Il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova, in provincia di Udine, racconta la storia militare della città-fortezza dal 1593. Il Ministero della Difesa lo aprì al pubblico nel 1990, e il museo ha tre sedi: Porta Cividale, il Palazzo del Governatore delle Armi e le fortificazioni.
La fortezza veneziana e il Museo Storico Militare
Palmanova fu fondata dalla Repubblica di Venezia il 7 ottobre 1593, in un punto strategico della pianura friulana, come fortezza in grado di proteggere il territorio della Serenissima dalle incursioni ottomane. L'architettura militare della città viene dal suo ruolo difensivo e di controllo della zona, e Palmanova è rimasta una città con una importante presenza militare fino a tempi molto recenti.
Il museo si chiamava un tempo Museo Storico Militare di Porta Cividale. Fu istituito nel 1987 dal Ministero della Difesa, che ne è il proprietario, con lo scopo di valorizzare la fortezza dal punto di vista culturale, ed è intitolato alla Brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli. Dal 1990 è aperto al pubblico. Le sue raccolte ripercorrono la storia delle truppe che hanno presidiato la fortezza di Palmanova dal 1593 in poi, e non si fermano quindi al periodo della Grande Guerra.
Porta Cividale, le garitte e il dongione
Porta Cividale è, con Porta Aquileia e Porta Udine, uno dei tre soli accessi alla città, ed è attribuita a Vincenzo Scamozzi. Le tre porte si aprono al centro di tre cortine e sono divise in piani separati per il controllo dell'ingresso alla fortezza. Lo schema si ripete: al piano inferiore c'è una corte centrale quadrata, sulla quale si affacciano i locali delle guardie e dei gabellieri; al piano superiore, raggiungibile solo da una rampa esterna, un salone a pianta quadrata guarda il cortile.
La facciata di Porta Cividale è rivestita in bugnato rustico di pietra bianca e grigia, con linee robuste e severe, e porta due torrette, le garitte, che servivano da posto di guardia. La sede espositiva sta nella parte superiore della porta, nell'elemento architettonico detto dongione. All'ingresso c'è una sala per le conferenze e per la proiezione di documentari didattici, che raccontano la collezione e la fortezza stessa, la sua struttura e la sua funzione nel tempo.
Uniformi, colubrine e diorami dei quattro periodi
Nel dongione la storia militare della fortezza è raccontata con mappe, diorami, armi, cimeli, divise e documenti dei vari eserciti e guarnigioni che vi sono stati di stanza. Gli oggetti sono ordinati per materia, e permettono di approfondire argomenti come le fortificazioni, le macchine da guerra e le uniformi.

La sezione del periodo veneto (1593-1797) raccoglie documenti e disegni che mostrano le caratteristiche delle milizie venete, e alcuni modellini in legno riproducono le colubrine e le armi da fuoco. Uniformi, armi e cimeli raccontano poi il periodo napoleonico (1805 - 1814), quello austriaco (1814 - 1866) e quello italiano, dal 1866. La sezione delle uniformi ne segue l'evoluzione con disegni tratti da originali della Biblioteca Vaticana e del Museo Correr di Venezia, con riproduzioni di divise storiche e con uniformi originali della Prima e della Seconda guerra mondiale. L'esposizione presenta anche materiale in uso all'esercito italiano nel XX secolo, durante il Regno d'Italia e la Repubblica Italiana, ed è accompagnata da numerosi pannelli informativi.
Retrovie del 1917 e Palazzo del Governatore delle Armi
Una parte del museo racconta la Grande Guerra con divise, oggetti dell'epoca e fotografie riprodotte. In guerra Palmanova stava nelle retrovie, e fino all'ottobre 1917 ospitò ospedali, depositi e campi dove si addestravano i soldati.
Un'altra sede del museo è il Palazzo del Governatore delle Armi, che risale al 1613 e si affaccia su piazza Grande, allora nota come piazza d'Armi, la piazza centrale della città. Il palazzo ospita la direzione e gli uffici; vi sono esposti reperti di unità che hanno legato la loro storia alla città e al territorio, e le sale espositive si aprono solo in occasione di mostre.
Baluardi, rivellino e lunetta napoleonica
La sede all'aperto è l'area esterna delle fortificazioni, con inizio da Porta Cividale: la cinta muraria si estende per circa 360.000 mq, e vi sono visibili gli elementi fortificati del complesso, come la porta, il baluardo, un terrapieno con piazzette per l'artiglieria, il rivellino e la lunetta napoleonica, la terza linea fortificata costruita durante l'occupazione francese all'inizio del XIX secolo. Le cinte sono tre: due costruite da Venezia e una da Napoleone.
Il percorso segue la segnaletica da Porta Cividale al baluardo Del Monte, e prosegue fino alla sommità di un altro baluardo, da cui si vede l'intero sistema difensivo della città. Il tratto di mura percorso è esattamente un nono dell'intera cerchia. Dal rivellino si imbocca la strada coperta, un tempo il passaggio sicuro da una postazione all'altra. All'altezza del baluardo Donà si trova la deviazione per la lunetta napoleonica, che si raggiunge per una strada all'aperto oppure con un percorso in galleria, usato dai soldati francesi nel periodo napoleonico. Proprio da Palmanova Napoleone dichiarò guerra a Venezia.
Domande frequenti
Dove si trova il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova?
Il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova ha la sede espositiva nel dongione, la parte superiore di Porta Cividale; la direzione sta nel Palazzo del Governatore delle Armi, su piazza Grande, e la terza sede è l'area delle fortificazioni.
Il museo parla solo della Grande Guerra?
No: il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova raccoglie armi, divise e documenti delle guarnigioni della fortezza dal 1593, nei periodi veneto, napoleonico, austriaco e italiano. Una sezione è dedicata alla Grande Guerra.
Che ruolo ebbe Palmanova nella Prima guerra mondiale?
Palmanova faceva parte della retrovia, ed era sede di ospedali, magazzini e campi di addestramento delle truppe fino all'ottobre del 1917.
A chi appartiene il museo?
Il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova è di proprietà del Ministero della Difesa, che lo istituì nel 1987 e lo aprì al pubblico nel 1990.