Tempora in Aquileia è la rievocazione storica che riporta la città alle sue origini, attorno alla fondazione romana del 181 a.C. Per tre giorni il centro storico e le aree archeologiche della città Unesco si riempiono di legionari romani, guerrieri celti, artigiani e riti antichi.
Il racconto: Romani e Galli Carni
Prima di Aquileia, su questo territorio vivevano i Celti Carni, il cui nome viene probabilmente dalla parola celtica karn, roccia. La rievocazione mette in scena l'incontro delle delegazioni della Repubblica romana con i Celti, con cui negli anni i Romani avrebbero dato vita a una cultura comune, e le vicende del console Gaio Cassio Longino, le cui incursioni nelle terre dei Galli Carni portarono i delegati gallici fino al Senato di Roma.
Ogni edizione sceglie un tema. Quella del 2026, dal 19 al 21 giugno, era dedicata alla fondazione della città e al sulcus primigenius, con oltre 500 rievocatori venuti da gruppi storici italiani ed europei. Nello stesso anno la Fondazione Aquileia ha annunciato che la rievocazione diventa biennale.
I due campi e il mercato
Il cuore della manifestazione sono due grandi campi storici. Nel villaggio celtico ci sono le tende, le suppellettili e le scene di vita di tutti i giorni; nel castrum romano, l'accampamento della legione, si vedono la disposizione delle tende, le gerarchie e i turni di guardia. Armi, armature, abiti e utensili sono ricostruiti con materiali e tecniche dell'epoca, dal ferro battuto al bronzo, dalla lana al lino tinto con colori naturali, secondo i criteri dell'archeologia sperimentale.

Nei campi si impara come si forgiava il ferro, si tesseva al telaio, si coniavano le monete, si faceva un mosaico o un affresco, e come si curavano i Celti con le erbe. Poco lontano c'è il mercato dell'artigianato storico, con le tabernae dove si assaggiano sapori ispirati all'antichità, come la puls, la zuppa di farro dei legionari.
I riti: dal fuoco di Beleno al solco sacro
La rievocazione si apre con il fuoco di Beleno: Beleno era il dio celtico della luce e del sole, una delle divinità più diffuse fra i popoli celti d'Europa, e il rito cade nei giorni del solstizio d'estate, fra danze e musiche della festa celtica.
Il rito più atteso è il sulcus primigenius, il solco sacro che per tradizione romana segnava i confini di una città nuova, tracciato con un aratro tirato da un bue e da una vacca. Accanto ci sono i ludi gladiatori, le danze antiche, la falconeria, la commedia plautina, riti come la Captio Virginis, l'iniziazione di una Vestale, e le battaglie fra le truppe celtiche e le legioni romane, anche di notte.
Aquileia e la sua estate
Tempora fa parte degli eventi con cui Aquileia racconta la propria storia, accanto all'Aquileia Film Festival dedicato al cinema archeologico e al concerto all'alba del solstizio nell'area del porto fluviale. Negli anni la rievocazione ha coinvolto anche altri luoghi della città, come il Museo Archeologico Nazionale.
Domande frequenti
Che cos'è Tempora in Aquileia?
Una rievocazione storica delle origini di Aquileia, con un villaggio dei Celti Carni, un castrum romano, riti, ludi gladiatori e battaglie fra Celti e Romani.
Quando si tiene Tempora in Aquileia?
A giugno, nei giorni del solstizio d'estate: l'edizione del 2026 si è tenuta dal 19 al 21 giugno, e da quell'anno la rievocazione è biennale.
Che cos'è il sulcus primigenius?
Il solco sacro che, secondo la tradizione romana, tracciava i confini di una città appena fondata; a Tempora se ne rievoca il rito per la fondazione di Aquileia.