🗺️ Itinerari · 10 min di lettura

Ciclovia Alpe Adria FVG1 da Tarvisio a Grado: in bicicletta sulla vecchia ferrovia Pontebbana, dal Fella alla laguna

La Ciclovia Alpe Adria FVG1 da Tarvisio a Grado: 179,8 km in tre tappe, sulla vecchia ferrovia Pontebbana fino a Carnia, poi Udine, Palmanova e Aquileia.

La Ciclovia Alpe Adria FVG1 è la parte italiana del lungo percorso in bici che va da Salisburgo fino a Grado: 179,8 km dal confine di Coccau, a Tarvisio, alla laguna. In montagna corre sul tracciato della vecchia ferrovia Pontebbana, poi tocca Gemona del Friuli, Udine, Palmanova e Aquileia.

La ferrovia Pontebbana, fra Vienna e Venezia

La Pontebbana, che i tedeschi chiamano Pontafelbahn, è la ferrovia fra Udine e Tarvisio. Deve il nome a Pontebba, perché lì vicino, nei primi trent'anni di servizio, passava il confine fra l'Italia e l'Impero austro-ungarico. L'idea venne agli austriaci negli anni cinquanta dell'Ottocento: una ferrovia da Bruck an der Mur a Udine passando per Villaco e Tarvisio, per avvicinare Vienna a Venezia. Dei due progetti in gara, quello che puntava su Udine, la Udine-Bahn, avrebbe superato le Alpi alla Sella di Camporosso.

In Italia i lavori li fece la Società per le Ferrovie dell'Alta Italia, in Austria la Kronprinz Rudolf Bahn. Fra il 1875 e il 1879 si aprirono i vari pezzi uno dopo l'altro: il 15 novembre 1875 Udine-Gemona, il 18 dicembre dell'anno dopo fino alla stazione per la Carnia, il 17 maggio 1877 Resiutta, poi Chiusaforte, e il 25 luglio 1879 il tratto fra Chiusaforte e Pontebba. La linea intera fu inaugurata il 30 ottobre 1879. Nel 1884 lo stato austro-ungarico nazionalizzò le linee della Kronprinz Rudolf Bahn; la parte italiana, con la convenzione del 1885, passò alla Rete Adriatica, e dal 1905 la gestirono le Ferrovie dello Stato.

Con il trattato di Saint Germain, nel 1919, il confine si spostò oltre lo spartiacque, vicino a Tarvisio, e Tarvisio Centrale divenne una stazione internazionale. Dopo l'8 settembre 1943 la stazione di frontiera fu soppressa; dal 1944 la linea restò l'unico collegamento con la Germania, e da qui passarono tutti i convogli di prigionieri diretti ai campi di sterminio. Dal gennaio 1944 i bombardieri colpirono tutte le linee dirette, ma non la Pontebbana, perché alcuni ponti decisivi, a Dogna e a Muro, erano difficili da centrare. Negli anni sessanta del Novecento la linea fu migliorata, e nel novembre 1969 si inaugurarono le nuove stazioni di Tarvisio Centrale e di Pontebba.

La vecchia ferrovia, a un solo binario, seguiva il Fella con tanti ponti e viadotti, passando accanto a tutti i paesi della valle. Fu abbandonata perché frane e alluvioni la colpivano spesso e perché non bastava più per le merci. Dal 2000, con la nuova linea fra Carnia e Tarvisio, quasi tutta in galleria, il vecchio tracciato e le sue stazioni sono stati chiusi.

Dalla ferrovia dismessa alla pista ciclabile

La prima idea della ciclovia la ebbe la Provincia di Udine nel 1994. Fra Resiutta e Tarvisio, dove c'è la vecchia stazione di Tarvisio Centrale, la pista è stata ricavata dal binario unico della Pontebbana, rimasto in disuso fra il 1985 e il 2000. Il tratto italiano fu aperto a pezzi fra il 2005 e il 2009. Il 31 agosto 2011 il cantiere arrivò a Chiusaforte e la vecchia stazione fu chiusa per un po', per riaprire nel marzo 2014. Nel 2015 mancava ancora il pezzo fra Resiutta, Moggio e Venzone; dal 13 luglio 2024 si pedala sul vecchio sedime fino alla stazione di Carnia, a poca distanza da Venzone.

Il percorso completo si chiama Ciclovia Alpe Adria Radweg, CAAR, ed è nato dall'accordo fra il Friuli Venezia Giulia, il Land Salisburgo e il Land Carinzia per creare una strada in bici da Salisburgo a Grado, scavalcando le Alpi e unendo le piste ciclabili del centro Europa al mare Adriatico. In Italia si chiama FVG 1, in Austria R3, e l'hanno finanziata anche i fondi europei del progetto Interreg IV.

Il 31 gennaio 2015, alla fiera Fiets en Wandelbeurs di Amsterdam, è stata premiata come pista ciclabile dell'anno, alla pari con il Tour della Manica: fra 12 percorsi europei nuovi era risultata la migliore per cartelli, qualità, originalità del tracciato e collaborazione fra i due paesi che la gestiscono. Nel 2016 ha vinto anche l'Oscar italiano del cicloturismo.

Tre tappe dalle Alpi Giulie all'Adriatico

Si parte da Salisburgo, 425 metri, la città di Mozart sul Salzach, e si risalgono la valle del Salzach e la valle di Gastein fino a Böckstein: è l'inizio dei 415 km che finiscono a Grado, circa 232 in Austria e gli altri in Italia, da fare in otto tappe. Da Böckstein un treno navetta porta in 11 minuti a Mallnitz, 1.191 metri, e poi in bici si attraversa la Carinzia passando da Spittal an der Drau, Villaco e Arnoldstein, fino al confine. Da Salisburgo a Grado si salgono 2417 metri e se ne scendono 2842; al contrario, da Grado a Salisburgo, i numeri si invertono.

La FVG1 italiana misura 179,8 km, con 826 metri di salita e 1.503 di discesa, dagli 816 metri del punto più alto fino al livello del mare. È di media difficoltà: il tracciato è semplice, quasi sempre in discesa o in piano, con pochissimi passaggi impegnativi, per lo più su pista ciclabile o su stradine asfaltate senza traffico, con qualche tratto di sterrato buono. Ippolito Nievo definì queste terre «un piccolo compendio dell'universo», perché ci sono montagne, colline e mare. Le tappe sono tre:

Ciclovia Alpe Adria FVG1 da Tarvisio a Grado: in bicicletta sulla vecchia ferrovia Pontebbana, dal Fella alla laguna - Itinerari in Friuli Venezia Giulia
  1. Tarvisio – Venzone: 64,6 km, 684 m di salita e 1.138 m di discesa, dal punto più alto di 816 m al più basso di 231 m, attraverso la Val Canale, il Canal del Ferro e la Carnia.
  2. Venzone – Udine: 56,7 km, 113 m di salita e 234 m di discesa, fra 232 e 108 m, in parte collinare.
  3. Udine – Grado: 57,6 km, 7 m di salita e 114 m di discesa, da 111 m a 0 m, fra paesi, campi, rogge e canali.

Sulla linea fra Udine e Villach viaggia il Mi.Co.Tra, un treno con i posti per le bici. È nato come esperimento di Friuli Venezia Giulia e Carinzia dopo che nel 2009 era stato tolto l'Eurocity Allegro Johann Strauss, l'ultimo treno di giorno fra Italia e Austria sulla Pontebbana.

Val Canale e Canal del Ferro, sui ponti del Fella

La prima tappa parte dal confine di Tarvisio-Coccau e segue la vecchia Pontebbana, con le Alpi Giulie tutto intorno. Si attraversa la Val Canale passando per Valbruna, Ugovizza e Malborghetto, paesi di montagna pieni di storia; sopra la valle c'è il santuario del Monte Lussari, e ovunque si vedono opere d'arte, forti e resti della prima guerra mondiale. Da Camporosso la pista è segnalata bene, asfaltata e curata fino a Bagni di Lusnizza, frazione di Malborghetto-Valbruna nota per le acque sulfuree: da un casotto esce l'acqua, ricca di solfati di calcio e manganese, e da lì comincia il sentiero naturalistico Pradischel.

Poi si arriva a Pontebba, un tempo stazione di confine, dove la chiesa di Santa Maria Maggiore custodisce un «altare alato». Fra Pietratagliata e Pontebba si passa nella galleria San Rocco, lunga 629 metri, che dal lato di Pontebba porta sopra l'imbocco lo stemma dei Savoia scolpito nella pietra, alto più di due metri. Fra Dogna e Pietratagliata c'è il ponte di Muro, con un'arcata centrale di ferro ad arco rovesciato di circa 72 metri e due coppie di archi di pietra alle estremità; quando si inaugurò la tratta l'arco di ferro non era pronto e i treni passavano su un ponte provvisorio di legno. Fra i ponti della linea abbandonata è quello più alto di quota. Poco lontano il ponte di cemento di Dogna, cinque campate per circa 400 metri, fu aperto il 27 maggio 1975 al posto di quello di ferro, crollato per un'alluvione il 15 settembre 1968.

Nel Canal del Ferro si toccano Pietratagliata e Dogna, e poi Chiusaforte, dove la valle si allarga. Fra Chiusaforte e Dogna c'è il ponte di ferro di Chiusaforte, due campate per circa 150 metri, e nella stazione di Chiusaforte sono rimaste le colonne idrauliche del 1915 che davano l'acqua alle locomotive a vapore. Molte vecchie stazioni sono diventate bar o ristoranti per chi pedala, e a Chiusaforte un piccolo museo raccoglie gli oggetti della ferrovia. Fra Resiutta e Chiusaforte il ponte di Ponteperaria ha cinque campate di ferro ed è lungo circa 375 metri; fra Moggio e Resiutta la galleria Cinque Rivi, 943 metri, è la più lunga di tutta la vecchia linea.

La pista passa poi vicino a Moggio Udinese, con la sua abbazia duecentesca. Fra Moggio e Carnia c'è la galleria artificiale di Moggio, la più lunga di questo tipo su tutta la linea, costruita per riparare i binari in un punto dove cadevano spesso frane e neve. Seguendo il Fella si passa per Carnia e per Portis Vecchio, paese fantasma dopo il terremoto del 1976, e si arriva a Venzone.

Venzone, Gemona e le colline moreniche

Venzone, piccola città murata con chiese medievali e musei, è monumento nazionale dal 1965. Il terremoto del 1976 la distrusse, e fu ricostruita com'era nel Medioevo. Entrando in paese si vedono ancora alcune case crollate, lasciate così come ferite e come avvertimento. In centro ci sono il Palazzo comunale, in gotico fiorito veneziano, il Duomo, rimontato pietra per pietra dopo il terremoto, e la cappella del cimitero con le celebri mummie. La mostra «Tiere Motus – Storia di un territorio e della sua gente» racconta il terremoto con fotografie, filmati e documenti.

Da Venzone si scende lungo il Tagliamento fino a Gemona del Friuli, anche lei ferita dal terremoto, con il castello, i palazzi antichi, le chiese e i musei; una salita porta al centro storico e al Duomo. A Gemona si incontrano tre ciclovie: oltre alla FVG1 c'è la FVG3, che va a est verso Gorizia e Nova Gorica, in Slovenia, passando per Cividale del Friuli e Cormons, oppure a ovest verso Maniago e Sacile, e c'è la FVG6, che porta a Lignano Sabbiadoro per Spilimbergo e San Vito al Tagliamento; con la variante FVG 6/a si arriva a Lignano passando da San Daniele del Friuli e Codroipo.

Da Gemona si continua lungo il fiume fino a Osoppo, con il suo colle fortificato, oppure si scende verso Buia, fra le colline moreniche e i castelli medievali. La strada è asfaltata e quasi tutta su pista, con salite leggere adatte anche a chi non è esperto, alle famiglie e ai gruppi; dove si divide la strada con le auto bisogna fare attenzione. A Tavagnacco comincia l'Alta Pianura, e le piste portano al Parco del torrente Cormor, alle porte di Udine. Con le ciclabili cittadine si arriva nel centro di Udine, la città del Tiepolo, fino alla Loggia del Lionello, da cui si vedono la torre dell'orologio e, più su, il castello.

Palmanova, Aquileia e il ponte sulla laguna di Grado

La terza tappa esce da Udine verso sud-est e passa per Baldasseria, Pradamano e Pavia di Udine, paesi con ville venete dei secoli XVII-XIX, molte in stile palladiano o neoclassico. Da Pavia di Udine si va verso Lauzacco e Persereano, poi Tissano, fino a Palmanova, la fortezza veneziana chiusa in una stella a nove punte, patrimonio UNESCO.

Dopo Palmanova si arriva a Strassoldo, con i castelli, i giardini, la roggia e il mulino. Da Cervignano una pista costruita su una vecchia ferrovia porta ad Aquileia, l'antica colonia romana, anche lei patrimonio UNESCO. La ciclabile passa accanto al foro romano, alla basilica di Santa Maria Assunta, che ha parti del IV secolo e mosaici famosi in tutto il mondo, e al campanile.

L'ultimo tratto attraversa la laguna: si pedala sul ponte verso Grado, l'Isola del sole, spiaggia famosa e centro storico altomedievale, con le chiese piene di arte bizantina. La città vecchia ha l'aspetto di una piccola Venezia, con calli e campielli, e qui la ciclovia finisce sul mare.

Domande frequenti

Quanto è lunga la ciclovia Alpe Adria da Tarvisio a Grado?

La FVG1 misura 179,8 km, in tre tappe: Tarvisio – Venzone, Venzone – Udine e Udine – Grado.

Dove la ciclovia Alpe Adria passa sulla vecchia ferrovia?

Nella parte di montagna segue la vecchia Pontebbana: dal 13 luglio 2024 si pedala sul tracciato della linea abbandonata fino alla stazione di Carnia, vicino a Venzone.

La ciclovia Alpe Adria è difficile?

È di media difficoltà: quasi sempre in discesa o in piano, senza passaggi duri, per lo più su pista ciclabile o su stradine asfaltate.

Da dove parte la ciclovia Alpe Adria?

Da Salisburgo, in Austria, e dopo 415 km arriva a Grado; in Italia comincia al confine di Tarvisio-Coccau.