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Il Cimitero degli Eroi di Aquileia: i Dieci Militi Ignoti e la madre che scelse l'undicesimo

Il Cimitero degli Eroi dietro la basilica di Aquileia: le croci di don Celso Costantini, i Dieci Militi Ignoti e Maria Bergamas, che scelse il Milite Ignoto.

Dietro l'abside della basilica di Aquileia, sotto il campanile, si apre un piccolo cimitero con croci di ferro e cipressi. È il Cimitero degli Eroi, rimasto con la forma delle prime sepolture: qui riposano i Dieci Militi Ignoti, fratelli di quello partito per Roma.

Don Celso Costantini e il giardino della memoria

Nel maggio 1915 le truppe italiane arrivarono ad Aquileia, fino ad allora austriaca, a due passi dal fronte del Carso. I caduti cominciarono presto ad arrivare, e le prime sepolture erano fatte in fretta e senza ordine. Don Celso Costantini, canonico della basilica e più tardi diplomatico della Santa Sede, volle dare ai morti una sepoltura dignitosa: organizzò le tombe in file ordinate, fece arrivare da Udine croci artistiche di ferro battuto, fiori, siepi e cipressi, alcuni donati dal Comune di Firenze.

Ad Aquileia passò anche Gabriele D'Annunzio, che fra quei cipressi strinse amicizia con don Celso e scrisse un salmo per i caduti, letto il 2 novembre 1915. Tre versi furono incisi su una lapide murata sull'abside della basilica, di fronte al monumento: «O Aquileia, donna di tristezza, sovrana di dolore...». Gli austriaci la distrussero dopo Caporetto, e nel 1918 fu scolpita di nuovo.

Le sculture del cimitero

Fra le tombe tutte uguali, con la stessa croce di ferro, ci sono alcuni monumenti. Il Sacrificio, gruppo di marmo di Edmondo Furlan, mostra Cristo in croce che sorregge due fanti morenti: non è il soldato che cerca conforto, ma Cristo che scende a consolarlo. L'Angelo della Carità, di bronzo, di Ettore Ximenes, è una figura alata che abbraccia un soldato che muore.

Al centro, sotto un grande arco di pietra disegnato dall'architetto Guido Cirilli, c'è la tomba dei Dieci Militi Ignoti, con una lampada e un tripode di ferro battuto di Alberto Calligaris. È rivolta verso il Carso, da dove venivano quelle salme senza nome.

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Il rito del 28 ottobre 1921

Le undici bare con i resti di soldati impossibili da riconoscere, raccolti in undici luoghi di battaglia diversi, dal Carso al Grappa, dall'Altopiano di Asiago al Piave, arrivarono il 27 ottobre 1921 a Gorizia e furono vegliate nella chiesa di Sant'Ignazio. Il 28 furono portate nella basilica di Aquileia, davanti al Duca d'Aosta, al ministro della guerra Gasparotto, a madri e vedove di guerra e a molte autorità.

Dopo l'aspersione con l'acqua del Timavo, fra le campane, le salve dell'artiglieria e la Leggenda del Piave suonata dalla Brigata Sassari, una madre scelse la bara del Milite Ignoto. La salma fu chiusa in una seconda cassa rivestita di zinco, con una medaglia commemorativa e un'alabarda d'argento donata da Trieste.

Maria Bergamas

La madre era Maria Bergamas, nata Blasizza a Gradisca d'Isonzo nel 1867, allora in territorio austriaco, e residente a Trieste. Suo figlio Antonio, maestro elementare, nel 1914 disertò dall'esercito austriaco, passò in Italia e si arruolò volontario con il nome falso di Antonio Bontempelli; cadde guidando il suo plotone all'assalto, e un bombardamento distrusse il cimitero dove era stato sepolto, così che risultò disperso.

Davanti alle undici bare Maria appoggiò lo scialle sulla seconda, poi passò lungo la fila e si fermò alla decima. Secondo la figlia Anna, voleva scegliere l'ottava o la nona, i numeri che le ricordavano la nascita e la morte del figlio, ma all'ultimo scelse la decima, perché nulla legasse quella bara ad Antonio e a Roma andasse davvero un soldato ignoto. Il 29 ottobre il treno partì dalla stazione di Aquileia, attraversò l'Italia fra folle silenziose e il 4 novembre il Milite Ignoto fu sepolto all'Altare della Patria; lo stesso giorno gli altri dieci furono sepolti qui.

Maria Bergamas morì a Trieste nel 1953, e il 3 novembre 1954 fu sepolta nel cimitero di Aquileia, accanto ai dieci soldati. Sulla tomba c'è scritto: «Maria Bergamas, per tutte le madri d'Italia».

Domande frequenti

Chi riposa nel Cimitero degli Eroi di Aquileia?

Soldati italiani della Prima guerra mondiale, i Dieci Militi Ignoti rimasti dopo la scelta del 1921 e Maria Bergamas, la madre che scelse il Milite Ignoto.

Chi scelse la bara del Milite Ignoto?

Maria Bergamas, madre di un volontario disperso, il 28 ottobre 1921 nella basilica di Aquileia, fra undici bare.

Chi ha voluto il cimitero?

Don Celso Costantini, canonico della basilica, che dal 1915 ordinò le sepolture e fece arrivare croci di ferro battuto, fiori e cipressi.