Ogni novembre Gemona del Friuli dedica le vie del centro al formaggio con «Gemona, formaggio... e dintorni». La festa, voluta dalla Pro Glemona e dal Comune, non celebra soltanto un prodotto: racconta le latterie turnarie, un sistema cooperativo in cui piccoli allevatori trasformavano insieme il latte delle loro stalle.
Come funziona una latteria turnaria
Nelle latterie turnarie ogni socio porta il latte munto nella propria stalla e annota su un libretto i litri consegnati. Quando il credito basta, arriva il suo turno e riceve il formaggio lavorato quel giorno: può tenerlo, venderlo per conto suo o lasciarlo allo spaccio della latteria. Nelle latterie sociali, che col tempo hanno preso il posto di molte turnarie, il socio viene invece pagato in denaro.
Negli archivi di Gemona ci sono documenti della fine del Settecento su famiglie della zona di Osoppo che si accordavano per lavorare il latte a turno. La prima latteria sociale del Friuli nacque nel 1880 a Collina di Forni Avoltri, per iniziativa del maestro Eugenio De Caneva, e da lì il modello si allargò a tutta la regione.
Crisi e presidi
Il sistema ha passato momenti difficili, soprattutto dopo il terremoto del 1976, quando molti preferirono le grandi centrali del latte, più economiche e adatte a un formaggio uniforme per la grande distribuzione. A Gemona resiste la latteria turnaria di Campolessi, il cui formaggio è Presidio Slow Food: latte crudo non pastorizzato, lavorato come una volta, con il solo sale e il caglio.

È uno dei due presidi della città; l'altro è il Pan di sorc. Accanto alla Pro Glemona, alla festa lavorano la Coldiretti, l'Ecomuseo delle Acque del Gemonese, Slow Food e l'Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia.
La Via Lattea e il concorso
Il cuore della festa è la Via Lattea, il percorso della mostra mercato con i produttori caseari della regione e d'oltreconfine. C'è un concorso riservato ai formaggi a latte crudo, cioè non pastorizzato, che conservano i fermenti naturali e il sapore dei pascoli.
Sui banchi si trovano il Montasio DOP, venduto fresco, mezzano, stagionato o stravecchio; il Formadi Frant, fatto con forme di latteria venute male, sbriciolate e impastate con panna e pepe; il Formadi dal cit, conservato in vasi di pietra con latte, panna e pepe; il formaggio d'Asìno, che matura in una salamoia di acqua, sale, latte e aceto; il Sot la trape, stagionato sotto le vinacce.
Casari, allevatori e topolini
Sotto la loggia del Municipio i casari mostrano come si rompe la cagliata e come si estrae la forma. Gli allevatori presentano le loro razze, con un'attenzione speciale per la Pezzata Rossa Friulana, e gli studenti degli istituti agrari partecipano agli incontri sulla filiera. Ci sono poi visite alle latterie turnarie ancora aperte, la fattoria per i bambini, la mostra dei funghi, la musica e gli stand delle borgate come Campagnola e Taboga.
Il simbolo della festa è un topolino goloso di formaggio, disegnato dall'illustratore gemonese Carlo Venturini, che ha firmato anche le immagini del Carnevale e dell'Agosto medievale di Gemona.
Domande frequenti
Che cos'è una latteria turnaria?
Una cooperativa di allevatori che trasforma insieme il latte crudo dei soci; ognuno segna il latte consegnato e, quando tocca a lui, riceve il formaggio prodotto.
Quando si tiene la festa del formaggio di Gemona?
A novembre, nelle vie del centro di Gemona del Friuli.
Che cos'è il Formadi Frant?
Un formaggio fatto con forme difettose di latteria, sminuzzate e impastate con panna e pepe.
Quali sono i presidi Slow Food di Gemona?
Il formaggio della latteria turnaria di Campolessi e il Pan di sorc.