🍷 Gastronomia & Vino · 3 min di lettura

I caffè storici di Trieste: dal Tommaseo del 1830 al San Marco, fra un nero e un capo in b

I caffè storici di Trieste: il Tommaseo del 1830, gli Specchi in piazza Unità, il San Marco dei letterati, il Torinese e Pirona, e come si ordina il caffè.

A Trieste sedersi al caffè è un'abitudine seria. Nei caffè storici, eredi dei Kaffeehäuser viennesi, si sta al tavolino anche due ore con una sola tazzina, si legge il giornale, si parla. Qui passavano Umberto Saba, Italo Svevo e James Joyce, e l'atmosfera dell'Ottocento non se n'è mai andata.

Come si ordina il caffè

Prima di tutto bisogna conoscere le parole giuste, perché chiedere «un caffè» qui non basta. L'espresso è un nero, e se lo si vuole nel bicchierino di vetro diventa un «nero in b»; il macchiato è un capo, e servito nel vetro diventa il capo in b, un piccolo cappuccino nel bicchiere; una goccia è un espresso con pochissimo latte, mentre il cappuccino si chiama cafelate.

Il Tommaseo, il più antico

Il Caffè Tommaseo aprì nel 1830 ed è il più antico caffè di Trieste ancora in attività, anche se nel tempo ha cambiato più volte nome. Pareti color crema e arredi neoclassici: qui si ritrovavano scrittori come Stendhal, Saba e Svevo, ma anche uomini del Risorgimento. Una targa ricorda che nel 1848 da questo caffè, centro del movimento nazionale, partì la fiamma dell'entusiasmo per la libertà italiana.

Gli Specchi, in piazza Unità

Il Caffè degli Specchi nacque nel 1839 al piano terra di Palazzo Stratti, affacciato su piazza Unità d'Italia, ed è l'unico rimasto dei quattro caffè che un tempo davano sulla vecchia Piazza Grande. Dentro ci sono colonne, boiserie di legno e specchi; fuori, i tavolini guardano la piazza più grande aperta sul mare e il golfo. È il più frequentato dai turisti, ma la posizione non ha pari.

Il San Marco dei letterati

L'Antico Caffè San Marco, in via Battisti, aprì nel 1914. Durante la Prima guerra mondiale fu distrutto perché considerato un covo di irredentisti italiani, e nel 1920 fu ricostruito. Conserva i decori liberty, i legni, le lampade di ferro battuto, i tavolini di marmo e le librerie che salgono fino al soffitto: è insieme caffè, ristorante e libreria, e ospita presentazioni e letture. Fra le sue specialità c'è un vermut preparato con assenzio e caffè.

Il Torinese, la Stella Polare e le pasticcerie

L'Antico Caffè Torinese, in corso Italia, accoglie con un bancone liberty sovrastato da un grande lampadario di cristallo; la Stella Polare, vicino a Ponterosso, è un altro caffè d'epoca, e ce ne sono altri in piazza della Borsa.

Per i dolci ci sono le pasticcerie storiche. Pirona, in largo Barriera Vecchia, aperta nel 1900, è rimasta quasi com'era, con il bancone e i mobili di legno e le vetrine piene di pasticcini; si racconta che James Joyce vi abbia scritto molte pagine dell'Ulisse e di Gente di Dublino. La Bomboniera, vicino a Sant'Antonio, vende praline, marzapane, presnitz e putizza. E per i nostalgici di Vienna, nel 2023 a Trieste ha aperto il primo Caffè Sacher d'Italia, con la Sachertorte che arriva dalla casa madre.

Domande frequenti

Che cos'è un capo in b?

È il macchiato servito nel bicchierino di vetro, una specie di piccolo cappuccino; il capo, senza «in b», è il macchiato in tazzina.

Qual è il caffè più antico di Trieste?

Il Caffè Tommaseo, aperto nel 1830 e ancora in attività.

Perché il Caffè San Marco è famoso?

È il caffè letterario di Trieste: aperto nel 1914, frequentato da scrittori e intellettuali, conserva i decori liberty ed è anche una libreria.