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Il Forte di Monte Festa: la salita al forte che il capitano Winderling difese dopo Caporetto

Forte di Monte Festa, a Cavazzo Carnico: la salita alla sella a quota 980 metri, le batterie dei cannoni da 149 e la difesa di Winderling nel novembre 1917.

Il Forte di Monte Festa è una fortezza della Grande Guerra a 1065 metri, nel territorio comunale di Cavazzo Carnico, dove comincia la Carnia. Il forte fu costruito fra il 1909 e il 1914 e, dal 30 ottobre al 7 novembre 1917, ostacolò l'avanzata austro-tedesca dopo Caporetto.

La Piazzaforte Alto Tagliamento-Fella

Il Forte di Monte Festa nacque nel quadro della Piazzaforte "Alto Tagliamento-Fella", il sistema difensivo di cui facevano parte anche i forti di Osoppo, del Monte Ercole a Gemona e di Chiusaforte. Sorge sulle propaggini del monte Simeone, di fronte all'abitato di Amaro, ed è il forte italiano posto più in alto fra quelli di inizio Novecento in Friuli Venezia Giulia. Era anche il più potente, grazie alle due batterie permanenti di medio calibro e al dominio di quota: il suo compito era vigilare lo sbocco delle vallate del Fella e del But, che sfociano in quella maggiore del Tagliamento a Stazione per la Carnia e a Tolmezzo, e il suo fuoco arrivava sopra lo snodo viario di Carnia e la conca di Tolmezzo.

Il forte fu costruito quasi tutto in calcestruzzo armato, con gli inerti portati fin lassù dal letto del Tagliamento con una teleferica. Una teleferica univa il Monte Festa ad Amaro, a circa 4 km di distanza in linea d'aria. Da Bordano i militari tracciarono una mulattiera di 10 chilometri, che verso il 1940 diventò una strada carrozzabile.

L'armamento principale erano quattro cannoni da 149 in cupole corazzate; a questi si aggiungevano quattro cannoni da 149 G su affusto, che tiravano le granate fino a 8,3 km e gli shrapnel fino a 7,6, una sezione contraerea da 75 A e una mitragliatrice Perino. Alla data del 26 ottobre 1917 il forte disponeva di 2.600 colpi per i pezzi principali, di 300 colpi per i 149 G e di 400 colpi per la contraerea. Era collegato telefonicamente con il paese di Bordano, disponeva di tre eliografi e poteva sfruttare due osservatori, uno sulla vetta del San Simeone e l'altro alla forcella Amariana, sulla sinistra del Tagliamento. Vicino alla batteria allo scoperto c'era la centrale elettrica. La tecnica edilizia era migliore di quella del vicino forte di Chiusaforte, ma l'opera non era in grado di sopportare i colpi del mortaio austriaco da 305.

Il capitano Winderling e la difesa del novembre 1917

Fino a Caporetto il forte restò lontano dal fronte per la situazione strategica, e venne usato come osservatorio d'artiglieria. Con la rotta di Caporetto le truppe austro-tedesche spezzarono le linee italiane e scesero verso la pianura friulana e il Piave. Il forte era comandato dal capitano d'artiglieria Riccardo Noel-Winderling, già comandante della 262a batteria d'assedio dietro il Pal Piccolo, e la guarnigione era di meno di 200 uomini.

Alle 11 del 30 ottobre 1917 i cannoni del forte cominciarono a sparare sugli austriaci del generale Krauss e sulla 10^ armata. Per alcuni giorni il forte tenne quasi ferma ogni colonna che passava lungo il Fella e il Tagliamento, soprattutto attorno a Ponte della Carnia. Al forte affluirono uomini e armi, in scarsa quantità, per proteggere la ritirata delle truppe italiane ancora presenti nella zona, e alla guarnigione giunse l'ordine di resistere ad ogni costo.

Il 5 novembre il forte era ormai un'isola in mezzo al nemico, accerchiato da ogni lato. Gli austriaci attaccarono nella notte tra il 5 e il 6, e gli italiani resistettero con l'unica mitragliatrice disponibile, spostandola qua e là per ingannare gli attaccanti sul numero dei difensori; quando le munizioni cominciarono a scarseggiare, fecero rotolare blocchi di roccia su chi tentava di salire le pendici del monte.

Il Forte di Monte Festa: la salita al forte che il capitano Winderling difese dopo Caporetto - Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia

Il 6 mattina una pattuglia austriaca, della 5^ compagnia della 94^ divisione, salì verso il forte con bandiera bianca e portò al comandante l'invito alla resa della X armata: "Al Regio Presidio Italiano di Monte Festa: siete circondato da ogni parte ed invitato ad arrendervi". Winderling rispose: "ho l'onore di rispondere negativamente". Finite le munizioni, la guarnigione fece saltare le bocche da fuoco, e in cento tentarono la fuga verso sud, per rientrare nelle file ormai lontane dell'esercito italiano. Chi non era in grado di fuggire rimase nel forte, affidato all'ufficiale medico tenente Del Duca, e si arrese. I fuggiaschi incapparono nei reparti del reggimento Pappritz della divisione Jager tedeschi, e furono quasi tutti catturati, a esclusione di Winderling e di pochi altri.

La strada militare e la sella a quota 980

Il sentiero CAI 838 e la strada militare originale salgono alla sella a quota 980 metri. La camminata è lunga, circa 10 chilometri, ma la salita è dolce e la può fare anche chi non è abituato al trekking: lungo i sentieri si incontrano gallerie, piccoli manufatti e una fontanella. Lungo il tragitto una terrazza costruita apposta si affaccia sul Lago di Cavazzo e sui paesi intorno.

Alla sella compaiono i primi resti del complesso: i ruderi degli alloggi per la truppa e per gli ufficiali, i magazzini, le scuderie dove stavano i muli e altri locali di servizio. Oltre queste rovine la strada sale ancora fino in vetta, dove c'è il forte. Dalla cima si vede tutto, dalla Val Tagliamento alla Val Fella, con le Alpi Carniche e le Giulie; a sud lo sguardo scende dal Lago di Cavazzo fino all'alta pianura friulana.

Le batterie, le caverne e le stanze del forte

In cima si vedono subito due caverne usate come montacarichi e deposito per le munizioni. Nelle caverne delle polveriere furono costruiti locali con una muratura in mattoni forati, un rivestimento impermeabile e pavimenti in legno, per evitare le scintille fra il pavimento e gli scarponi chiodati dei soldati. A mezza altezza fra le caverne inferiori e la batteria corazzata un cunicolo attraversa la roccia, e circa a metà si apre la caverna per i due ascensori delle munizioni e i loro motori.

Salendo ancora si incontrano, a destra, le piazzole della batteria esterna, per quattro cannoni da 149 mm di ghisa, e a sinistra la batteria corazzata; fra le due restano i ruderi della teleferica. Si gira per l'infermeria, l'alloggio del comandante, il deposito munizioni e la galleria dove i fabbri assemblavano le munizioni per i cannoni, e si riconoscono i resti dei montacarichi, una mitraglietta antiaerea e i siti dove erano montati i cannoni.

Dopo la guerra le strutture in ferro del forte furono in gran parte smantellate, e solo la batteria allo scoperto rimase in buono stato di conservazione. La copertura fu in parte modificata da interventi eseguiti durante la Guerra Fredda, e sopra il tetto del forte fu costruita una palazzina che richiese la chiusura di due dei pozzi dei cannoni nella batteria permanente. Il Comune di Cavazzo ha messo in sicurezza il forte con transenne in legno.

L'edicola della Madonnina del bersagliere

Nel forte c'è una piccola edicola con l'effige di una Madonnina, dentro una piccola struttura in legno. Ricorda un bersagliere morto in guerra, di cui si persero a lungo le tracce. 90 anni dopo la morte, partendo dalle notizie del Monte Festa, i nipoti ricostruirono l'ultimo periodo della sua vita: fatto prigioniero durante la fuga, si ammalò, fu ricoverato all'ospedale di Bressanone e lì morì, e la sua tomba fu ritrovata nel cimitero militare di Colle Isarco. Il Comune di Cavazzo ha reso omaggio al caduto e alla sua vicenda con questa piccola effige sacra.

Domande frequenti

Dove si trova il Forte di Monte Festa?

Il Forte di Monte Festa sorge a 1065 metri sulle propaggini del monte Simeone, nel territorio comunale di Cavazzo Carnico, di fronte all'abitato di Amaro.

Chi difese il Forte di Monte Festa nel 1917?

Il Forte di Monte Festa fu difeso da meno di 200 uomini al comando del capitano Riccardo Noel-Winderling: dal 30 ottobre 1917 la guarnigione ostacolò l'avanzata austro-tedesca dopo Caporetto.

Quando fu costruito il Forte di Monte Festa?

Il forte fu edificato fra il 1909 e il 1914 come parte della Piazzaforte "Alto Tagliamento-Fella".

Come si sale al Forte di Monte Festa?

Al Forte di Monte Festa si sale con il sentiero CAI 838 e la strada militare originale, fino alla sella a quota 980 metri e poi alla cima dove sorge il forte.