 2 o 2,5 km, circa un'ora. Dal Passo della Mauria il sentiero 341 risale invece le sponde dei torrenti Torre e Fossiana e arriva al rifugio dopo i ghiaioni del Boschet, in circa 3 ore. Presso il rifugio c'è la cappella «Madonna delle Rocce».

L'Anello di Bianchi ricorda Iginio Coradazzi, detto «Bianchi», guida alpina di Forni e fra i primi alpinisti del paese, e con lui tutta la famiglia Bianchi, che ha tenuto il Rifugio Giaf per tanti anni. Si sale di circa 300 m sui sentieri CAI 346, 340 e 342, in due ore e mezza; per tracciarlo sono stati riaperti lunghi pezzi di vecchi sentieri che la vegetazione aveva inghiottito.

La Valle di Giaf è anche l'ingresso verso le pareti del Pramaggiore e verso la Forcella Scodavacca (2.043 m), che con il Campanile di Val Montanaia è uno dei simboli delle Dolomiti Friulane: dal rifugio la si raggiunge facilmente, mentre la salita intera, quattro ore fra ghiaioni e pareti verticali, è per escursionisti esperti. Il Campanile, una guglia di 300 metri che gli alpinisti chiamano il «grido di pietra», fu scalato per la prima volta il 17 settembre 1902, e ci si passa sotto sulla traversata dal Rifugio Pordenone al Padova. Più in alto, il sentiero che dal Rifugio Giaf passa per la Forcella del Cason porta al Bivacco Marchi-Granzotto (2170 m), e prosegue per la Forcella Monfalcon di Forni, il Cadin d'Arade e Pra di Toro. È un itinerario per alpinisti esperti, con tratti esposti a ridosso delle pareti dei Monfalconi di Forni.

Escursioni estive a Forni di Sopra: il Rifugio Giaf, la Val di Suola, il Truoi dai Sclops e l'Alta Via di Forni - Itinerari in Friuli Venezia Giulia

Val di Suola e il Rifugio Flaiban-Pacherini

Il Rifugio Flaiban-Pacherini, a 1587 m, sta nella zona dell'Alta Val di Suola, dal caratteristico panorama dolomitico, caratterizzato da ampi ghiaioni intervallati a fitti boschi di larici e mughi, ed è raggiungibile solo a piedi. Il sentiero CAI 362 parte dalla località Davost: prima strada asfaltata, poi il bosco, dove comincia una salita moderata ma costante; a quota 1000 il fondo diventa sterrato e sassoso, e all'uscita dal bosco si trasforma in un ghiaione; poco dopo si scorge il rifugio. Sono 5,5 km con 720 m di dislivello, senza difficoltà tecniche, e la salita al rifugio Flaiban-Pacherini è adatta a persone allenate, abituate a camminare in montagna. Si può partire anche dal centro, dalla borgata Vico, scendendo al ponte sul Tagliamento vicino al centro sportivo, dove comincia una strada forestale: così è una mulattiera di circa due ore, 12 chilometri fra andata e ritorno; un sentiero diretto parte invece dalla frazione di Andrazza.

Il rifugio sta su un terrazzo fiorito alle pendici nord-ovest della Cima di Suola: è una costruzione nuova, tutta rivestita in legno di larice, finita nel 2008 esattamente dove c'era il vecchio rifugio. È autonomo per l'energia e per l'acqua, con i pannelli solari e fotovoltaici, e una sorgente è stata portata a sgorgare proprio accanto.

Salendo, su un lato si hanno il monte Cimacuta e il Pic di Mea, sull'altro il Pic di Mezzodì, il Punta Dria e la Cima di Suola, e davanti il Torrione Comici; attorno al rifugio ci sono anche la Cima Val di Guerra, «Il Castello» e le Cime Fantoline. Una variante più lunga passa per la Val Rovadia e il Passo di Suola, a 1994m, sui sentieri CAI 368 e 363: un ambiente selvaggio, con cascate e prati sospesi, dove si possono osservare da vicino gli stambecchi sulle pendici del Pramaggiore. Dal passo si sale anche alla Cima del Rifugio, 2100m.

Dal rifugio Flaiban-Pacherini partono vari sentieri con diversi livelli di difficoltà, a partire dal Percorso botanico, e partono le traversate verso il Rifugio Giaf, i rifugi Pussa e Pordenone, la Casera Valmenon e la Casera Pramaggiore. Chi vuole salire più in alto può scegliere il Passo del Mus, la via normale al Monte Pramaggiore lungo il sentiero attrezzato Barini, o la ferrata Cassiopea sul Torrione Comici. Nei dintorni vivono anche i camosci, ed è molto frequente incontrarli.

Truoi dai Sclops e Anello delle Dolomiti Friulane

Nel fornese Truoi dai Sclops significa Sentiero delle genziane, e il percorso è detto anche Sentiero delle genzianelle. È un anello di circa 20-22 km che parte dal parcheggio Davost e segue i segnavia CAI 362, 369, 361, 342 e 346, passando per i rifugi Flaiban-Pacherini, Casera Valmenon (1778 m) e Giaf. Sale prima alle forcelle Fantulina Alta e dell'Inferno, attraversa la Val di Brica fino all'omonima forcella e scende verso le praterie di Campuros; da lì risale la Forcella Urtisiel e ridiscende al Rifugio Giaf e al fondovalle. Si percorre anche in senso contrario, e il solo tratto dal Giaf al Flaiban-Pacherini, prima tappa dell'Anello delle Dolomiti Friulane, chiede circa 1000 metri di salita e 6 ore di cammino. La fioritura in quota si vede soprattutto a giugno e luglio, con la genziana e la rara Scarpetta di Venere.

In 4 tappe l'Anello delle Dolomiti Friulane passa per i rifugi Giaf, Flaiban-Pacherini, Pordenone e Padova, girando attorno ai gruppi del Pramaggiore, dei Monfalconi, degli Spalti di Toro e del Cridola. Misura 33,5 km, con 3.817 m di salita e il punto più alto a 2.296 m; la difficoltà è T3, media, e si consiglia di percorrerlo in senso orario, così da evitare troppe salite impervie. Il kit da ferrata non serve, ma bisogna essere allenati: ci sono ghiaioni ripidi e sentieri stretti, e ogni giorno si sale fra 500 e 1100 metri. Dal Rifugio Giaf passa anche l'Alta Via n. 6, detta Alta Via dei Silenzi perché attraversa posti dove non si incontra quasi nessuno: 180 km da Sappada a Vittorio Veneto.

Malghe e Alta Via di Forni verso le Alpi Carniche

La Malga Varmost, a quota 1800 metri, si raggiunge con le omonime seggiovie, e d'estate è il punto di partenza per le escursioni lungo il sentiero delle malghe e sul Monte Simon. Da lì si vede l'intera catena delle Dolomiti Friulane, dal monte Pramaggiore ai Monfalconi e al gruppo del Cridola, e poco più in là le Tre cime di Lavaredo, la Croda dei Toni, l'Antelao, il Cristallo, il Sorapiss, il Pelmo, la Civetta e la Marmolada. Dalla malga si raggiunge anche il Clap di Varmost, un punto panoramico, e le escursioni alle malghe salgono verso Malga Varmost, Lavazeit, Tartoi, Tragonia e Montemaggiore.

L'Alta Via di Forni, in fornese Truoi alt di Fôr, compie il periplo della conca di Forni di Sopra dalle Dolomiti alle Alpi Carniche, con partenza e arrivo nella frazione di Andrazza o in centro, e si propone da giugno a settembre. Per dormire e rifocillarsi si conta soprattutto sui rifugi Flaiban-Pacherini, Giaf, Casera Tartoi e Casera Tragonia. Dopo il Truoi dai Sclops, la tappa dal Giaf passa per il Passo della Mauria, Casera Lavazeit e Casera Varmost, e arriva ai pascoli della Casera Tartoi, a 1711m, ai piedi del monte Tiarfin.

Da Tartoi si sale negli Agons di Tiarfin, dove in primavera con lo sciogliersi delle nevi si forma un lago, e poi alla Forcia Rossa, a quasi 2300m, con il panorama dalle Alpi Carniche alle Dolomiti bellunesi; si scende alla forcella Risumiela, 1973m, con il suo laghetto, e alla Casera Tragonia. L'ultima tappa segue un tratto della «Via delle malghe», in fornese «Truoi da las mons»: aggira il monte Lagna, passa per i prati umidi del Plan di Plaron, 1839m, dove secondo la mitologia locale si radunavano le streghe, e scende alla malga Montemaggiore, 1729m, e ad Andrazza. La salita del monte Clapsavon, 2462m, non è difficile, ed è fattibile sia dalla malga Montemaggiore sia direttamente da Casera Tragonia.

Domande frequenti

Quali sono le escursioni facili a Forni di Sopra?

A Forni di Sopra la Passeggiata di Palas (4 km) è pianeggiante su pista forestale, e il Sentiero dei Bambini (4 km) è adatto a scolaresche e gruppi familiari; l'Anello di Forni misura 15 km.

Come si sale al Rifugio Giaf?

Il Rifugio Giaf, a 1405 m, si raggiunge dal ponte sul torrente Giaf lungo la strada forestale o il sentiero CAI 346: entrambe le soluzioni prevedono un dislivello positivo di 360 m, 2 o 2,5 km.

Che cos'è il Truoi dai Sclops?

Il Truoi dai Sclops, il Sentiero delle genziane, è un anello di circa 20-22 km che parte dal parcheggio Davost e tocca i rifugi Flaiban-Pacherini, Casera Valmenon e Giaf.

Quanto è lungo l'Anello delle Dolomiti Friulane?

L'Anello delle Dolomiti Friulane misura 33,5 km in 4 tappe fra i rifugi Giaf, Flaiban-Pacherini, Pordenone e Padova, con il punto più alto a 2.296 m.