Il Museo storico militare delle Alpi Giulie si trova a Cave del Predil, frazione di Tarvisio in provincia di Udine, nell'ex scuola elementare, dove l'esposizione ha sede dal 1990. Il percorso racconta con documenti d'archivio, reperti e plastici le guerre del territorio, dalle campagne napoleoniche alla Seconda guerra mondiale.
Cave del Predil, il paese della miniera di Raibl
Cave del Predil è un piccolo paese del comune di Tarvisio, dentro la Val Rio del Lago, la valle stretta che sale da Chiusaforte fino ai confini con l'Austria e la Slovenia. Il paese sorge a 900 m, e in friulano si chiama Rabil, in tedesco Raibl, in sloveno Rabelj. Esiste, e si chiama così, per le miniere di piombo e zinco del monte Re, rimaste aperte fino al 1991.
Nei secoli scorsi Cave del Predil è stata un importante centro minerario, che ha contribuito alla crescita demografica ed economica della zona. La chiusura della miniera segnò per il paese l'inizio di una profonda crisi occupazionale e un forte calo degli abitanti, che nel 1968 erano 2 100. L'esperienza mineraria è stata riconvertita in un museo, e presso l'ex scuola elementare si trova dal 1990 una seconda esposizione permanente, dedicata alla memoria della guerra: il Museo storico militare delle Alpi Giulie.
Una terra di confine fra Veneto, Carinzia e Slovenia
Il museo guarda al territorio delle Alpi Giulie, fra il nord-est del Veneto, la Carinzia e la Slovenia, che per la sua posizione strategico-militare si è trovato al centro di epocali avvenimenti bellici. Il percorso si sviluppa lungo tre periodi di riferimento. Il primo è quello delle campagne napoleoniche antiasburgiche, condotte dall'Armata d'Italia fra il XVIII e il XIX secolo: sancirono l'importanza tattica delle vie del Predil, della Raccolana e della stretta di Malborghetto, e posero le basi del sistema di fortificazioni carinziane, di cui sono ancora visibili alcune testimonianze monumentali.
Il secondo è quello della Prima guerra mondiale (1915-1918), con il fronte italo-austriaco nel settore carnico-giulio-carinziano. Sotto il paese passa la galleria di Bretto, costruita a partire dal 1898 per drenare le acque dei livelli più profondi della miniera: comincia a 240 metri di profondità, sbocca presso il villaggio di Bretto, e i suoi 4 844 metri furono inaugurati nel 1905. Nel 1917, mentre gli Imperi centrali preparavano la grande offensiva contro l'esercito italiano, nella galleria si posarono i binari: ogni giorno, per 16 ore, ci passavano 170 tonnellate di materiale e 600 soldati. Il Passo del Predil era ben sorvegliato dagli alpini italiani posizionati sul Monte Nero, e dall'agosto 1917 gli austro-ungarici evitarono di transitarvi: nelle settimane antecedenti la Battaglia di Caporetto fecero passare nella galleria 270 000 militari con 22 000 treni. Con la vittoria l'Italia andò oltre lo spartiacque di Camporosso, si prese la conca di Tarvisio e fissò lì il nuovo confine: il trattato di Saint-Germain, nel 1919, mise il Tarvisiano sotto l'amministrazione italiana.
Il terzo è quello della Seconda guerra mondiale (1939-1945). Il Tarvisiano fu la base di partenza per le operazioni di occupazione del territorio jugoslavo nell'aprile-maggio 1941, con la fortificazione permanente del Vallo Littorio, e alla fine delle ostilità divenne oggetto di un contenzioso internazionale sulla definizione dei confini. Dopo la guerra la galleria di Bretto si trovò a cavallo fra Italia e Jugoslavia, e i due Stati litigarono tanto, fra politica e carte bollate, che alla fine la si chiuse con un cancello proprio sul confine, sotto terra.
Il piano terra, fra plastici e sala Raibl
Il Museo storico militare delle Alpi Giulie è un complesso di sei stanze, sviluppato su due livelli: al piano terra la contestualizzazione geografica, al piano superiore l'esposizione museale vera e propria. Il percorso comincia con la sala del sito, dove due plastici danno le principali coordinate topografiche del territorio. Ingrandimenti fotografici, accompagnati da piante e legende descrittive, spiegano come erano distribuite le fortificazioni permanenti.
Sempre al piano terra si trova la sala multimediale e polifunzionale, dove materiale sonoro e video dà le coordinate storiche delle sale successive. Nella sala Raibl - Cave del Predil l'attenzione va alla località sede del museo, con un'analisi cartografica del territorio, un sintetico racconto della storia dell'attività estrattiva e un'esposizione documentale su aspetti sociali, storici e culturali del paese. Qui si raccontano i concitati avvenimenti delle guerre napoleoniche presso il Passo del Predil, e la situazione del paese durante la Seconda guerra mondiale, sino all'occupazione anglo-americana e alla disputa sul confine italo-jugoslavo.
Le sale del piano superiore
Al piano superiore il primo ambiente è la sala delle guerre napoleoniche. Tratta dapprima il periodo compreso tra la Rivoluzione francese e il Congresso di Vienna (1815), poi il Friuli e la Tarvisio carinziana durante le campagne napoleoniche d'Italia, che si susseguirono tra il 1796 e il 1813.
Alla Grande Guerra è dedicata la sala "Vittorio Veneto", che racconta soprattutto lo scontro fra imperi centrali e Intesa nella Zona Carnia, il settore del fronte che arrivava fino alle Alpi Giulie. Le collezioni sulla Prima guerra mondiale descrivono il fronte sia dal punto di vista dell'esercito italiano sia da quello dell'Impero austroungarico.
Dopo la sala della Prima guerra mondiale viene quella dedicata all'ultimo conflitto mondiale. La sala "Duca d'Aosta" ospita le testimonianze storiche sul periodo tra il passaggio del Tarvisiano all'Italia (1919) e la Seconda guerra mondiale. Il racconto parte sempre dal contesto generale per arrivare al particolare, e si sofferma sull'assestamento nazionale e istituzionale del Tarvisiano nel regno d'Italia e sulla questione del confine italo-jugoslavo, con le sue conseguenze storiche e culturali. Accanto ai pannelli illustrativi ci sono un'ampia documentazione d'archivio, anche di diversa nazionalità, armi, riproduzioni di uniformi d'epoca e plastici del territorio.
Forti Carinziani e Vallo Littorio, il museo all'aperto
Il Museo storico militare delle Alpi Giulie anticipa le consistenze del "Museo all'aperto", cioè i "Forti Carinziani" e le "Opere del Vallo Littorio", che possono essere oggetto di ricognizione al termine della visita. Nei dintorni ci sono la batteria Sella Predil, il forte Lago Predil e le opere dell'ex Vallo Littorio.
Il museo offre audioguide, visite guidate su richiesta, una biblioteca e assistenza ai disabili. Il biglietto cumulativo lo unisce al Parco internazionale geominerario, la ex miniera di Raibl, e alla Mostra della Tradizione Mineraria.
Domande frequenti
Dove si trova il Museo storico militare delle Alpi Giulie?
Il Museo storico militare delle Alpi Giulie si trova a Cave del Predil, frazione di Tarvisio in provincia di Udine, nell'edificio dell'ex scuola elementare.
Che cosa si vede al Museo storico militare delle Alpi Giulie?
Il museo ha sei stanze su due livelli, con plastici, documenti d'archivio, armi e riproduzioni di uniformi, dalle campagne napoleoniche alla Seconda guerra mondiale; la sala "Vittorio Veneto" è dedicata alla Prima guerra mondiale.
Da quando esiste il museo di Cave del Predil?
Il Museo storico militare delle Alpi Giulie ha sede dal 1990 nell'ex scuola elementare di Cave del Predil.
Si può fare una visita guidata?
Il Museo storico militare delle Alpi Giulie offre visite guidate su richiesta e audioguide.
