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Trieste: cosa vedere e fare fra piazza Unità, San Giusto, i caffè di Joyce, Barcola e le osmize del Carso

Cosa vedere a Trieste: piazza Unità e il Molo Audace, i caffè storici, il colle di San Giusto, il Pedocìn, Barcola, la costiera e le osmize del Carso.

Umberto Saba parlò della «scontrosa grazia» di Trieste, e i triestini hanno fatto loro quelle parole. È una città di contrasti: davanti il mare, dietro il Carso; palazzi da capitale asburgica e un ritmo da città di provincia. Il centro si gira a piedi.

Piazza Unità e il Molo Audace

Si comincia da piazza Unità d'Italia, la grande piazza aperta sul mare. Su tre lati stanno i palazzi del potere, il Municipio, il Palazzo del Governo, il Palazzo del Lloyd Triestino; il quarto è il golfo.

Dal bordo della piazza parte il Molo Audace, che si allunga sull'acqua: i triestini ci passeggiano, si siedono con le gambe a penzoloni e guardano il tramonto. Poco più in là si apre il Borgo Teresiano con il Canal Grande.

I caffè di Joyce e Svevo

Dall'Ottocento i caffè di Trieste accolgono scrittori e artisti: James Joyce e Italo Svevo li frequentavano, e Saba era nato in città. Il Caffè Tommaseo, del 1830, è il più antico; il Caffè degli Specchi guarda piazza Unità; alla pasticceria Pirona, aperta nel 1900, si racconta che Joyce abbia lavorato all'Ulisse.

Per ordinare bisogna conoscere le parole giuste: l'espresso è un nero, il macchiato un capo, e nel bicchierino di vetro diventa un capo in bi; la goccia ha appena un filo di latte, e il cappuccino si chiama caffelatte.

Il colle di San Giusto

Sopra il centro sale il colle più antico. La cattedrale di San Giusto nacque dall'unione di due chiese più antiche, quella di Santa Maria e quella del santo patrono, e conserva mosaici e un grande rosone; nel suo tesoro è custodita l'arma di San Sergio, lo spiedo che compare nello stemma della città. Accanto sta il castello, e lungo via Capitolina il Parco della Rimembranza.

Pedocìn, Barcola e la costiera

In città c'è ancora il Pedocìn, il bagno della Lanterna, l'ultima spiaggia d'Europa divisa da un muro fra uomini e donne, nata nel 1903. D'estate i triestini vanno però soprattutto a Barcola, il lungomare con la pineta, dove si stendono sui Topolini, le piattaforme balneari affacciate sull'acqua; in età romana qui sorgeva una villa lunga trecento metri.

Più a nord la costiera cambia volto di continuo: il castello di Miramare di Massimiliano d'Asburgo, con il parco e la riserva marina, Grignano, la baia di Sistiana, il Sentiero Rilke sulle falesie fino al castello di Duino e le risorgive del Timavo.

Il Carso e le osmize

Alle spalle della città l'altipiano del Carso è un altro mondo di pietra calcarea, sentieri e piccoli borghi. Qui si va nelle osmize, le cantine che i contadini aprono a turno per vendere il loro vino e i loro prodotti, segnalate da una frasca appesa lungo la strada: un'usanza antichissima, rimessa in regola nel 1784 da un decreto di Giuseppe II. Si beve il Terrano, il rosso del Carso, con salumi e formaggi.

Sull'altipiano si visitano anche la Grotta Gigante, una delle grotte turistiche più grandi del mondo, e la Val Rosandra, la riserva naturale più vicina alla città.

Domande frequenti

Che cosa vedere a Trieste in un giorno?

Piazza Unità e il Molo Audace, un caffè storico, il colle di San Giusto con la cattedrale e il castello, e una passeggiata sul Canal Grande.

Che cos'è un'osmiza?

Una cantina del Carso che il contadino apre per un periodo per vendere direttamente il suo vino e i suoi prodotti, segnalata da una frasca lungo la strada.

Dove fare il bagno a Trieste?

Al Pedocìn, la spiaggia divisa fra uomini e donne, e sul lungomare di Barcola, con i Topolini e la pineta.