Fra il 30 ottobre e il 3 novembre 1917, pochi giorni dopo Caporetto, il medio Tagliamento fu teatro dell'ultimo tentativo di fermare l'avanzata austro-germanica prima del Piave. L'itinerario parte da Cornino, frazione di Forgaria nel Friuli, e segue i luoghi della battaglia fra i ponti di Cornino e di Pinzano.
Il corpo speciale di Di Giorgio
Il compito toccò al corpo d'armata speciale del generale Antonino Di Giorgio, formato dalla 20ª e dalla 33ª Divisione con le brigate Bologna, Lombardia, Lario, Barletta e altri reparti: circa 20.000 uomini con 120 cannoni e poche munizioni. Doveva guadagnare tempo, perché il grosso dell'esercito potesse ritirarsi e riorganizzarsi.
Contro di loro avanzavano la 12ª Divisione slesiana tedesca, le divisioni austro-ungariche 50ª e 55ª e reparti della 22ª Schützen, diretti verso i ponti di Pinzano, di Pontaiba e di Cornino.
Cornino e l'isolotto del Clapat
Cornino è un piccolo paese vicino a un laghetto limpido, al centro di una riserva dove è stato riportato il grifone. Dal paese si scende al Tagliamento, si lascia il viadotto stradale per quello ferroviario, si passa sotto i binari e si sale sul Clapat, l'isolotto roccioso alto una trentina di metri che divide in due il ponte di Cornino.

In cima c'è un monumento ai soldati che lo difesero. Nelle prime ore del 1° novembre i reparti di Cornino si ritirarono sulla riva destra, ma l'esplosivo scadente danneggiò solo l'arcata occidentale del ponte: la sera del 2 novembre un battaglione bosniaco dell'esercito austro-ungarico riuscì a passare il fiume proprio qui.
Il Monte di Ragogna e il ponte di Pinzano
Sull'altra riva, di fronte, il Monte di Ragogna domina la stretta di Pinzano. Lì, sulle vecchie trincee del 1913, la Brigata Bologna, circa 5.500 fanti guidati dal colonnello brigadiere Carlo Rocca, tenne testa per giorni a forze molto superiori, fermando la 50ª Divisione austriaca e rallentando la 12ª slesiana.
Il 1° novembre, verso le undici del mattino, il generale Carlo Sanna fece saltare il ponte di Pinzano: l'esplosione fermò gli inseguitori, ma lasciò sulla sponda sinistra i soldati della Bologna e un battaglione della Barletta. Continuarono a combattere, fino all'arma bianca; poi i superstiti, circa tremila soldati e cinquanta ufficiali, si arresero, e i tedeschi resero loro l'onore delle armi.
Dopo il Tagliamento
Caduto Cornino, il 3 novembre anche gli slesiani passarono il fiume a Pontaiba, e Cadorna ordinò a tutto l'esercito di ripiegare sul Piave. Il bilancio italiano della battaglia fu di circa 400 morti, 1.200 feriti e oltre tremila prigionieri. Lungo il fiume restano altri segni di quei giorni, come il mausoleo germanico di Pinzano.
Domande frequenti
Che cosa successe a Cornino nel 1917?
Il ponte fu danneggiato solo in parte dai genieri italiani, e la sera del 2 novembre un battaglione bosniaco dell'esercito austro-ungarico passò il Tagliamento proprio qui.
Chi difese il Monte di Ragogna?
La Brigata Bologna del colonnello brigadiere Carlo Rocca, rimasta sulla riva sinistra dopo che il ponte di Pinzano fu fatto saltare il 1° novembre 1917.
Che cos'è l'isolotto del Clapat?
Un isolotto roccioso in mezzo al Tagliamento che divide in due il ponte di Cornino; in cima c'è un monumento ai caduti.