Nelle Valli del Natisone, le Nediške doline, il carnevale si chiama Pust, la parola slovena per carnevale. È un rito per scacciare l'inverno e chiamare la primavera, fatto di frastuono, maschere e visite di casa in casa, e ogni paese delle Valli ne conserva una versione sua.
Il Pust nasce dal fuoco
Il carnevale delle Valli comincia la vigilia dell'Epifania. A Mersino, frazione di Pulfero, la sera del 5 gennaio si accende il Krìes, il grande falò: si brucia un fantoccio della Befana e dalla sua cenere, come vuole la tradizione, rinasce lo spirito del carnevale. I pustje ballano attorno al fuoco e poi portano per il paese il calore della primavera che torna.
Le Valli tengono vivi anche gli altri riti di tradizione slovena, legati al Natale e al Kries di San Giovanni, il falò del solstizio d'estate.
I pustje: frange, campanacci e tenaglie
Il pust è una figura coperta di strisce di stoffa colorata che nascondono pesanti campanacci. I pustje girano in gruppo e si muovono a passi ritmati, facendo un rumore continuo. In mano portano le klìešče, tenaglie di legno che si allungano: il testo del sito racconta che servono a scompigliare i cortili, spostare oggetti, sottrarre le scarpe.

Nella vallata di Savogna, durante l'ultima settimana di carnevale, le maschere tipiche, i pustje, i Belli e i Brutti, l'Angelo e il Diavolo, passano di paese in paese e vengono ospitate nelle case. È una questua: il corteo, con la fisarmonica, porta il suo caos dentro le proprietà e riceve in cambio cibo e da bere.
I Blumarji di Montefosca
Ogni borgo ha le sue maschere. A Montefosca, sempre nel comune di Pulfero, il carnevale è un rito di passaggio all'età adulta: i Blumarji sono giovani vestiti di bianco, con un cappello caratteristico, campanacci legati alla schiena e un lungo bastone nero. Ormai vi partecipano tutti i ragazzi, anche già sposati, a differenza di quanto voleva la tradizione.
Rodda, Mersino e Montemaggiore
A Rodda, fra le borgate di Pulfero, il Pust mette in scena il conflitto fra ordine e caos: il sito racconta che il corteo si apre con l'arcangelo Michele e il diavolo in catene. A Mersino compaiono il Gallo e la Gallina giganti; a Montemaggiore di Savogna sfilano le Belle, con grandi cappelli ornati di fiori di carta. Nel 2026 il Pust di Mersino è stato portato a Venezia, fra le maschere dei carnevali della tradizione italiana.
Domande frequenti
Che cos'è il Pust?
Il carnevale delle Valli del Natisone: la parola slovena per carnevale e il nome della maschera principale, coperta di frange colorate e campanacci.
Quando comincia il Pust nelle Valli del Natisone?
La vigilia dell'Epifania, quando dalla cenere del falò di Mersino rinasce lo spirito del carnevale; le maschere girano fino alla fine del carnevale.
Chi sono i Blumarji di Montefosca?
I giovani di Montefosca che per il carnevale si vestono di bianco, con campanacci sulla schiena e un bastone nero, in un rito di passaggio all'età adulta.